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Crisi economica, Berlusconi:

"Nazionalizzare le banche"

Crisi economica, Berlusconi:
"Nazionalizzare le banche, ma non quelle italiane". È questa una delle ipotesi messe sul tavolo dal premier Silvio Berlusconi per poter combattere la crisi. "Per ora è soltanto un'ipotesi", dice il Cavaliere durante la conferenza stampa a Villa Madama al termine dell'incontro con il premier britannico Gordon Brown; "Sul tavolo ci sono diverse teorie", tra cui una che sembrerebbe in contrasto con il sistema capitalistico, ossia "la nazionalizzazione delle banche". Il presidente del Consiglio, tuttavia, si è affretta a precisare che si tratta "solo di un'ipotesim e non riguarda certo le banche italiane". Secondo Berlusconi in questo modo si potrebbe "impegnare le banche a fornire credito alle imprese. Ci stiamo esercitando, non è facile trovare una soluzione".
Durante l'incontro con Brown il Cavaliere ha lanciato un appello affinché gli istituti di credito favoriscano la ripresa economica erogando i prestiti necessari alle imprese. «Riceviamo diverse grida d'allarme dal Paese per quanto riguarda il credito e la remunerazione del capitale versato» a opera delle banche. Il premier annuncia che si aprirà una collaborazione con l'Associazione bancaria italiana e la Banca d'Italia: "Vogliamo dare delle risposte affinchè le aziende possano avere il supporto necessario da parte delle banche".
L'ipotesi della nazionalizzazione degli istituti di credito arriva come segnale forte da parte del governo, impegnato a trovare soluzioni contro la crisi economica: "Va trovato qualcosa di più forte", dice Berlusconi, "e noi stiamo cercando risposte definitive rispetto al sistema finanziario delle banche e gli investimenti cosiddetti tossici". Tra le diverse ipotesi sul tavolo per contrastare la crisi economica c'è appunto anche quella della nazionalizzazione delle banche. "Per ora – ha detto il presidente del Consiglio - è solo un'ipotesi avanzata da qualcuno, qualcosa su cui ci stiamo esercitando». Il Cavaliere ha sottolineato che sono stati stanziati diversi soldi per le banche che ritenessero necessario avviare una ricapitalizzazione, ma per il momento non è arrivata nessuna richiesta anche se si pensa che possano arrivare".

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Commenti all'articolo

  • delucafranco

    20 Febbraio 2009 - 10:10

    certamente la crisi esiste, ma la pagano solo i poveracci? vedi i banchieri, PROFUMO con la sua dissennata corsa a est, nessuno come lui, tutti piu cauti. Ora il titolo scenderà ancora fino a 0,40. Ma che manager!!!! ci ricordiamo quando il pavone dichiarava vendo se mi offrono 9 euro per azione! ora gli azionisti dovranno accontentarsi di 9 euro per tutto? Dottor feltri penso che la cosa meriti una piccola indagine!salad

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  • lukskywalker

    20 Febbraio 2009 - 01:01

    Sono uno degli tanti elettori di centro destra che ha dato incarico a Silvio Berlusconi di governare questa nostra Italia. So che i problemi con i quali si deve confrontare il governo sono sfide finali ( nel senso che se non risolte sarà la fine di tante future certezze) vorrei, come credo tutti coloro (di Dx e di Sx) che hanno votato quel giorno, che a fare i sacrifici non siano solo gli elettori ma anche gli "eletti" e cioè il MONDO DELLA POLITICA. Portare gli stipendi dei parlamentari, dei senatori e dei ministri a una cifra non superiore a 5000 € mensili, riducendo inoltre gli innumerevoli privilegi di cui si avvale quotidianamente l'Entourage della politica in Italia. E' ciò che desidera qualsiasi italiano: un gesto concreto senza precedenti. La crisi sembra stia travolgendo tutti e tutto e "l'antipolitica" fà suoi temi vicini alla gente: gli stipendi dei parlamentari che aumentano qualsiasi sia il governo in carica.

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