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Confindustria va in campo: "Siamo pronti a impegno"

A Roma assemblea degli industriali, Marcegaglia allo scoperto sui politici: "Noi parte sana del Paese, lo Stato non ci ha ascoltato"

Confindustria va in campo: "Siamo pronti a impegno"
Politica e grandi manovre. L'assemblea annuale di Confindustria è l'occasione per fare il punto sulla situazione italiana a 360°, dalla campagna elettorale ai destini della confederazione di viale dell'Astronomia. Nella sala Santa Cecilia dell'Auditorium "Parco della Musica" di Roma, davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente designato della Bcr Mario Draghi,  accolti con un lungo applauso, Emma Marcegaglia ha rivolto un appello a governo e partiti: "Basta lacerazioni e divisioni". Il presidente di Confindustria ha ricordato come il benessere del Paese deve tornare ad essere la priorità della politica, "alle prese con fratture e problemi di leadership personali".  Nella sua relazione, la Marcegaglia ha rivendicato i meriti (e i rischi) degli imprenditori: ""Noi facciamo a testa bassa e maniche rimboccate, il nostro mestiere. Ma attenti!. Diceva Max Weber: 'Vengono talora momenti tanto gravi nella vita di una nazione in cui la testimonianza pubblica di chi vive di integrità privata non è più un diritto civile, ma un vero e proprio dovere morale'". Una sorta di chiamata alle armi della politica per gli imprenditori 'volenterosi' alla Montezemolo? "Io davvero non ho dubbi. In un momento così, noi - assicura Marcegaglia - saremo pronti a batterci per l'Italia, anche fuori dalle nostre imprese, con tutta la nostra energia, con tutta la nostra passione, con tutto il nostro coraggio".

"NOI PARTE SANA" - Che Confindustria si senta la "parte sana del Paese", come la definisce la Marcegaglia, si capisce anche da altri passaggi della relazione della presidentessa. L'organizzazione di viale dell'Astronomia "difende la sua autonomia, respinge ogni collateralismo e non ha mai perso di vista, a differenza della politica, la priorità della crescita del Paese". Una Confindustria "para-Stato" che "ha posto la battaglia per la legalità e contro le mafie al centro di una svolta concreta e staturaria" e che "si è incamminata con la maggioranza dei sindacati e della politica sulla via di regole più flessibili per dare più produttività alle imprese e al Paese e più salario detassato ai lavoratori". Ed è la Confindustria che, secondo Emma, "ha incessantemente incalzato la politica sulla priorità della crescita e che poi ha dovuto prendere atto che le priorità della politica erano altre e diverse. Sono i numeri, non le lamentele degli industriali a testimoniare che quelli alle nostre spalle sono anni perduti". Una confederazione degli industriali, insomma, dall'afflato sempre più universale, testimoniato idealmente dalla scelta della scaletta musicale bipartisan: Va' Pensiero, Inno di Mameli, Volare, Viva l'Italia giù giù fino addirittura a Bella Ciao e Faccetta Nera.

IL FUTURO DOPO EMMA - Sul tavolo però ci sono anche le questioni interne a Confindustria. Innanzitutto, chi sarà l'erede della Marcegaglia tra un anno? "Io no, quello mai", ha scansato i pronostici di una sua candidatura Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni. Pesante anche la situazione della Fiat. "Vogliono uscire da Confindustria? Non lo so, non ne so niente", scuote il capo il presidente Mediaset Fedele Confalonieri. "Il tema non è all'ordine del giorno", commenta il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, secondo cui "il problema è di garantire che le condizioni concordate dalle parti non siano messe in discussione da sentenze creative". "Oggi sono in silenzio stampa", si limita a dire il presidente di Italiafutura, della Ferrari e predecessore della Marcegaglia Luca Cordero di Montezemolo. Lui in fondo ha già deciso: il suo futuro sarà sempre meno tra gli imprenditori.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    28 Maggio 2011 - 20:08

    Un nuovo governo potrebbe rinascre se fosse costruito con personaggi del mondo Accademico, Imprenditoriale, Finanziario,Giuridico,Sindacale e espressione popolare. A dirigerlo, basteerebbe collocarce una persona semplice che crede nei miracoli e poi farsi guidare dai tecnici addottorati nei problemi sociali. In questo nuovo governo, però, non dovrebbero far parte tutti coloro che hanno titolo nei partiti,chiunque essi siano perchè le persone solo a sentire il loro nome sono assaliti da pruriti vertigginosi. Come al tempo di Cincinnato, esumatelo dal popolo.

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  • bruno osti

    28 Maggio 2011 - 11:11

    di critiche ed insulti a cui ultimamente è soggetta, non c'era traccia. Giusta punizione per un'ingrata, colpevole de lesa Maestà. Siete solo dei maldestri.

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  • bruno osti

    28 Maggio 2011 - 10:10

    a piagnucolare con Obama: "mamma, mamma! i PM comunisti mi fanno totò e mi rubano la marmellata"

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  • bellissimo

    27 Maggio 2011 - 11:11

    Io una proposta/provocazione per gli industriali che chiedono riforme ce l'avrei : propongo che fino a tre giorni di sciopero (aumentabili a 5),agli operai lo stipendio venga pagato dallo stato.Non mi sembra equo che lo stesso paghi solo la cassa integrazione.In questo modo,anche gli operai potrebbero farsi le loro ragioni un pò meglio.

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