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Crisi, Lisbona: spettro elezioni. S&P, giù il rating

Instabilità politica dopo la bocciatura delle misure di austerity. Socrates, premier dimissionario: "Non ci serve fondo salva stati"

Crisi, Lisbona: spettro elezioni. S&P, giù il rating
Possibili elezioni a maggio per il Portogallo. Oltre alla stagnante crisi economica, Lisbona dovrà ora affrontare un'imprevista instabilità politica. Lo scorso 23 marzo il premier Josè Socrates ha rassegnato le dimissioni, annunciando però che avrebbe continuato a rivestire la sua carica ancora per qualche mese, per consentire la transizione con il governo successivo. Le dimissioni sono giunte in seguito al parere negativo espresso dal Parlamento in merito alle misure di austerity previste dal governo per evitare il prestito europeo. Il capo dello stato Anibal Cavaco Silva ha iniziato venerdì mattina le consultazioni con i partiti del Paese.

SOCRATES: 'NO FINANZIAMENTI UE' - Nonostante la bocciatura delle Camere, Socrates si mostra confidente nelle possibilità del suo Paese di evitare l'intervento comunitario: "Il Portogallo non ha bisogno di aiuto". Con queste parole il premier ha negato venerdì - al termine del vertice Ue di Bruxelles - qualsiasi richiesta di finanziamento al Fondo salva-stati da parte di Lisbona.

DEBITO PUBBLICO DECLASSATO - Se le parole del premier volevano rassicurare i mercati, certo non hanno raggiunto il loro obiettivo con le agenzie di rating: la scure di Standard & Poor's si è (nuovamente) abbattuta sul debito pubblico di Libsona, declassato di due gradini a Bbb. Il downgrading è arrivato, spiega S&P, "a causa dell'incertezza politica che ha accresciuto il rischio di rifinanziamento". Lo scorso 24 marzo era stata Fitch ad abbassare il rating del debito del Portogallo.

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Commenti all'articolo

  • wall

    29 Marzo 2011 - 14:02

    come si fa una europa unita quando i debiti dei debiti sono i debiti del trattato di Lisbona. Parlamentari europeri che vi riempite la bocca dovete rifare tutto da capo!! Lo scioglimento della UE e ricostruzione delle nazioni europee con i bilanci veri e non falsati........L'unione europea ristetta alla europa centrale.

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  • Lupetto99

    26 Marzo 2011 - 02:02

    I famosi stati dalla crescita miracolosa come l' Irlanda, la Grecia ,il Portogallo e in un futuro anche la Spagna di Zapatero annaspano nei debiti. Non sanno più come fare cassa per pagarli e si rivolgono a noi per un aiuto. La nostra economia è malata, forse terminale, ma non è ancora collassata come hanno fatto le loro. Rimaniamo una delle principali potenze industriali del mondo e quello che ci servirebbe sarebbe un tasso di cambio più vantaggioso rispetto a dollaro e yuan. Non può fallire a breve il Portogallo, come gli altri attori di questa fantaecoinomia sarà aiutato a rimanere a galla, nel breve periodo, con aiuti subbordinati ad una seria politica di rigore economico. La crescita finanziata col debito è fallita, x avere sviluppo ci vuole tempo e forti investimenti in ricerca e sviluppo; chi lo fa, come la Germania, è già un passo fuori dalla crisi. Le economie vanno viste sul lungo periodo e non sul breve.Le cicale che hanno gozzovigliato devono iniziare a lavorare seriamente

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