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Monito Confindustria: "Pil giù. Senza riforme servono 8 mld"

"Troppo ottimismo, crescita dimezzata allo 0,9%. Rischio manovre aggiuntive". Poi su giustizia: "Processi più brevi? Più soldi"

Monito Confindustria: "Pil giù. Senza riforme servono 8 mld"
Calma con l'ottimismo, perché "la stella dell'economia italiana non sta brillando". L'avvertimento viene dalla Confindustria nel rapporto di metà anno sulle previsioni economiche. Per questo, spiegano da viale dell'Astronomia, si è dovuto "rivedere un'altra volta all'ingiù la crescita", tagliando le stime sul Pil al +0,9% nel 2011 ed al +1,1% nel 2012, in entrambi i casi due decimi in meno rispetto alle previsioni dello scorso dicembre. L'errore, secondo gli industriali, è stato quello di "fidarsi, con ottimismo superiore alla media, dei primi segnali di rilancio". Insomma, c'è ancora da sudare.

Riforme subito - "Per centrare gli obiettivi ambiziosi ma obbligati di azzeramento del deficit e di evitare la stagnazione" è necessario "varare subito misure strutturali". Il Centro studi di Confindustria rilancia i primi punti dell'agenda del governo: riforme, a partire dal fisco. Confindustria chiede "misure credibili" in mancanza delle quali "diverrebbero necessarie manovre aggiuntive" per l'1% del Pil al 2014, "cioè altri 18 miliardi oltre ai 39" oggi previsti. Senza riforme, tempi bui anche per la crescita "modesta", che verrebbe dimezzata allo 0,6% già nel 2012".

Giustizia snella - Quando si parla di riforma, non ci sono solo fisco e federalismo ma anche quella della giustizia. In primis, la riduzione della lunghezza dei processi. Snellire i tempi del 10% significherebbe aggiungere "lo 0,8% al Pil". Ciclopici i vantaggi nel caso si fossero abbattuti i tempi del 60%: "il Pil sarebbe cresciuto del 2,4% in più tra il Duemila ed il 2007". Sul sistema economico, insomma, "ricadono costi enormi" per il cattivo funzionamento della giustizia, giudicato da Confindustria "uno snodo cruciale".

Crisi greca - Da Confindustria arriva poi un no secco alle misure di ristrutturazione del debito greco: "La recisione del nodo gordiano della 'solidarietà con rigore' attraverso una qualunque forma di ristrutturazione delle obbligazioni emesse dalla Repubblica Greca avrebbe effetti sistemici". Una sorta di effetto a catena dalla finanza all'economia reale, "con la stessa velocità con cui ciò accadde dopo l'inatteso crack di Lehman Brothers". In sostanza, ci si dovrebbe attendere "il crollo della fiducia ed il diffondersi della paura".


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  • imahfu

    23 Giugno 2011 - 19:07

    Noto che la Confindustria afferma (forse ancora con approssimazione favorevole) che così non va. Ormai la crisi incide, ma incide peggio il 'non fare' (strana, ai fatti, l'auto denominazione di 'governo del fare'), Vorrei dire semplicemente che le riforme sono necessarie ma se non si mette un po' d'ordine nella disonestà marcata e diffusa in chi governa, anche con le forme e rifome non andiamo lontani. L'evasione fiscale: si copi dall'estero. Si lasci traccia del cammino dei soldi; si utilizzi il codice fiscale. E'maipossibile che i francesi ricevano a casa la dichiarazione dei redditi già compilata e noi ingrassiamo il sedere dei commercialisti ai quali chiediamo la loro esperienza nell'avasione e elusione? I francesci non sono mostri sacri, ma noi siamo mostri e basta.

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  • dubhe2003

    23 Giugno 2011 - 18:06

    ...Sono provvedimenti ripetuti sino alla stanchezza,da molti di noi,quanto da Lei asserito,e...sarebbero pure delle riforme a costo zero! Purtroppo si è capito benissimo...che da sempre i nostri politici(nessuno escluso),sono più che mai sordi,non vogliono rinunciare ad alcun privilegio.Pertanto,causa questo status quo...(tutti assieme appassionatamente),se abbasseranno le aliquote per fascia di reddito,compenseranno l'ammanco introitato,aumentando l'Iva... ahi noi,sui prodotti di largo consumo.Ossequi.

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  • 8104

    23 Giugno 2011 - 18:06

    Ci voleva una persona così in Italia.FORZA Marce Una donna con i cog ... finalmente.

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  • cantagallo

    23 Giugno 2011 - 13:01

    Che si facciano queste benedette riforme e sopratutto che si tenga conto della necessità di accontentare tutti coinvolgendo anche la CISL e UIL( che mi sembra abbiano le idee chiare sopratutto sulle agevolazioni fiscali). Certo è che non si possono chiedere sacrifici alla gente se non si da un taglio netto al costo della politica: via le province, abbattimento del 50% dello stipendio dei deputati nazionali e regionali adeguandoli allo stipendio dei deputati dell'europa(intorno agli 8000 euro), eliminazione della pensione ai deputati che non abbiano maturato lo stesso numero di contributi dei lavoratori ,eliminazione del cumulo agli impieghi statali che superino gli 8.000 euro di pensione(mi risulta che professofi universitari , magistrati e deputati cumulano fino ad arrivare a cifre astronomiche, eliminazione dei privilegi . L'Italia aspetta!!!!

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