Cerca

Grido dolore dei commercianti "Chi evade va compreso"

Sangalli chiede riforme: fisco più umano. E' allarme sui consumi. Poi le rassicurazioni di Romani: "L'Iva non si tocca" / Iacometti

Grido dolore dei commercianti "Chi evade va compreso"
Proprio mentre la Guardia di Finanza sbandiera i risultati mastodontici della lotta al sommerso (23 miliardi di redditi non dichiarati solo nei primi 5 mesi del 2011 e 5,5 milioni di Iva non pagata) dall’assemblea di Confcommercio arriva una sorta di denuncia-confessione. «Chi evade sbaglia e mina le fondamenta del patto di stabilità», dice Carlo Sangalli nella relazione annuale, «ma va ascoltato e capito». Perché, prosegue, «c’è davvero chi non ce la fa più a pagare le tasse».

Il tema toccato dal presidente è rovente. Per tutta la giornata di ieri si sono rincorse le voci della possibilità che nella riforma al vaglio di Giulio Tremonti entri anche la tassazione delle rendite finanziarie. Allo studio dei tecnici del Tesoro c’è un’aliquota al 18-20% (rispetto all’attuale del 12,5%) che, escludendo i titoli di Stato, potrebbe “fruttare” circa 1,5 miliardi di gettito aggiuntivo.

Più o meno alla stessa cifra ammonterebbe, secondo Confcommercio, l’extra deficit provocato dall’aumento di un punto delle aliquote Iva, di cui si è parlato molto nelle scorse settimane. Il gettito immediato sarebbe di 6,5 miliardi, ma l’effetto depressivo sui consumi (-1%), hanno avvertito i commercianti, comporterebbe un buco tra gli 1,1 e gli 1,6 miliardi. Numeri che il governo sembra conoscere, visto che il ministro Paolo Romani, riportando una «testimonianza diretta» di Silvio Berlusconi, ha assicurato che «non c’è assolutamente l’intenzione di costruire la riforma del fisco sull’Iva». A beneficio di chi ha immediatamente strabuzzato gli occhi il titolare dello Sviluppo economico ha ribadito letteralmente che «l’Iva non sarà aumentata».

Resterà sicuramente delusa Confindustria, che sullo scambio più Iva e meno Irpef-Irap puntava molto per far ripartire la macchina della grande impresa. Da Viale dell’Astronomia ieri è arrivato l’ennesimo macigno sulle prospettive italiane. «Per centrare gli obiettivi ambiziosi ma obbligati di azzeramento del deficit e di evitare la stagnazione», avverte il Centro studi, è necessario «varare subito misure strutturali». In mancanze delle quali la crescita nel 2012 scenderebbe dall’1,1 allo 0,6%. Risultato: nel 2014 servirebbe una correzione dell’1% del pil, ovvero «altri 18 miliardi oltre ai 39 già previsti». A rendere la situazione un altro po’ più complicata per Tremonti ieri è giunto anche l’affondo della commissione Bilancio della Camera, che in un parere votato all’unanimità sul decreto legislativo relativo ai controlli sulla spesa pubblica chiede al governo «di superare la logica dei tagli lineari» e di puntare a «riduzioni mirate e selettive». In altre parole, quello che ha detto Mario Draghi nelle sue considerazioni finali.

Al fianco di Confcommercio si schiera, seppure indirettamente, la Cgia di Mestre. Commentando uno studio da cui emerge che il Sud è il regno incontrastato dell’evasione (la palma d’oro spetta alle province di Crotone, Catania e Ragusa), il segretario Giuseppe Bortolussi ammette che «la pressione tributaria italiana è troppo elevata e, purtroppo, costringe molti soggetti a tuffarsi nel sommerso». Per tutta risposta il ministero dell’Economia ha comunicato che in Campania, Calabria e Molise non sono stati raggiunti gli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo sanitario. Risultato: più Irap (0,30%) e addizionale Irpef (0,15%) per tutti.

di Sandro Iacometti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • roda41

    07 Gennaio 2012 - 18:06

    hanno case che non ci sogniamo proprio,auto,barche.E quelli più mediocri,si accontentassero o devono avere 4 degli stipendi degli impiegati?

    Report

    Rispondi

  • pellicomo

    01 Ottobre 2011 - 10:10

    Mi rivolgo ai commercianti e liberi professinisti, la razza che evade cifre da capogiro, pero' portano la moglie a partorire nei pubblici ospedali senza pagare un euro, iscrivono i figli alla scuola pubblica con cifre ridicole, vergogna! , incivile, egoista e pappone.

    Report

    Rispondi

  • Fate

    17 Luglio 2011 - 09:09

    Mi rattrista vedere che tutti pensano sempre che chi lavora a partita IVA evade. Il popolo della partita IVa, non è fatto solo di questa gente, come non è fatto di soli avvocati, dottori o dentisti, io ho partita IVA, non ho mai evaso nemmeno 5 euro, sono orgogliosa di essere sempre stata onesta, e mi fanno incavolare oltremodo gli evasori, perchè pago anche per loro. Il popolo partita IVA è anche fatto da Giovani Adulti che non ne possono più di non trovare lavoro e che usufruivano del forfettone per riuscire a campare, ora che questo non ci sarà più, molti di noi saranno impossibilitati a lavorare. Io non ho figli e mi arrangerò come posso, ma onestamente, mi domando come faranno le persone che ne hanno. Non pensate sempre che i liberi professionisti facciano come vogliono. Noi siamo il popolo che non avrà pensioni, che non va in malattia o maternità, che non è rappresentato da ordini o sindacati e che viene dissanguato abitualmente per questo. Tremonti, tu ci hai appena rovinati.

    Report

    Rispondi

  • dontfeedtheboss

    01 Luglio 2011 - 10:10

    Io di imprenditori e commercianti che pagano tutte le tasse fino all'ultimo centesimo non ne ho mai conosciuti, non in Italia. Certo qualche poveraccio dipendente farà anche qualche lavoro a nero per tirare a campare (visto che gli stipendi italiani sono ridicoli): anche in questo caso a guadagnarci è sempre il datore di lavoro truffaldino. Io proporrei l'arresto per gli evasori e sequestro di tutti i beni, altro che condoni e scudi che sono vere regalie ai disonesti.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog