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Marcegaglia: "Vogliamo riforme, non sussidi"

Presidente Confindustria richiama il governo. Sulla Thyssen: "Un sentenza pericolosa per investimenti".

Marcegaglia: "Vogliamo riforme, non sussidi"
Dinanzi alla platea di imprenditori a Bergamo  - chiamati a votare punto su punto le proposte che la presidente di Confindustria poi rilancerà al governo, Emma Marcegaglia lancia un appello all'indomani del dl sullo Sviluppo emanato dal CdM. "Chiediamo poche riforme chiare, non sussidi, non incentivi, non aiuti - ha detto la presidente di Confindustria - Chiediamo invece grandi riforme che permettano allo Stato di ridursi e di funzionare meglio". E ancora: "Lo Stato privatizzi la gestione dell'Ice. Noi, come Confindustria, ci candidiamo a prenderla in considerazione". Sul fronte della dialettica con il sindacato la Marcegaglia ha detto che "non siamo interessati a dividere il sindacato come ha detto il segretario della Cgil Camusso anzi, tutto il contrario".

SENTENZA THYSSEN - Che la condanna della Thyssen Krup portasse con se strascichi tutt'altro ignorabili, lo si immaginava. Emma Marcegaglia, dinanzi alla platea di Confindustria a Bergamo (5.700 imprenditori), commenta la condanna a 16 anni per Harald Espenhahn per il rogo della Thyssen. "È un unicum in Europa. Una cosa di questo tipo se dovesse prevalere allontanerebbe investimenti esteri mettendo a repentaglio la sopravvivenza del sistema produttivo - ha dichiarato - . È un tema che va guardato con grande attenzione, nel massimo rispetto per la sicurezza sul lavoro, ma una cosa di questo tipo se dovesse prevalere allontanerebbe gli investimenti dall'Italia". Tuttavia, la Marcegaglia ha sottolineato l'impegno sul fronte sicurezza perché "ogni morte sul lavoro è una sconfitta".

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  • vin43

    09 Maggio 2011 - 19:07

    Spazzare via i sindacati, come qualcuno ha detto, non sia mai. Che i soldi sono miei; che il rischio sia mio; che investo dove e quando voglio. È sacrosanto. Si tratta, quindi, di conciliare le due cose. Se non c’è, il capitale non c’è neanche il lavoro. Importante capire che è viceversa. Il lavoro genera ricchezza. Guai se non fosse così. La ricchezza dovrebbe generare altro lavoro. Sarebbe l’ideale. Allora? Dobbiamo capire che siamo in una stessa BARCA e fare un passo indietro sia l’uno sia l’altro. I sindacati non devono difendere a spada tratta l’operaio, specie quando ha torto. Il datore di lavoro non deve imporre per lo spauracchio della crisi. Occorre agire insieme. Le migliori imprese sono quelle in cui esiste la famosa “CONDIVISIONE” delle decisioni e degli utili. Formazione continua delle maestranze e sicurezza sul lavoro da una parte. Impegno, produttività e solidarietà dall’altra. Connubi indispensabili in tutti i tempi.

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  • AUG82

    09 Maggio 2011 - 16:04

    Che si dia un' occupazione ai giovani a prescindere, matureanno con responsabilità ed esperienza tangibile...più flessibilità occupazionale, se uno fa il furbo ed abusa dei propri diritti, non è giusto che le conseguenze vengano poi pagate da chi si comporta con dedizione ed impegno, è errato generalizzare e tirare fango su tutti i giovani, non tutti sono parassiti e vengono strumentalizzati o sobillati dai sindacati ..comunque l' impressione è che i datori di lavoro non vogliano nella stragrande maggioranza dei casi insegnare alcunchè se non ai propri figli, nipoti, amici, figli di clienti, ecc. In Italia la deriva nepotistica e clientelare è una prerogativa connaturata all' intero sistema economico, non è la sola cartina di tornasole degli assetti politici. Anche la Mercegaglia e confindustria dovranno prima o poi guardarsi allo specchio e finirla di lamentarsi. Abbiate più coraggio ad investire sui giovani garantendogli un opportuna preparazione al lavoro che vanno ad effettuare

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  • aleandro9

    09 Maggio 2011 - 15:03

    Si sà che sono le imprese a creare i posti di lavoro, ma le difficoltà sono enormi per competere e mantenere i posti di lavoro. La difficoltà maggiore resta per me il rapporto con il personale, L'italia sembra che sia diventata degli "Operai " , voglio dire che è difficilissimo fare andare avanti il lavoro con tutti i "Privilegi " che hanno riservato agli operai ! Vi faccio un esempio una ragazza assunta Apprendista Parrucchiera dopo due mesi si è messa in Malattia " Crisi da Panico " e da 4 mesi non viene più a lavoro, altra Operaia vedendo che questa prende soldi senza lavorare ha fatto la stessa cosa! Anche lei in malattia con crisi di altro genere ! Queste Persone sono Tutelate dai Giudici e dai Sindacati, qualcuno mi sà spiegare come c..fanno le imprese a sopravvivere ? Bisogna distinguere tra i seri lavoratori e gli " Imboscati " ! Per me volete una soluzione vera? SPAZZARE VIA I SINDACATI ! e massima assistenza alle imprese se volete i posti di lavoro.....Saluti a tutti !

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  • bellissimo

    09 Maggio 2011 - 11:11

    Mi piacerebbe sapere quali sono ancora queste riforme che chiede la MARCE. Forse si riferisce a: zero tasse per 90 anni , licenziamento libero e magari soldi dallo stato a fondo perduto e nessuna responsabilità? Mah!

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