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Auto, l'allarme di Marchionne

"Senza aiuti 60 mila licenziati"

Auto, l'allarme di Marchionne
Il settore auto versa in drammatiche condizioni e se lo "Stato non interverrà" c'è un "rischio reale che 60 mila lavoratori restino a casa". A lanciare l'allarme è Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, rispondendo ai timori espressi dai sindacati sull'occupazione del settore. Marchionne è intervenuto in materia entrando all'Unione Industriale dove si tiene la riunione del consiglio direttivo sulla crisi economica. "Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell'Auto", ha aggiunto l'ad della società torinese, "che sta vendendo il 60% in meno dell'anno scorso. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l'economia". E a proposito delle affermazioni del ministro Roberto Calderoli sull'intervento del governo, Marchionne si è limitato a sottolineare: "Sono d'accordo, il sostegno deve essere dato a tutto il settore".

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  • pidmont

    02 Febbraio 2009 - 12:12

    UN GIORNO HENRY FORD DISSE AL CAPO DEL SINDACATO AMERICANO,FACENDOGLI VISITARE LA FORD:UN GIORNO ADDESTREREMO GLI SCIMPANZE'A LAVORARE SCHIACCIANDO BOTTONI,COSI' ABBATTEREMO I COSTI DI PRODUZIONE.IL SINDACALISTA ALLORA RIPOSE:E' UNA BELLA COSA,MA POI LE MACCHINE,A CHI LI VENDERETE? VA SOSTENUTA E' VERO LA PRODUZIONE,MA IN CONCOMITANZA ABCHE IL REDDITO DELLA GENTE,CHE PER OPERA DEGLI IMPRENDITORI,POLITICI E SINDACALISTI,SONO STATI FALCIDIATI,A DIFFERENZA DEGLI ALTRI PAESI INDUSTRIALIZZATI.

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  • pidmont

    02 Febbraio 2009 - 12:12

    DURANTE IL GOVERNO CRAXI,FURONO ELARGITI,MI PARE,45.000 MILIARDI DI LIRE ALLA CONFINDUSTRIA,OVVERO ALLA FIAT,PERCHE' FACESSE DA VOLANO ALL' ECONOMIA E ALLO SVILUPPO DELL'OCCUPAZIONE.ALLORA UN OPERAIO FIAT PARCEPIVA 1,200,000 LIRE AL MESE MENTRE QUELLI TEDESCHI 3.600.000.I TEDESCHI HANNO CONTINUATO A VENDERE AUTO,LA FIAT NO.SPERIAMO CHE TRA MARCHIONNE E LO STATO CI SIANO PATTI CHIARI E AMICIZIA LUNGA,POICHE' SONO SOLDI NOSTRI.

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  • ghorio

    27 Gennaio 2009 - 16:04

    Niente di nuovo sotto il sole per la vicenda Fiat. Il grido d'allarme dell'ammniistratore delegato evidenzia la crisi del settore. Visto il collegamento con l'indotto, gli aiuti possono essere dati, anche per salvaguardare l'occupazione, ma è evidente che debbano esserci contropartite da parte della Fiat,perchè diversamente non sembra cambiare niente. In questa direzione è necessario fare un discorso sulla riduzione dei costi delle auto, sulle innovazioni per contenere i consumi e sul futuro sviluppo del made in Italy, senza l'utilizzo della produzione estera, almeno per il mercato italiano. Inoltre la Fiat deve anche inziare a fare una politica industriale di sviluppo che negli ultimi tempi è mancata. Giovanni Attinà

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  • ercole.bravi

    27 Gennaio 2009 - 16:04

    Dunque la Fiat dopo essersi ripresa alla grande (?), adesso piange dietro l'uscio di casa nostra per pietire soldi e aiuti. Siamo alle solite buffonate imprenditoriali italiane. I grandi capitani d'industria finchè la ruota gira sono dei mostri di pianificazione economica appena c'è maretta, smettono i vestiti buoni ed indossano il saio di rappresentanza chiedendo lumi e ciotole di cibo ai fessi italiani. Smettiamola una buona volta di aiutare questi pozzi senza fondo. Diamo soldi invece a chi dovrebbe fare il mercato, i "clienti" il popolino, e mettiamo cosi in circolo il volano dell'economia che ne consegue. Che senso ha dare soldi ad una azienda se poi chi dovrebbe comprare non ha i soldi per farlo? Poi la FIAT corre in USA a comprarsi una quota di una grande casa automobilistica....ma non era in crisi? tra delocalizzazioni e altre amenità, per guadagnare una fiat punto costa quello che costa e poi alla fine dici sempre....è una FIAT! Obblighiamo ad investire; macchine bifuel o ibride o chiamiamole come vogliano, e con tempi di consegna non ogni sei mesi, ma a ritmi serrati; con la crisi petrolifera che c'è sfonderebbero il mercato, ma, fondamentale, questa operazione va fatta a spese loro, e se il mercato al quale si appellano funziona, ne avranno grandi soddisfazioni economiche, che penso sia la cosa a cui tengano di più; l'italianità è morta con la delocalizzazione.

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