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Manovra, Regioni in rivolta: "No al ticket sanitario"

Decreto pubblicato in Gazzetta ma Emilia Romagna e Toscana assicurano: "Noi sospendiamo il provvedimento"

Manovra, Regioni in rivolta: "No al ticket sanitario"
Il giorno dopo l'approvazione della manovra è tempo di recriminazioni. Il decreto messo a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e promulgato venerdì sera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è diventeto legge, ma nel frattempo le Regioni sono sul piede di guerra per l'aumento del ticket sanitario.
Tra le più combattive, le 'rosse' Emilia Romagna e Toscana.

Rivolta locale - Una circolare indirizzata ai Direttori generali delle Aziende sanitarie locali firmata dal presidente emiliano Vasco Errani e dall'assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti invita a sospendere l'operatività dei ticket da lunedì. "La manovra  - spiega Lusenti - sottrarrà all'Emilia-Romagna per il 2011 circa 30 milioni dei 482 del Fondo sanitario nazionale, che diventeranno 60 per ogni anno dal 2012. Questa scelta del Governo non è accettabile". Stessa linea quella del governatore toscano Enrico Rossi, secondo cui "l'aumento di 10 euro del ticket sanitario per le visite specialistiche è profondamente ingiusto" oltre che "improprio per la tutela stessa della salute". Per questo, la Regione Toscana, come l'Emilia Romagna, ha deciso di prendersi "una pausa di riflessione di quindici giorni". Pure la Sardegna fa la voce grossa: "Abbiamo già dato. Non si possono chiedere ticket aggiuntivi ad una Regione che si paga da sola la sanità. I ticket sono iniqui e vanno a colpire le fasce più deboli", ha detto l'assessore regionale della Sanità, Antonello Liori, che non si sbilancia sulle eventuali forme di protesta perché "ancora non c'è una data certa per l'introduzione dei ticket anche nella nostra isola". Anche il Friuli Venezia Giulia si riserve una settimana di approfondimento e di "attenta valutazione politica" sul da farsi. La Giunta regionale delle Marche affronterà la questione-ticket lunedì così come il governatore del Lazio, Renata Polverini, anche se in questo caso appare difficile evitare l'introduzione del ticket su prestazioni specialistiche (10 euro) e sui ricorsi impropri al pronto soccorso (25 euro).

La protesta del Nord-Est - Le critiche ad un documento che farà pesare i sacrifici soprattutto su famiglie e imprese arrivano anche dal popolo delle Partite Iva del Nord-Est. In una analisi degli effetti della manovra correttiva sulle famiglie standard di tre capoluoghi italiani condotta dalla Cgia di Mestre, il peso maggiore potrebbe ricadere sulle famiglie di Venezia per le quali nel 2014 a pieno regime l'aggravio potrebbe salire a 1.204 euro l'anno. A Firenze, secondo la simulazione, l'aggravio di imposta per una famiglia monoreddito con un imponibile Irpef di 40.000 euro con 2 figli a carico sarà, nel 2014 di 1.077 euro in più rispetto al 2010. A Bari, inveceper una famiglia con un reddito di 50.000 euro dove entrambi i coniugi sono impiegati con 1 figlio a carico, gli effetti della manovra e dell'aumento delle tasse procureranno maggiori imposte, rispetto al 2010, per un importo di 1.184 euro. Ancora peggiore l'effetto a Venezia dove, rispetto a Firenze e a Bari che non sono state interessate dall'aumento dell'addizionale comunale Irpef e dell'aliquota provinciale sulle Rc auto, i residenti si ritroveranno con un +0,2% dell'addizionale comunale Irpef e con l'incremento di 3,5 punti sulle Rc auto. Pertanto, una famiglia composta da 2 coniugi entrambi operai con 1 figlio a carico e con un reddito di 38.000 euro, pagherà, nel 2014, 1.204 euro in più rispetto al 2010. Anche in questo caso si sommeranno gli effetti della manovra correttiva con gli aumenti delle addizionali e quelli legati al prezzo della benzina. "Sia chiaro - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre -, proprio quei Comuni che in passato erano tra i più virtuosi, ora sono stati costretti, a seguito dei tagli ai trasferimenti, ad aumentare le tasse locali. E' il caso di Venezia e di molte altre realtà che hanno dovuto introdurre, o aumentare, l'addizionale comunale Irpef o l'aliquota dell'Rc auto per far quadrare i bilanci".


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  • wall

    19 Luglio 2011 - 17:05

    ..invece di aumentare e mettere ticket sanitari che poi chi paga siamo sempre noi soli ITALIANI........ perchè non mettete il ticket sui manifesti e volantini abusivi che sono appiccicati ovunque anche nei cessi del parlamento!!!!!!!!!!!!!

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  • imahfu

    19 Luglio 2011 - 12:12

    Competenze alle regioni, ma non i soldi relativi. Da dove possiamo rifarci senza sviluppo, investimenti, infrastrutture ? Bravo Premier per aver superato la prova del peggiore.

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  • COCCINELLA

    19 Luglio 2011 - 11:11

    hanno ragione altro che ticket sanitario ,,,che vengano tagliati completamente i loro stipendi e le loro pensioni da paura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! vedi che basta e anzi avanza ,ci si ritrova con un mega tesoro nelle casse statali!!!!!!! basta ci hanno stufato....

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  • sempresi

    18 Luglio 2011 - 08:08

    Dire """sono in rivolta""" dovrebbe essere evitato sia in TV che nei giornali. E' un'espressione che indica rivoluzione con le pistole e le bombe ed alimenta la cattiveria della nuova gioventu' senza valori, che per guerre ormai si è specializzata. Usate delle parole che non istigano all'odio. Basterebbe dire che ""alcune regioni non vogliono applicare il Tiket"" sarebbe l'espressione giusta. Grazie

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