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Sul fisco tante chiacchiere: nessun taglio alle tasse

Bozza Tremonti. Frattini: "Per i tributi ci sarà solo una rimoludazione". Tassate le rendite finanziarie, torna il ticket sanitario, dal 2020 le donne in pensione a 65 anni, norma anti-badanti / Leggi la bozza integrale della manovra da 40 miliardi

Sul fisco tante chiacchiere: nessun taglio alle tasse
Giulio Tremonti l'ha definita una manovra "seria e responsabile". Il ministro, dopo aver escluso le dimissioni, assicura un dibattito altrettanto "serio e responsabile". E intanto filtrano le indiscrezioni sulla bozza della manovra che viaggerà di pari passo alla riforma fiscale. Tra le varie norme, una vera e propria sorpresa: ai ministri potrebbe essere tagliato lo stipendio. Ma la sostanza si può inquadrare con le parole dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Sarà una manovra il cui valorerà si aggirerà intorno ai 43 miliardi di euro", mentre per quel che riguarda le tasse "non verranno ridotte, ma rimodulate". Insomma, dopo mesi di promesse da parte dell'esecutivo (e mesi di campagna stampa di Libero) la pressione fiscale - in Italia a livelli da record - non verrà abbassata, e in compenso arriverà una manovra che riserva - nel nome di una 'collegialità' molto relativa - parecchie sorprese.



I compromessi - Tremonti è irremovibile, ha più volte spiegato che non si può fare una riforma in debito e che, oggi come oggi, la tenuta del bilancio dello Stato è l'assoluta priorità. Umberto Bossi, alla pari di Silvio Berlusconi, da tempo spinge per una sforbiciata delle tasse, che però non arriverà. In giornata il Senatùr aveva ringhiato: "Questo governo è a rischio". Dietro la frase si nascondeva la ferrea volontà del Carroccio di arrivare a un taglio tributario, volontà che però pare essere stata mitigata dall'offerta di agire in deroga sul patto di stabilità per i Comuni virtuosi, altro cavallo di battaglia leghista. La presentazione definitiva della manovra, ha poi aggiunto Frattini, "verrà effettuata stasera" da Tremonti in persona.

Le 'incongruenze' - Ma bastano le prime indiscrezioni per tirare qualche somma. Il 'sogno' di Tremonti, la riduzione delle aliquote Irpef da cinque a due, rimane appunto un sogno: la riforma del fisco, infatti, ne prevede tre (più alte delle due ipotizzate inizialmente). Poi le sorprese della manovra multi-miliardaria, tra le quali spunta l'anticipo di un anno dell'aggancio tra età pensionabile e speranze di vita: il 'metodo' entrerà in vigore nel 2014, e non nel 2015. Sembra che il testo contenga anche la tassazione delle transazioni finanziarie, fattispecie in precedenza sempre esclusa con vigore e che ha suscitato una dura reazione da parte di Borsa Italiana. Tornando alla riforma fiscale, in conclusione, si assisterà al parziale spostamento della tassazione dalle persone alle cose: avverrà tramite l'innalzamento delle aliquote Iva di un punto percentuale. Un aumento che sorprende, in considerazione del fatto che, solo pochi giorni fa, era stato tassativamente escluso dal ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. Ma l'aumento dell'Iva, per inciso, non può essere deciso autonomamente dall'Italia, ma è subordinato all'autorizzazione dell'Unione Europea.

Punto per punto, i contenuti della bozza

Ticket sanitario - Nel 2011, per la sanità, arriveranno 486,5 milioni di euro, con cui si eviterà l'introduzione di ticket sulle prestazioni specialistiche e sul pronto soccorso. Ma "a decorrere dal primo gennaio del 2012 sono confermate" le disposizioni contenute nella Finanziaria per il 2007, con cui veniva istituito un ticket di 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di 25 euro per i codici bianchi di pronto soccorso.

Donne e pensione - Il punto più rilevante della bozza riguarda le donne, che dal 2020 andranno in pensione a 65 anni. Dal 2012 "per le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, il requisito anagrafico di 60 anni per l'accesso alla pensione" viene incrementato "di un anno". E' quanto si può leggere nel testo della manovra finanziaria, in cui si indica che "i requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati di un anno a decorrere dal 2014, nonchè di un ulteriore anno per ogni biennio successivo, fino al raggiungimento dell'età di 65 anni". La notizia, però, è stata smentita dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, che ha spiegato: "In relazione alle notizie di agenzia riguardanti interventi in materia previdenziale, in particolare per quanto concerne l'età pensionabile delle donne nel settore privato, si precisa che le ipotesi indicate sono semplicemente infondate".

Pensioni e speranza di vita - Dovrebbe essere anticipato al 2014, in anticipo di un anno rispetto a quanto era stato previsto nella manovra del 2010, l'aggancio dell'età pensionabile alle aspettative di vita. Inizialmente era stato ipotizzato un anticipo addirittura al 2013.

Taglio agli stipendi dei ministri - Quella fatta filtrare dal ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, resta solo un'indiscrezione tra le tante, ma di certo fa scalpore: "Dal prossimo mese i ministri non avranno lo stipendio - ha spiegato -, avranno soltanto quello parlamentare".

