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Borse, in rosso le asiatiche

Crolla Wall Street, giù l'Europa

Borse, in rosso le asiatiche
Niente da fare: anche oggi le Borse sono al ribasso. Tokyo chiude gli scambi in ribasso dell'1,46%, in scia alle forti perdite segnate ieri a Wall Street (-3,4%) per i timori sul sistema bancario, a partire da Citigroup e Bank of America. L'indice Nikkei scende a 7.268,56 punti, 107,60 in meno della chiusura di ieri. A pesare, secondo gli analisti, è il pessimismo diffuso sugli utili delle società. Chiusura pesantemente negativa anche per Wall Street: il Dow Jones cede il 3,41% a 7.114,78 punti, il Nasdaq cala del 3,71%% a 1.387,72 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,47% a 743,33 punti. Si tratta del livello più basso dal 1997. Unica nota positiva sono i 'bancari', che avevano particolarmente sofferto la scorsa settimana e ora recuperano terreno vista l'ipotesi di una nazionalizzazione parziale. Citigroup guadagna oltre il 9%, Bank of America più del 3%.
E aprono tutte con segno meno le borse europee sulla scia della disastrosa chiusura di Wall Street. Piazza affari appare in decisa flessione Piazza: il Mibtel perde l'1,63% a 12.433 punti, mentre lo S&p/Mib cede l'1,72% a 15.126 punti. Dopo il forte rialzo iniziale Unicredit mette il freno (-1,94% a 0,93). Volatile Intesa Sanpaolo che oggi riunisce i consigli e che perde ora lo 0,51% a 1,7 euro. Nel ramo assicurativo Generali cede il 2,53% a 12,7 euro all'indomani dell'annuncio dell'incorporazione di Alleanza che segna un più pesante -4,65% a 3,9 euro. Mediobanca intanto cede l'1,23% a 6,4 euro in attesa della semestrale. In acque agitate Fiat (-4,16% a 3,4 euro): ieri Moody's ha declassato il titolo del Lingotto a 'junk' (spazzatura). Maglia nera del listino principale sono Finmeccanica (-6,17% a 10,04 euro) e Seat Pg (-5,57% a 5,4 euro). Tra i pochi rialzi spicca Saras (+2,59% a 2,2 euro) dopo che ha annunciato per il 2008 utili e ricavi in forte crescita. Positivi anche Snam Rg (+0,19% a 3,97 euro), Terna (+0,3% a 2,5 euro) e Mediolanum (+0,1%).

Male anche Londra con l'indice Ftse che cala dello 0,54%. Giù anche la borsa di Parigi, con l'indice Cac40 che segna una flessione dell'1,01% a 2.700,42 punti, e Amsterdam in discesa con l'indice Aex che perde lo 0,83%; Madrid perde lo 0,69%, Zurigo segna -0,92%.

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Commenti all'articolo

  • 2009SP

    24 Febbraio 2009 - 16:04

    I potenti del mondo provano a tamponare in tutti i modi questa drammatica crisi in cui loro stessi ed i loro predecessori ci hanno precipitato. Ma ormai è troppo tardi, il disastro avanza da solo,non è più possibile fermarlo. Tutti ci dobbiamo rassegnare: sta arrivando l'Apocalisse.

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  • gasparotto

    24 Febbraio 2009 - 12:12

    Il panic selling è la fase di mercato in cui i venditori escono da esso a qualsiasi prezzo. E non può essere diversamente, in questo periodo, molti investitori e soprattutto il parco buoi dei piccoli risparmiatori esce a gambe levate, cercando di salvare il salvabile. Io ho un piccolo giardinetto di azioni che acquistai anni fa, seguendo il vecchio adagio: "non mettere tutte le mele nella stessa cesta. Diversificare è la parola d'ordine.". Nonostante abbia diversificato tutte le azioni sono scese in maniera verticale senza nemmeno il più piccolo freno a rimbalzo e sono 10 anni che tento di uscire recuperando almeno la metà dell'investito. E' una frana continua, azioni di pregio facenti parte delle blue chips, hanno perso più della metà del loro valore in meno di pochi mesi. Tutto questo ha il suo motivo conduttore nel pessimismo dilagante che metterebbe in fuga qualsiasi investitore. TV, giornali, dichiarazioni di uomini di stato, governatori di banche nazionali,banchieri e quant'altro, non fanno che ripetere che c'è nel mondo un disastro finanziario da spaventare persino una mandria di bisonti. Su Libero Mercato di oggi si legge un articolo del sempre informatissimo Oscar Giannino, che dice che il "sistema bancario del Regno Unito,ha un'esposizione verso l'estero pari a 4400 miliardi di dollari,due volte il PIL britannico. RoYal Bank of Scotland 28 miliardi di sterline, tra perdite dichiarate e situazioni obbligate".In USA sono già 400 le banche già interessate da interventi diretti dello stato, mentre Citygroup per non fallire verrà sorretta da denaro pubblico e statalizzata per metà. Non parliamo del Giappone, persino il ricco Dubai è dovuto intervenire immettendo liquidità. Non parliamo dell'Austria che ha avuto la cattiva idea di prestare soldi ai paesi ex comunisti, da quest'ultimo ridotti alla fame che più nera non si può. Insomma un fallimento totale su tutti i fronti, dove nessuno pare abbia la medicina giusta all'infuori dei soliti pannicelli caldi usati sinora, a giudicare di come ha reagito la borsa. E siamo solo agli inizi. Io ho sempre detto che questo Welfare State occidentale, dei soldi a tutti e dell'incremento della spesa pubblica ad libitum secondo la nefasta teoria di Keynes,prima o poi sarebbe arrivato alla frutta al redde rationem. Non pensavo in maniera così tragica, con il principale patatrac originato dal ricco mercato USA. Un tarocco anche quello che è sfuggito a tutti i soloni dell'economia mondiale, alla stessa maniera con cui le false sculture di Modigliani sfuggirono all'acume critico del celebrato storico dell'arte Argan. Io ho perso una somma che mi avrebbe permesso di cambiare macchina di media cilindrata e più di così non penso potrei perdere e perciò resto sperando di rifarmi nel corso degli anni a venire, ma chi può scappi a coda levata dalla tempesta borsistica attuale che tra poco diverrà uragano, visti i resoconti di cronaca. Si salvi chi può......

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