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Il governo chiede le dimissioni a Bini Smaghi da consiglio Bce

Il passo indietro del banchiere propedeutico all'appoggio di Sarkò per Draghi. Banchiere è il possibile prossimo numero 1 di Bankitalia

Il governo chiede le dimissioni a Bini Smaghi da consiglio Bce
Il governo italiano ha chiesto a Lorenzo Bini Smaghi di lasciare il consiglio della Banca Centrale Europea in vista dell'attribuzione della presidenza a Mario Draghi. "C'è una richiesta ufficiale del governo a Bini Smaghi di dimettersi", ha annunciato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Madama. Bini Smaghi è stato convocato palazzo Chigi dove ha incontrato lo stesso premier e il sottosegretario Gianni Letta. "Non rispondo, no comment", ha replicato ai cronisti che gli chiedevano conferma delle sue dimissioni dall'Istituto di Francoforte per favorire il sì francese alla nomina a presidente della Bce di Mario Draghi, salvo poi citare un riferimento a Tommaso Moro.

Le dimissioni - La richiesta del governo a Bini Smaghi è legata all'ascesa di Mario Draghi al vertice della Banca Centrale europea. Se Draghi andrà a Francoforte infatti, Bini Smaghi potrebbe prendere il comando di Bankitalia. A Bini Smaghi il governo potrebbe comunque formulare altre proposte e prospettare a incarichi diversi da quello di banchiere centrale. Una decisione in questo senso non sarebbe ancora stata presa. Inoltre la richiesta di un passo indietro al consigliere della Bce è propedeutico all'appoggio del premier francese, Nicolas Sarkozy, a Mario Draghi al vertice della Bce.

Il parallelo con Tommaso Moro - Bini Smaghi non ha commentato la richiesta di dimissioni, ma pressato da un gionalista ha ciitato Tommaso Moro, lo  statista inglese -poi proclamato santo- , che "con la sua indipendenza di giudizio e la ferma convinzione nella supremazia dell'interesse pubblico", riuscì a resistere alle pressioni del re Enrico VIII, "fino al punto di essere costretto alle dimissioni".  Bini Smaghi si è rifiutato di entrare nel merito dell'argomento, ma si è lasciato sfuggire un riferimento al suo intervento di giovedì mattina: "Ero in Vaticano stamattina, vi è piaciuto il discorso? Ho fatto un discorso su San Tommaso Moro". Di qui, il parallelo con la sua situazione: la ragion di Stato (la Francia dopo aver appoggiato la nomina di Mario Draghi alla presidenza della Bce reclama il suo posto nel  consiglio) lo vuole dimissionario ma la Bce, forte dei Trattati e del suo statuto, fa muro nel nome dell'indipendenza da pressioni politiche. "Può sembrare ardito - ha detto Bini Smaghi nel suo discorso di giovedì mattina- associare una banca centrale alla Chiesa, eppure è proprio ciò che ha fatto Monsignor Heinrich Mussinghoff, vescovo di Aquisgrana, esattamente due settimane fa nella sua omelia in occasione della consegna del premio Carlo Magno a Jean Claude Trichet".

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    18 Giugno 2011 - 15:03

    Le dimissioni di Smaghi furono concordate con Sarkozi e la Merkel ma non con l'interessato che ha diritto, per regolamento comunitario. a rimanere al suo posto. Inoltre, prima si dovevano ottenere le dimissioni sub condizione della nomina di Draghi Chi non sa stare al mondo, sta nel mondo dei Ghe Pen si Mi.

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  • Ale1960

    17 Giugno 2011 - 09:09

    Quanti stipendi a tutti questi PAPPONI dobbiamo fare????

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  • baccano

    16 Giugno 2011 - 18:06

    come sempre ci dobbiamo inchinare ai francesi.......non capisco perchè il governo continua a mettersi in ridicolo...lo statuto della bce indica chiaramente che i consiglieri sono indipendenti ....e SOPRATTUTTO COSA VOGLIONO I FRANCESI???HANNO AVUTO LA PRESIDENZA DEL FMI E DELLA BCE PER ANNI ......BASTA !!!!

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