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Grecia, S&P taglia il rating. Atene: Decisione assurda

Sforbiciata dell'agenzia di rating: livello 'spazzatura'. Gli ellenici: "Declassamento senza alcuna ragione"

Grecia, S&P taglia il rating. Atene: Decisione assurda
Dopo le voci sulla possibile uscita dall'euro, per la Grecia arriva la sforbiciata del rating decisa dall'agenzia Standard & Poor's, che ha abbassato il giudizio a lungo termine sul debito pubblico di Atene a 'B', rispetto al precedente 'BB-', aggiungendo che, ormai, la valutazione ha raggiunto il cosidetto livello "spazzatura". Ma non è tutto, perché S&P aggiunge che la valutazione potrebbe essere ulteriormente rivista al ribasso. Il taglio, informa l'agenzia di rating, riflette i timori di ristrutturazione del debito stesso, e potrebbe essere seguito da quello di Moody's.

GRECIA IRRITATA - Il governo ellenico non ha preso bene la notizia, bollata come una decisione "senza ragioni". Il declassamento, sottolineano le autorità greche, "arriva in un momento in cui non ci sono stati nuovi sviluppi negativi". La nota diffusa dal ministero delle Finanze indica che le decisioni "dovrebbero essere basate su dati oggettivi, su annunci dei politici e su valutazioni realistiche delle condizioni dell'economia, e non su rumor di mercato e articoli di stampa".

CONTRO LA GERMANIA - La Grecia ha anche deciso di rispondere con forza al settimanale tedesco Der Spiegel, che aveva diffuso la notizia ("falsa") secondo la quale Atene sarebbe stata sul punto di uscire dall'Eurozona. Secondo quanto fatto trapelare da fonti del ministero della Giustizia ellenico, le autorità avrebbero aperto un'inchiesta contro la testata: l'accusa è quella di pubblicazione di "notizie false" potenzialmente in grado di destabilizzare i mercati. Ma dalla Germania non ci stanno e rilanciano: anche il tabloid Bild si è schierato per l'abbandono dell'euro da parte della Grecia. Eloquente il titolo dell'ediotriale: "Bye bye, Grecia". Nel testo la Bild sostiene che Atene non "riesce a rimettere in piedi la propria economia e che non ripagherà mai il suo enorme debito". La conclusione: "Se la Grecia non vuole più l'euro, non si dovrebbe costringerla a rimanere".

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