Trasazioni. Disappunto di Borsa - Nella bozza pare essere contenuta anche una tassa sulle transazioni finanziarie, che si applicherà a tutti gli scambi che hanno ad oggetto strumenti finanziari conclusi nel territorio nazionale attraverso le banche o le imprese di investimento abilitate all'esercizio di queste attività. La misura dell'imposta di bollo sarebbe fissata allo 0,05% e si dovrà applicare al valore della transazione al momento della conclusione delle operazioni. L'indiscrezione è stata accolta con forte disappunto da Borsa Italiana, che ha espresso in una nota "profonda preoccupazione circa una simile eventualità", poiché ritenuta "estremamente dannosa per la liquidità, la trasparenza e lo sviluppo dei mercati soprattutto in assenza di analoghe e concordate misure prese a livello europeo".

Blocco del turn-over - La bozza della manovra, inoltre, prevede anche una proroga del turn over nel pubblico impego per un ulteriore anno. Vengono esclusi dal provvedimento i Corpi di Polizia, i Vigili del Fuoco e le agenzie fiscali. E' poi prevista anche una proroga fino al 2014 del congelamento degli aumenti contrattuali del personale delle pubbliche amministrazioni.

Liberalizzazioni - La bozza prevede che "le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni, diverse da quella di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore del presente decreto. Alcune professioni - prosegue il testo - possono essere esentate con regolamento da emanare su proposta del ministro competente entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge qualora, fatto salvo il principio di proporzionalità, un prevalente interesse pubblico richieda il mantenimento delle precedenti disposizioni normative".

Comma anti-badante
- Dal 2012 arriverà la cosiddetta norma 'anti-bandante', che ha come obiettivo quello di porre un freno ai matrimoni di interesse tra le colf e i pensionati. Dal primo gennaio dell'anno prossimo la pensione di reversibilità "è ridotta nei casi in cui il matrimoni con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiore a settant'anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a vent'anni, del 10% in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10".

Fondi immobiliari pubblici - La manovra prevede l'introduzione di fondi immobiliari pubblici per valorizzare il patrimonio locale. "Il ministero dell'Economia costituisce una società di gestione del risparmio avente capitale sociale pari a due milioni per l'istituzione di uno o più fondi di investimento al fine di partecipare in fondi di investimento immobiliari chiusi promossi da Regioni, Province, Comuni anche in forma consorziata ed altri enti pubblici, ovvero da società interamente partecipate dai predetti enti, al fine di valorizzare o dismettere il proprio patrimonio immobiliare disponibile", si può leggere nella bozza.

Capitolo ricorsi - Il costo relativo alla presentazione di un ricorso presso le commissioni tributarie potrà arrivare a 1.500 euro. Per i ricorsi presentati alle Commissioni tributarie provinciali e regionali sarà dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: 30 euro per le controversi di valore fino a 2.582,28 euro; 60 euro per controversie da 2.582,28 euro e fino a 5mila euro; 120 euro per controversie di valore superiore a 5mila euro e fino a 25mila euro; 250 euro per controversie di valore superiore a 25mila euro e fino a 75mila; 500 euro per controversie di valore superiore a 75mila euro e fino a 200mila; 1.500 euro per controversie di valore superiore ai 200mila euro.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    01 Luglio 2011 - 23:11

    Mi ripeto per l'ennesima volta perché é un leit motiv privo di significato. In tempi di espansione vorticosa, diminuire del 15 per cento le imposte é un miglioramento per il 'sistema' (compresi i cittadini). Ma se un punto in meno di IRPEF significa introiti statali di 7 miliardi di meno (Tremonti dixit), che se ne fa l'italiano medio di 15 euro in piu' al mese mentre il costo dfella vita glieli porta via ampiamente in altra forma che sani la maggior spesa statale? Occorre tener sott'occhio i prezzi di merci e servizi: il cittadino perde meno. Non crediamo alla favola che meno imposte piu' ricchezza. Neppure per le industrie. Cipolletta (che non é un 'rosso') scrive su un settimanale sull'argomento e conferma quanto vado scrivendo

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  • carloB.

    01 Luglio 2011 - 08:08

    Robin Hood alla rovescia: toglie ai poveri per dare ai ricchi. Come al solito si è sparato nel folto mucchio, la stragrande maggioranza dei dipendenti e pensionati bene che vada manco se ne accorgerà del risparmio fiscale, se non andrà addirittura a pagare di più. I risparmi credo che saranno dai 50.000 euro di reddito in su; in compenso tkt sanitari e balzelleria varia. Caro Trevisco, tu e tutta la compagine governativa attuale avete perso il mio voto; piuttosto resto a casa a dormire, del resto se il maggior partito italiano è quello di chi non va a votare un motivo ci sarà..........

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  • imahfu

    30 Giugno 2011 - 16:04

    Tanto sino al 20123/2014 la manovra é minima 1.8 miliardi per il 2011 e 5.8 per il 2012. Percio' é inutile esprimersi su altre possibilità di tassazione o tagli- Al Pdl tutti soddisfatti: Tremonti ha ascoltato B. e chi vivrà dovrà arrangiarsi con un fallimento.

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  • medvedek

    30 Giugno 2011 - 13:01

    Se per Padoa Schioppa le tasse erano belle, per Giulio Tremonti sono bellissime. E' solo un ragioniere del cacchio, non fa altro che aumentare la pressione fiscale nascondendosi dietro artifizi vari, la differenza è che taglia pure, ed inevitabilmente distrugge famiglie e ceto medio. Meno tasse per tutti, ed un palo tra le chiappe per ciascuno.

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