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Il debito pubblico sale ancora Povera una famiglia su cinque

Il "mostro" di Tremonti registra una nuova impennata: 1.897 miliardi a maggio. Allarme Istat: 8 milioni sotto la soglia minima

Il debito pubblico sale ancora Povera una famiglia su cinque
Sale ancora il debito pubblico italiano: a maggio ha toccato il nuovo record di 1.897,472 miliardi di euro contro i 1.890,516 del mese di aprile. Lo si apprende nel supplemento al Bollettino statistico sulla finanza pubblica della Banca d'Italia. Una conferma, dunque, di quanto detto giovedì al Senato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che presentando la manovra aveva avvertito come senza pareggio di bilancio "il debito pubblico è un mostro del passato che ci divorerebbe tutti".

Famiglie più povere - All'allarme della Banca d'Italia segue quello dell'Istat. Nel 2010 è risultata povera o quasi povera circa una famiglia su cinque. Si tratta del 18,6% dei nuclei (l'11% sono quelli poveri e il 7,6% sono quelli quasi poveri).
Si tratta di 8 milioni 272mila persone, il 13,8% dell'intera popolazione. L'Istituto spiega che si tratta di quelle famiglie che sono cadute al di sotto della linea di povertà relativa, che per un nucleo di due componenti è pari ad una spesa mensile di 992,46 euro. La soglia di poverà assoluta è superata da 3 milioni e 129mila persone, che l'Istat definisce i "più poveri tra i poveri". Particolarmente colpito il Sud, dove secondo le rilevazioni è povera una famiglia numerosa su due. Nel Mezzogiorno l'incidenza di povertà relativa cresce dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con tre o più figli minori.

I più colpiti - Tornando al dato generale, la povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%), a seguito del peggioramento osservato nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 19,2% e dal 10,7% al 13,9% rispettivamente), dove l'aumento più marcato si rileva per i lavoratori in proprio (dal 18,8% al 23,6%). Tra le famiglie con persona di riferimento diplomata o laureata aumenta anche la povertà assoluta (dall'1,7% al 2,1%). E ancora, spiega l'Istat, peggiora la condizione delle famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro. Si tratta essenzialmente di coppie di anziani con un solo reddito da pensione, la cui quota aumenta dal 13,7% al 17,1% per la povertà relativa e dal 3,7% al 6,2% per quella assoluta.

Borse deboli
- La risposta delle Borse, in attesa dell'approvazione definitiva della manovra alla Camera e con il rischio-default degli Stati Uniti (Nel pomeriggio parlerà il presidente Obama), è stata piuttosto negativa.
In Europa, l'indice d'area Stxe 600 cede mezzo punto percentuale. Milano parte in leggero calo: -0,35%. Deboli anche Londra (-0,51%), Parigi (-0,76%), Francoforte (-0,72%), Madrid (-0,69%), Amsterdam (-0,52%), Stoccolma (-1,11%) e Zurigo (-0,91%). Sui listini incide, peraltro, la decisione di Standard & Poor's di mettere sotto osservazione per un possibile downgrade il rating Usa. Grande attesa anche per i risultati degli stress test sulle banche. Alle 18 l'Eba, l'Autorità Europea di Vigilanza, diffonderà i risultati finali su 91 banche del Vecchio Continente. A livello settoriale sono sotto pressione le materie prime (sottoindice dj stoxx -1,08%) con Bhp che cede il 2,05%. il gigante australiano ha raggiunto un accordo per acquistare Petrohawk Energy per 12,1 miliardi di dollari in contanti. Male i tecnologici (-1,25%) con Temenos (-17,4%), Stm (-3%), Infineon (-2,34%). Giù anche Antofagasta (-1,34%) e Xstrata (-1,29%). Acquisti, invece, su Hugo Boss (+6%) sugli utili del secondo trimestre, così come Petroleum Geo-Services (+9,5%) sulle buone prospettive indicate dagli analisti.

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Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    17 Luglio 2011 - 17:05

    Lei da la colpa all'euro, io do la colpa agli amministratori inetti, incapaci e, molto spesso, ladri, che ci hanno amministrato in tutti questi anni, non conceda loro anche questo alibi! Evasione fiscale impressionante e, spesso, addirittura giustificata dalle alte sfere. Assicurazioni, banche, liberi professionisti, società telefoniche ed energetiche, gestori di autostrade, aziende petrolifere, produttori di farmaci,, supermercati, tutti fanno "cartello", la vera libera concorrenza non esiste; le liberalizzazioni sono una utopia (esiste persino una potentissima lobby dei tassisti!). Questi sono i veri interessi difesi in Parlamento dai nostri cosiddetti rappresentanti, assieme, ovviamente, ai loro propri personali! Con tutto questo un sistema elettorale che non ci permettedi scegliere i politici, ma solo di supinamente accettarli. Beato lei che ha trovato nell'euro la causa di tutto, dunque basterebbe tornare alla lira per uscire dalla crisi, mi creda ci vuole molto di più!

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  • ellemanga

    16 Luglio 2011 - 07:07

    Mi permetto di darLe un consiglio spasionato. Faccia mettere l velo a Sua moglie e vedra' che il comune Le ripristinera' gli aiuti.

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  • Armadillo

    15 Luglio 2011 - 21:09

    dimezzerebbero il numero di parlamentari e il relativo stipendio. Minimo. Poi taglio netto a province, enti inutili e sprechi. Lotta (seria) all'evasione (tanto sappiamo bene tutti chi evade... e lo sa anche lo stato) e misure per incentivare l'imprenditoria e attirare i capitali esteri. Senza questi passaggi ogni manovra economica, anche la più sanguinosa, servirà solamente a tamponare per qualche mese una situazione catastrofica. Il mostro di cui blatera Tremonti l'hanno creato decenni di malgoverni incapaci e spreconi. Il "bello" del mestiere del politico in Italia è che non pagano mai dazio per gli errori. Infatti paghiamo noi.

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  • abesazza

    15 Luglio 2011 - 16:04

    Ma a tutti i politici non interessa, intanto la colpa non è loro. Allora aumentiamo le famiglie più povere con una bella stangata a quelle a cui mancava poco per affogare. Più tasse per tutti i fessi, che bello pagare le tasse, come godo. Occorre castrare la casta.

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