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Bce, nuovo taglio dei tassi

Bankitalia: Pil a picco, - 2%

Bce, nuovo taglio dei tassi
La Bce ha deciso di tagliare il tasso di riferimento dell'Eurozona di 0.50 punti base al 2% a causa "del calo dell'inflazione". La comunicazione è stata data dallo stesso presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, in conferenza stampa, tracciando un quadro negativo dell'economia europea: "La congiuntura sta subendo un rallentamento significativo - ha detto - l'incertezza resta molto elevata e le turbolenze finanziarie stanno impattando sull'economia reale". I rischi sono di un peggioramento di questo quadro. Dopo la sforbiciata ai tassi, il costo del denaro ha toccato i suoi minimi storici. La Bce lancia l'allarme: "Le statistiche recenti indicano un significativo rallentamento per l'economia di Eurolandia dovuto ad una intensificazione dell'instabilità finanziaria, e ciò durerà per un periodo prolungato. Il prossimo appuntamento importante su tassi sarà a marzo.

Ed è sicuramente a tinte fosche anche il quadro della Banca d'Italia, ed il rischio è che in furuto sia anche peggio. L'economia italiana sta cadendo in una recessione profonda. La Banca d'Italia nel Bollettino Economico di gennaio stima una contrazione del Pil del 2% quest'anno dopo che il 2008 si è chiuso, secondo le previsioni di via Nazionale, con un calo medio dello -0,6%. Una ripresa è possibile secondo via Nazionale dal 2010 con un incremento del prodotto stimato nello 0,5% rispetto a quest'anno. Il quadro di previsione è però soggetto a rischi di ulteriore peggioramento dovuti all'effettiva profondità della crisi in quelle economie emergenti che ancora sostengono gli scambi internazionali. Rischi che solo in parte sono controbilanciati dalla possibilità che lo scenario per quest'anno non sia così cupo come appare oggi.
Ma il ministro dell'Economia Giulio Tremonti tende a non drammatizzare: "Il paese ha a disposizione 112 miliardi di spesa pubblica per affrontare la crisi economica". Tremonti, torna a fare riferimento alla disponibilità di fondi europei per il periodo 2007-2012 che sono "risorse pari a molti punti di Pil, importanti per gestire la crisi. In questa ottica la portata del decreto approvato va oltre gli interventi di spesa pubblica perchè identifica un contenitore di risorse che agisce sulle procedure". Si tratta, insiste Tremonti, "di una cifra enorme, pianificata da altri governi, che va focalizzata in una logica anticrisi". E aproposito della crisi, dice: "Qella che stiamo attraversando sia una fase di discontinuità sistemica e non un ciclo economico. Tutto è dominato da un alto grado di incertezza e gli stessi andamenti di Borsa sono patologici e non normali". Sintetizzando, il ministro conclude: "Stiamo attraversando una terra incognita".

In mattinata l'avvio col segno più delle Borse europee aveva fatto sperare in una giornata positiva, dopo i pesanti ribassi di mercoledì. Ma nel giro di un'oretta la rotta è stata imvertita e gli indici sono passati inesorabilmente in negativo. A Milano gli indici perdono quasi mezzo punto. Indici in calo di oltre l'1%, invece, per i principali listini Ue: a Francoforte il Dax cede l'1,70%, Amsterdam arretra dell'1,90%. Londra cede l'1,68% e Parigi l'1,37%. In calo anche Madrid -1,77%, e Milano -1,20%. Limita la flessione Zurigo con l'indice Smi che cede lo 0,35%. Anche Tokyo ha fatto registrare il segno meno in chiusura di Borsa, sulla scia delle piazze europee e di Wall Street. L'indice Nikkei ha ceduto il 4,9% e si è attestato a 8,023.31 dopo esser sceso sotto quota 8.000 per la prima volta nell'ultimo mese. A New York il Dow Jones ha registrato un calo del 2,94% chiudendo a 8,200,14 punti. Netta flessione anche per il Nadaq in calo del 3,67% a quota 1.489,64 punti. E sempre sui mercati internazionali, il prezzo del petrolio è sceso sotto i 37 dollari.

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