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Fiat, parla Obama: "Presto Chrysler privata al 100%"

Tesoro Usa esce da gruppo di Detroit. Torino esercita opzione di acquisto del 6%. Manca il 47,5% del sindacato United Auto Workers

Fiat, parla Obama: "Presto Chrysler privata al 100%"
Per Fiat è una giornata storica: il Tesoro degli Stati Uniti esce ufficialmente da Chrysler. Il Lingotto e il dipartimento federale a stelle e strisce, guidato da Timothy Geithner, hanno raggiunto l'intesa per l'esercizio dell'opzione sul 6% della casa di Detroit: un'operazione da 500 milioni di dollari che sancisce il definitivo scioglimento dei legami di Chrysler con il governo di Washington.

OBAMA: "CHRYSLER PRESTO AL 100% PRIVATA" - "Chrysler sarà presto al 100% in mani private", lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, visitando l’impianto di Toledo della casa automobilistica. Dopo l'acquisizione di oggi, resta una quota del 47,5% ancora in mano al Veba, il fondo di assistenza sanitaria dell’United Auto Workers (Uaw), il sindacato Usa delle quattro ruote. Secondo fonti vicine al dossier, l’Uaw però non intenderebbe liberarsi così presto della propria partecipazione ma preferirebbe attendere che l’investimento cresca di valore in modo da massimizzare i ricavi della cessione. Secondo le fonti, l'Uaw attenderebbe inoltre maggiore chiarezza sui tempi e le modalità di un collocamento di Chrysler in borsa.

MARCHIONNE: "GRAZIE AL PRESIDENTE PER LA FIDUCIA"
- "Il Tesoro Usa esce dalla compagine azionaria di Chrysler, ma questo non attenua il senso di gratitudine che proviamo verso l'amministrazione Obama per aver creduto, due anni fa, nella partnership con Fiat", ha spiegato Sergio Marchionne, amministratore dlegato di Fiat e Chrysler. Con quest'ultima operazione, il Lingotto schizza al 52% del capitale di Chrysler. "L'operazione - sottolinea il manager italocanadese - non permette solo alla Fiat di rafforzare la propria posizione in Chrysler, ma accelera anche il nostro progetto di integrazione, mirato a creare un costruttore globale, efficiente e competitivo».

GEITHNER: "SODDISFATTI DEL GRUPPO" - Esprimono soddisfazione anche le parole di Tim Geithner, che spiega come "con l'uscita dall'investimento in Chrysler è chiaro che la decisione del presidente Barack Obama di sostenere la società era giusta". Geithner sottolinea poi che quella della casa di Detroit è stata una delle "svolte più difficili", perché ora Chrysler sta "creando posti di lavoro e provvedendo a investimenti". Obama, ha annunciato, visiterà a breve l'impianto Chrysler di Toledo: sarà la sua terza visita a uno stabilimento della casa automobilistica dai tempi del salvataggio.


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Commenti all'articolo

  • inox

    04 Giugno 2011 - 11:11

    solo in italia si creano problemi per tutto, è mai possibile che all'estero basta volerlo e le cose si mettono a posto?

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