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Parmalat sempre più 'bleu': Lactalis sale al 29%

Prosegue la scalata del gruppo Transalpino alla società di Collecchio: accordo con i fondi esteri per cessione loro quote

Parmalat sempre più 'bleu': Lactalis sale al 29%
In giornate tese sul fronte diplomatico tra Italia e Francia per il conflitto in Libia, c'è una società tricolore - Parmalat - sempre più "transalpina". La francese Lactalis e i fondi esteri soci di Parmalat hanno siglato un intesa per la cessione di tutte le quote al gruppo transalpino ad un prezzo pari a 2,8 euro per azione, il totale dell'operazione è di circa 744 milioni di euro.

LACTALIS AL 29% - Lactalis, così, dopo l'acquisizione di una fetta pari al 15,3%, ora controlla direttamente o indirettamente il 29% del gruppo italiano: manca pochissimo a superare il 30%, quota che una volta superata prevede l'opa obbligatoria.

IL COMUNICATO
- In una nota, Lactalis ha precisato di aver raggiunto l'accordo "nelle prime ore" di martedì con i fondi Zenit Asset Management, Skagen As e mackenzie Financial Corporatione per l'acquisto della totalità di azione ordinarie in loro possesso (il 15,3% del capitale, appunto). Lactalis ha pagato ogni cedola 2,8 euro. L'accordo, prosegue il comunicato, sarà esegutio "in data odierna" e "nei più brevi tempi tecnici necessari".

PIAZZA AFFARI - Lunedì la Consob aveva inoltrato la richiesta di chiarimenti sulle mosse di Lactalis, che precedentemente aveva riferito che non sarebbe cresciuta nel capitale di Parmalat. Il titolo della società di Collecchio è stato quindi sospeso a Piazza Affari per alcuni minuti. Quando è tornato alle contrattazioni ha fatto segnare un netto ribasso.

BONANNI: "PERICOLOSO SHOPPING CONTRO IMPRESE ITALIANE" - Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni critica duramente la scalata della Lactalis alla Parmalat. "Bisogna fermare questo continuo e pericoloso shopping ai danni delle imprese italiane - dice - Non possiamo assistere impassibili alle scalate dei gruppi industriali stranieri senza che nessuno dica niente o muova un dito. Il Governo, l'opposizione e tutte le istituzioni del nostro paese hanno il dovere di trovare una soluzione per difendere le produzioni nazionali e gli interessi collettivi nazionali". Secondo il leader dell'organizzazione sindacale. "è in ballo l'assetto produttivo e industriale del nostro Paese, con tutte le conseguenze che questo può avere per l’indotto e per l'occupazione. Noi abbiamo apprezzato che il ministro Tremonti abbia annunciato un’iniziativa legislativa per porre dei paletti alle scalate straniere nei confronti delle imprese italiane. Ma - conclude Bonanni - occorre subito un provvedimento straordinario per affrontare una volta per tutte la questione e salvaguardare quel poco che resta dell’apparato industriale del nostro paese".

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Commenti all'articolo

  • violacea

    23 Marzo 2011 - 20:08

    presto fatto non compriamo piu' prodotti parmalat!!!! arrangiatevi e pagatevi da soli le bombe alla libia!!!!

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  • Quartogiuseppe

    23 Marzo 2011 - 17:05

    ma che ce ne frega se il latte lo vende una azienda italiana o francese

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  • boss1

    boss1

    22 Marzo 2011 - 19:07

    prova a domandare a Bollorè perchè i francesi stanno facendo incetta di industrie e aziende italiane,perchè siamo belli? no per toglierci di mezzo. prima la cina adesso la francia. se non ci svegliamo faremo i terzisti.

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  • Ciacio Venezian

    22 Marzo 2011 - 18:06

    Va bene i 150 anni, il Tricolore e via cantando. Ma accanirsi tanto per una industria che, sbaglierò, non mi sembra tanto strategica, mi fa pensar male: non è che ci sia sotto ancora qualche scheletro del Tanzi? Dopotutto mi sembra che manchi ancora qualcosa alla piena verità dei fatti. O sbaglio?

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