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Del Vecchio lascia Geronzi e il Cda di Generali

Mister Luxottica si dimette in aperta polemica con il presidente del Leone: la scintilla, l'intervista al Financial Times

Del Vecchio lascia Geronzi e il Cda di Generali
Leonardo Del Vecchio si dimette dal cda di Assicurazioni Generali, in aperta polemica con il presidente del gruppo, Cesare Geronzi. La notizia era inizialmente filtrata da ambienti finanziari, ed è poi stata confermata da fonti vicine a mister Luxottica.

LE DICHIARAZIONI
- L'addio di Del Vecchio è arrivato due giorni dopo la tesissima riunione del consiglio di amministrazione del Leone di Trieste. Ad innescare le polemiche, l'intervista rilasciata da Geronzi al Financial Times, in cui l'ex numero uno di Capitalia si è sbottonato sulle strategie del gruppo su possibili investimenti nella banche italiane, nel ponte sullo stretto di Messina e in America Latina. I Vertici del Leone, soltanto poche settimane prima, al mercato avevano delineato prospettive differenti: un autogol clamoroso, che aveva scatenato già da giorni le voci circa l'addio di Del Vecchio.

I MALDIPANCIA
- Le dichiarazioni sono state considerat in contrasto con le linee strategiche tracciate dall’amministratore delegato Giovanni Perissinotto all’investor day di fine novembre, e criticate anche da alcuni analisti come Equita, West LB e Kepler. Di Kepler proprio il commento più duro: "Geronzi rilascia interviste di rado ed è meglio così. Con l’intervista al Ft ha fatto un pasticcio dal punto di vista dell’informazione e pretende di avere un ruolo esecutivo attivo, che potenzialmente non merita". Nei giorni scorsi era stato invece il patron della Tod’s Diego Della Valle a portare un pò di maretta a Trieste con la richiesta di cedere la quota detenuta nel gruppo Rcs. Intanto mercoledì prossimo si terrà il cda in cui, secondo indiscrezioni di stampa, alcuni consiglieri dovrebbero sollevare il problema della sovraesposizione mediatica del gruppo assicurativo.

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Commenti all'articolo

  • z.signorini

    22 Febbraio 2011 - 07:07

    Ha fatto uil grande saggio ad andarsene. Con certa gentaglia non vale la pena avere interessi comuni. Evvisa la dignità.

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  • Caninforato

    21 Febbraio 2011 - 18:06

    Una società seria come poche non meritava di venir scalata da capitali (poco trasparenti) che esprimono un personaggio come Geronzi (potente ma quanto a competenza neppur paragonabile con chi l'ha preceduto). A Trieste il maldipancia degli azionisti minori è palpabile, ma un pò per l'età media sempre più vetusta (che non aiuta a prendere posizioni nette) e un pò perchè contro il Potere del denaro c'è poco da fare, si intravedono scenari sinistri, e non dico altro...

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  • umberto.barcelona

    21 Febbraio 2011 - 18:06

    Forse sono buone notizie per un cambio anche nel CORRIERE DELLA SERA la cui attuale gestione a livello di redazione é diventata insopportabile per i vecchi lettori che sempre avevano trovato nel giornale un baluardo delle libertá. Una gestione quella attuale di una faziositá sfacciata, forse peggio di La Repubblica. Le due testate eterodirette dalle brillanti qualitá intellettuali di gente come Di Pietro.

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  • Melzi d'Eril

    21 Febbraio 2011 - 18:06

    Ancora qualche strappo di imprenditori che intraprendono, di finanzieri che finanziano, di azionisti che si mettono in azione, e potremo dire che il lento percorso per entrare in Europa potrebbe avere successo. Questa gente che ha potere senza metterci euro, che vive con "patti di sindacato", che mortifica la nostra economia, dovrà pur andarsene un giorno o l'altro. I "poteri forti" si trovano a pranzo da Bruno Vespa: sono tre, Cesare Geronzi, il Cardinale Bertone e lui, l'amico della nipote di Mubarak e del figlio di Gheddafi. Che cosa si sono mangiati ? Che cosa si sono detti ?

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