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Fiat, nuovo balzo in Chrysler: ora il 52%. Poi il 57%

Scalata del Lingotto, che comunica al Tesoro Usa la volontà di esercitare l'acquisto della partecipazione a stelle e strisce: una fetta del 6%

Fiat, nuovo balzo in Chrysler: ora il 52%. Poi il 57%
Fiat prosegue la scalata in Chrysler, e ha comunicato al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti la volontà di esercitare la sua opzione per l'acquisto della partecipazione detenuta in Chrysler dallo stesso Dipartimento, che corrisponde a una fetta pari al 6% del capitale della casa di Detroit.

Il prezzo dell'acquisto si baserà su una determinazione dell'equity value di Chrysler, che verrà concordata dal Lingotto e dal Dipartimento del Tesoro a stesse e strisce entro dieci giorni lavorativi dalla data di comunicazione della volontà di esercitare l'opzione. Oppure, in caso di mancato accordo, la cifra verrà costituita dalla media delle due valutazioni più prossime tra di loro sulle tre formulata dalle banche di investimento nominate dalle parti.

Il completamento dell'operazion sarà subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni che verranno rilasciate dalle autorità competenti. Dopo il perfezionamento dell'acquisto della partecipazione detenuta dal Dipartimento Usa e dopo il raggiungimento dell'ultimo Performance Event (l'ultimo obiettivo concordato), Fiat deterrà il 57% del capitale di Chrysler: plausibilmente avverrà entro la fine dell'anno.


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  • charlie1

    30 Maggio 2011 - 14:02

    Non capisco francamente cosa ci sia di scandaloso nel fatto che finalmente anche un pezzo del malconcio capitalismo italiano mette a segno un colpettino portandosi a casa, non prima di averla risanata, un pezzo di storia automotive a stelle e striscie. Si gridava allo scandalo quando la FIAT godeva di aiuti statali ,ma anche ora che sta cercando di sopravvivere in un settore fondamentale per il nostro paese ,c''é sempre un coro di detrattori pronto a sputare sentenze. La globalizzazione ci piaccia oppure no costringe le aziende a cercare sinergie,a creare valore pur di non scomparire.....o forse dopo aver perso la chimica, la grande distribuzione e la telefonia si vuole perdere anche l'automotive?

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  • Cesare Infedele

    29 Maggio 2011 - 09:09

    Ma perchè Fassino si preoccupa per la Fiat? Ma lui con che auto gira? Secondo me si preoccupa più dei minuti necessari per le pause caffè degli operai... seguitiamo così.

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  • Al-dente

    28 Maggio 2011 - 23:11

    Gran parte della colpa ce l'hanno sicuramente i sindacati politicizzati come la CIGL che facendo crescere i costi e disturbando in continuazione la conduzione FIAT con gli scioperi hanno finito per far scegliere il trasferimento della produzione altrove dove si hanno condizioni migliori e competitive. C'è da considerare, però, un altro fattore determinante, la svendita dell'Italia conseguente al signoraggio delle Banche private tramite la costituzione dell'euro e dell'Unione Europea. Gli effetti oltre che in Grecia e in Portogallo e in Spagna iniziano a sentirsi anche in Italia che è costretta pian piano a svendere i suoi gioielli, ormai svalutati e a non avere più un appetibilità come mercato perchè si è impoverita grazie all'immigrazione, alla mancanza di lavoro e alle rimesse fatte all'estero dagli immigrati che sono da noi. Marchionne segue le regole capitaliste e globali senza dare valore al sentimento e all'interesse nazionale, sotto Mussolini non sarebbe mai potuta accadere.

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  • francetato

    28 Maggio 2011 - 16:04

    il sindaco Fassino??? si preoccupa che fiat mantenga inpegno in italia evviva marchionne pensaci!! puoi fare affari con la classe operaia italiana che si preccupa solo dei permessi sindacali e meglio se pensi a sviluppare l'oriente grazie

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