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Sulle quote rosa l'Italia imita i peggiori: chi le ha è in crisi nera

Usa, Giappone e Germania non conoscono il termine. I 'pionieri' Islanda, Spagna e Norvegia? Al collasso / SUNSERI

Sulle quote rosa l'Italia imita i peggiori: chi le ha è in crisi nera
Forse sarà un caso. O anche no. Resta il fatto che le tre principali economie del mondo non traducono nemmeno il termine “quote rosa”. Nessuna legge del genere esiste negli Stati Uniti, nè in Giappone o in Germania. Tanto meno in Cina che scalpita nella classifica dei Paesi più ricchi. Proprio non sanno di che cosa si parla. Eppure non si può dire che siano economie in difficoltà. Tutt’altro. Probabilmente non è un caso se fra i Paesi del G8 solamente due stanno approvando una legge sul contingente femminile. Sono la Francia e ora l’Italia.  Difficile pensare che attraverso questa strada venga rilanciata la produzione.
A voler essere un po’ maliziosi si potrebbe fare la considerazione opposta. Dimostrerebbe l’inutilità della legge sulle pari opportunità nei consigli d’amministrazione.  Finora è stata approvata solo in Islanda, Spagna e Norvegia. Obbligo di arrivare progressivamente al 40%.  Tuttavia a forte presenza femminile ai vertici del sistema produttivo non ha impedito all’Islanda di andare in bancarotta e alla Spagna  di crollare sotto i colpi della crisi. Si salva la Norvegia, ma la differenza la fanno i suoi grandi giacimenti petroliferi. Non certo le donne in consiglio.
La Germania non ci pensa proprio a fare una legge, incurante della presenza della signora Merkel. Nei consigli d’amministrazione tedeschi la componente femminile è del 3,2%. Assai meno che in Italia. Ma nessuno si lamenta. Casomai un po’ di ironia. Joseph Ackermann, presidente di Deutsche Bank liquida il problema con una battuta: «Con più donne il nostro consiglio d’amministrazione sarebbe certamente più bello e colorato». Ovviamente gli amministratori della principale tedesca sono tutti uomini.
Gli Stati Uniti, culla dell’economia liberale, neanche discutono della possibilità di una legge al femminile. Questo non ha impedito a Carly Fiorina (nella foto) di diventare capo della Hp, una delle più grandi aziende del mondo nel campo dei computer. Fu liquidata con 42 milioni di dollari nel 2005. Non era riuscita a far funzionare la fusione con Compaq. Il genere femminile non fu rilevante nè al momento dell’ingaggio nè per il licenziamento. E che dire della spagnola Ana Patricia Botin. Certo è figlia del presidente del Banco di Santander. Ma la sua famiglia ha solo il 3% della banca. La finanza italiana la conosce per la presenza del consiglio di Generali. 
Arianna Huffington ha venduto il suo blog Huffington Post per 350 milioni di dollari ad Aol. Una grande operazione che Arianna ha costruito pezzo dopo pezzo. C’è riuscita perchè era brava. Non perchè donna.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • Nicola Moras

    11 Marzo 2011 - 03:03

    Mah, far valere principi astratti come la parità fra sessi attraverso leggi che riguardano la pubblica amministrazione è puramente ipocrita, cosa cambierebbe con un 40% al femminile in concreto? Dicendolo spero di non essere indicato come maschilista, ma la selezione mi piacerebbe intanto farla per merito, non per sesso. Proprio con le quote rosa magari si amplifica quello che la sinistra bigotta bacchetta da qualche anno, cioè l'inserimento delle "donnine" nella politica, quelle che dicono essere figlie del berlusconismo. Ma la cosa peggiore della legge è ovvia, cioé che PER FORZA deve esserci un 40% di donne. Magari c'è un 71% di maschi altamente qualificati e promettenti, però l'11% va scartato per forza, e quindi dentro (chicchessia) le donne. No, questa legge è inutile non solo sotto aspetti concreti, ma pure sotto aspetti astratti: quindi se ci saranno più donne in politica saranno rispettate di più per forza?

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  • Acquastanca

    10 Marzo 2011 - 23:11

    ...nel fisico e nell'anima, ma qualche mente illuminata si è molto affezionata all'improbabile assunto che siamo tutti uguali tout court. Il brutto è che quando qualcuno ha un'idea "progressista" la suggestione è grande, e in molti lo seguono spingendo e rimbalzandosi sempre di più quell'ideale, sino al ridicolo e senza accorgersi di finir per fare solo danno.

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  • italianwherewolf

    10 Marzo 2011 - 21:09

    e adesso che succede bisogna obbedire a la legge e riempire i consigli di amministrazione per forza ,e se non ci fossero donne disponibili quando bisognera´ arrivare al 40 per cento cosa faranno se le inveteranno o saranno denunciati per inotemperanza alle leggi?ma chi si inventa queste sciocchezze.

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  • pietrafocaia

    10 Marzo 2011 - 19:07

    Ma come si fa ad essere così miopi! Ma la Carfagna che ci sta a fare? Ma è possibile che tutto ciò che fa (anzi che non fa) il governo del fare (ridere) deve essere a tutti i costi difeso. Non pensate che le quote rosa, possano interessare anche le vs. figlie in futuro, oppure le vs. mogli e madri nel presente? Oppure, per il bene della causa, va bene che il suddetto governo corra ancora una volta a ruota?

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