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La Borsa chiude in picchiata Qua toccano la manovra

Lunedì di passione a Piazza Affari: -3,96%, mai così male nel 2011. Assalto degli speculatori, malissimo le banche. Il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi schizza a 290. Domani al via l'iter: la legge potrebbe cambiare. In peggio

La Borsa chiude in picchiata Qua toccano la manovra
Dopo il venerdì nero, il lunedì della paura. L'ondata speculativa che lo scorso weekend ha fatto perdere il 3,47% alla Borsa milanese  è proseguita è ha fatto chiudere Piazza Affari con un pesante -3,96 per cento. Le notizie negative continuano con l'ennesimo record per lo spread Btp-Bund, che ha raggiunto quota 290 punti. Si tratta di una nuova impennata dopo quella registrata venerdì scorso. Domenica c'è stata la telefonata tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier italiano Silvio Berlusconi e l'ok dalla Germania alla manovra di Tremonti. Ma i mercati hanno reagito male anche alla sentenza sul Lodo Mondadori, con Mondadori e Cir entrambe in calo. Il tema del giorno, ora, torna ad essere la manovra. Domani inizia l'iter del disegno di legge presentato dal relatore Gilberto Pichetto Fratin. Il rischio, che il dl corre da almeno una settimana, è che per essere approvato in fretta e con il maggior consenso possibile venga cambiato. In peggio, naturalmente. Tassa sui depositi titoli, pensioni, tetto dell’1% per le concessioni e  patto di stabilità interno per i Comuni sono i punti che potrebbero essere emendati. Lo stesso Angelino Alfano aveva annunciato la scorsa settimana: "Interverremo con chiarezza sulle pensioni e sul fondo titoli". Per non parlare della Lega che da tempo ha annunciato una propria lista di modifiche. E anche il Pd vede spiragli: "Non è più tempo di diagnosi ma di fatti. Solo cambiando la manovra, senza toccare i saldi, facendola diventare una grande operazione redistributiva si risponde alla crisi - dichiara Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche dei democratici -. Chiediamo al governo un impegno per il riordino dei meccanismi di vendita di titoli allo scoperto, la centralizzazione degli scambi e una vera e propria standardizzazione dei contratti. Da questa crisi ne usciamo solo con nuove regole nel solco di una trasparenza che non c'è mai stata".

Banche a picco - La giornata milanese è stata campale. Dopo l'apertura in ribasso, all'ora di pranzo un leggero recupero aveva illuso tutto e poi il calo, continuo. L'indice Ftse Mib cede, come detto, il 3,96%. Tra i titoli peggiori Intesa Sanpaolo perde il 7,19%, Unicredit il 6,09%, Bpm il 6,07%, Mps il 4,38%, Mediobanca il 4,12 cento. Giù anche Fiat Industrial (-1,74%) e Fiat (-5,38%). Tra i titoli legati alla sentenza del Lodo Mondadori nella galassia Fininvest Mondadori cede il 4,76%, Mediaset il 3,76% e Mediolanum il 6,08 per cento. Nella galassia De Benedetti Cir, più volte in breve asta di volatilità, flette di un pesante -7,27%, Cofide del 5,08%  mentre Sogefi cede lo 1,60%, L'Espresso il 3,37 per cento.

Male all'estero - Milano è la maglia nera in una Europa in difficoltà generale. Londra è a -1,01%, Parigi a -2,74%, Francoforte a -1%, Madrid a -2,57%, Lisbona a -4,37%. Male anche Atene, che perde il 3,40 per cento. Avvio in deciso calo anche per la Borsa di New York: l'indice Dow Jones cede l' 1,09% e il Nasdaq Composite arretra dell'1,6 per cento.

Corsa ai ripari - La Consob nella serata di domenica è intervenuta per porre un argine e ha varato la stretta sulle vendite allo scoperto, quelle che alimentano appunto la speculazione, in particolare al ribasso. Gli investitori che detengono posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani saranno tenuti a darne comunicazione alla Commissione. Oggi è in programma una riunione ordinaria (e non straordinaria, come annunciato in un primo momento) dell'Eurogruppo: la questione italiana non è all'ordine del giorno, ma la crisi dei debiti sovrani e il crac della Grecia saranno i temi caldi. Un altro allarme arriva dagli Stati Uniti, dove secondo il Financial Times gli hedge fund americani sarebbero pronti a scommettere contro l'Italia: "I rendimenti sui titoli di stato italiani sono saliti - afferma il quotidiano britannico - ai massimi dall'ottobre 2002 in seguito alle tensioni fra il primo ministro, Silvio Berlusconi, e il ministro Giulio Tremonti, sul piano di austerity. Gli hedge fund - dice il FT - preferiscono scommettere direttamente invece che acquistare credit default swap". A preoccupare gli operatori internazionali, però, è anche la crisi americana accentuata dall'allarme lanciato dal presidente Barack Obama. Se il default degli Usa effettivamente arriverà, il neo-direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde l'ha già definito "shock" e un "rischio per la stabilità economica globale".


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Commenti all'articolo

  • paperino1954

    04 Agosto 2011 - 19:07

    Cazzarola ,ancora state li a difenderlo? cacchio ,e' vera FEDE......

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  • Baronedel Carretto

    04 Agosto 2011 - 17:05

    Agounter, per te il problema dell'Italia è Berlusconi e basta? Onda Rossa ma non lo scopri dalla storia che sono proprio i nazisti ed i comunisti ad assomigliare ai cani, obbedendo ciecamente e saltando nel fuoco senza pensare? Con persone limitate intellettualmente come voi in giro l'Italia non avrà mai alcuna speranza.

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  • paolo44

    12 Luglio 2011 - 11:11

    Povero imbecille, ancora guardi i conti del Berlusca mentre il paese va a fondo. Crogiolati nella tua invidia. Grazie anche ai dementi come te ci ritroviamo in questa situazione. Povero omuncolo offensivo e anonimo, non ti azzardare a offendere ancora.

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  • antikomunista10

    12 Luglio 2011 - 09:09

    Non si tratta di speculazione, ma di una cosa molto più grave: gli investitori non vendono allo scoperto per poi ricomprare lucrando, ma vendono BTP e CCT che possiedono, operano quindi in perdita pur di liberarsi della spazzatura. Ed oggi dopo le avvisaglie il temporale! I mercati non hanno più fiducia e non certo a causa del governo condotto da uno statista come Silvio che tutto il mondo ci invidia e neppure a causa del debito pubblico, alto ma sostenibile, ma bensì a causa di una sinistra disfattista e antinazionale, da denigratori di professione come Floris, Santoro, Dandini, Fazio, Repubblica e da una RAI3 comunista, veri nemici interni. Napolitano invita alla coesione, ma i sinistri sono disposti a rinunciare al loro antiberlusconismo ? Se davvero vogliono aiutare l'Italia lo dimostrino con i fatti : votino il comma sul giusto risarcimento che Quagliariello inserirà come emendamento alla finanziaria. Se lo faranno saranno credibili agli occhi di Silvio, altrimenti....cialtroni !

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