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Appello Draghi: "Ora una politica per lo sviluppo"

Governatore della Banca d'Italia: "Ue è un punto di riferimento. Crisi è finita, ma imprenditori devono ritrovare vecchio spirito"

Appello Draghi: "Ora una politica per lo sviluppo"
In questi giorni, complice le complicazioni diplomatiche sul fronte dell'emergenza clandestini, si parla con insistenza dell'ipotesi di uscire dall'Unione Europea. Secondo il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, questa sarebbe una brutta mossa. "L'Unione europea è un punto di riferimento nel mondo per come ha saputo sviluppare negli anni una forma origilnale di governo - ha spiegato Draghi - fondata sugli Stati sovrani ma dotata di strutture sovranazionali volte alla soluzione di problemi comuni. Il suo assetto è in evoluzione. I successi si accompagnano con tensioni tra Stati e tra questi e le istituzioni comunitarie". 

APPELLO AGLI IMPRENDITORI - Poi il numero uno della Banca d'Italia - nel ventaglio dei possibili candidati per il prossimo cambio al vertice della Bce - rivolge un appello agli imprenditori: "La capacità di sviluppo, impetuosa alla fine dell'Ottocento e poi ancora dopo la seconda guerra mondiale, risiedeva in ultima analisi nelle persone, negli imprenditori e nei lavoratori italiani. Va ritrovata - ha esortato Draghi - per sciogliere i nodi che stringono le nostre prospettive di crescita".

FUORI DALLA CRISI
- Sull'attuale situazione economica, il Governatore ha spiegato che la crescita rimane il fattore cruciale per l'Italia, sia sul fronte della riduzione del debito con il nuovo ritmo che la Ue vuole imporre, sia per recuperare il terreno perduto a causa della crisi finanziaria. "Se continueremo a crescere al ritmo dell'1% impiegheremo cinque anni per tornare ai livelli precrisi", ha spiegato. La riduzione del debito richiesta all'Italia, invece, secondo Draghi "non è drammatica se il Paese cresce al 2 per cento". Secondo il patto di stabilità riformato, che deve ancora essere approvato dal Parlamento europe dopo l'ok del Consiglio, i Paesi con debito che sfora il 60% del Pil dovranno ridurre l'eccedenza di un ventesimo ogni anno.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    14 Ottobre 2011 - 08:08

    Lumaca ..l'autarchia la tento' il fascismo. Abbiamo visto il risultato. A dire il vero, ci sono parecchie forme di sviluppo. Con la crema si sviluppa il seno (sviluppo e rassodamento...ma non ditelo a chi sapete)- Chi fa foto all'antica: c'é lo sviluppo e stampa. Chi vuole sviluppare i rapporti umani sceglie le minorenni (Tarantini, te l'ho detto! ). Come si vede, la scelta c'é. Ma chi vuole sviluppo per i propri figli un giorno o l'altro scende con il forcone in piazza e non si venga poi a dire che é rivolta fomentata dai kokomunisti, che l'ordine pubblico va mantenuto. Di fronte all'assenza del minimo indispensabile anche l'agnello diventa lupo. Questo il nostro governo non lo sa. Questo giornale ha scritto della casta poi ha smesso, perché?

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  • lumaca

    14 Aprile 2011 - 09:09

    Non serve nè il cervello di Draghi nè quello dei signori economisti pagati fior di quattrini per uscire dalla crisi...La ricetta è logica ed elementare, ci arrivano pure i bambini: toglieteci cinesi e simili dall'economia e vedete che risolviamo tutti i problemi. Bisogna riportare la produzione in Italia e consumare il prodotto italiano, importare solo il minimo indispensabile. Stracciate tutti gli accordi e accordini capestro che favoriscono solo gli altri e .... W l'Italia!

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    • paolo

      07 Settembre 2014 - 11:11

      Sarbb come fermare il moto ondoso del mare o oscurare il sole o fare andare l'acqua verso l'alto aziché verso il basso come le per legge di fisica.

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  • ed7

    13 Aprile 2011 - 19:07

    a draghiiiiii....ma cosa stai blaterando? qui o si fa il processo breve o si muore. Non è né l'ora né il tempo per distrarci con simili sciocchezze. Tremonti ha detto che l'italia non è in declino. Cosa stai dicendo? Comunista!! vai a casa e vergognati. La crisi ce l'hai in testa. Viva il processo breve. Ci pagherò il mutuo con il processo breve.

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