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Loro sprecano, noi paghiamo Patrimoniale... a sinistra

E' il partito delle tasse. La proposta di Giuliano Amato costerebbe 30mila euro a 20 milioni di italiani / ANTONELLI

Loro sprecano, noi paghiamo Patrimoniale... a sinistra
Noi tutti vorremmo che il Paese in cui viviamo avesse quel tipo di rapida crescita economica in grado di migliorare gli standard di vita. Il problema è che molti Paesi del mondo, specialmente quelli più grandi e potenti, hanno una  visione del potere sempre più deleteria. Impongono tasse molto alte e puniscono i risparmi e gli investimenti.
Tenendo di fatto un comportamento che ha incoraggiato tra le pubbliche amministrazioni scelte inefficienti. In genere se si spende il proprio reddito netto, lo Stato (Iva a parte) non rompe più di tanto le scatole. Se invece si decide di risparmiare e investire il proprio reddito netto, cosa che tutte le teorie economiche - persino il socialismo e il marxismo - dicono essere cosa buona e giusta  per finanziare la crescita economica, in molte nazioni dell’Ocse, Italia in testa, si applicano sempre più imposte fino a che gli investimenti non arrivano a essere tassati 3, 4 anche 5 volte. Tutto ciò paralizza e ingolfa l’economia. Questo sta avvenendo in Italia, senza la botta della crisi globale. E ciliegina sulla torta ci mancherebbe la patrimoniale. Il gruppone capitanato dall’ex premier Giuliano Amato e formato dalla leader della Cgil Susanna Camusso, da alcuni economisti e manager e politici del tipo Walter Veltroni, periodicamente torna a insistere sull’imposta una tantum  che andrebbe a colpire i redditi più alti con l’obiettivo di diminuire il rapporto debito/Pil. Omettiamo che la tassa non ha alcun supporto di costituzionalità perché va a colpire in modo iniquo i contribuenti, per essere efficace dovrebbe essere una batosta di quelle nemmeno pensabili. Tanto che secondo la proposta avanzata lo scorso febbraio e ribadita ieri sul  Corsera  da Amato circa 20 milioni di italiani finirebbero col pagare 30 mila euro ciascuno. Secondo la formula avanzata sempre sei mesi fa dall’ex leader del Pd la patrimoniale graverebbe sul 10 per cento dei redditi più elevati. Risultato? Un furto da circa 240 mila euro a famiglia, corrispondenti al 20% circa della ricchezza da posseduta. Della seconda ipotesi non vale la pena nemmeno parlarne. Della prima si può dire che non sta in piedi. I dati forniti da Bankitalia e Istat dicono che nei tre decili più elevati della distribuzione del reddito (poco meno di un terzo) si collocano quasi sette milioni di famiglie che possiedono il 67% della ricchezza complessiva: circa 5.700 miliardi, di cui 3.200 sono ricchezza reale (immobili) e 2.500 finanziaria. Il gettito del prelievo straordinario ammonterebbe quindi a poco più di 200 miliardi: 12-13 punti di Pil, il 3,6% della ricchezza posseduta, e quindi l’imposta straordinaria non sarebbe sufficiente neanche a riportare il livello del debito pubblico sotto il 100% del Pil. «Per ottenere questo risultato sono infatti necessari circa 20 punti di Pil, e quindi il prelievo dovrebbe raggiungere il 5% del patrimonio e i 50mila euro di ammontare unitario», la stroncatura non è nostra ma dell’ex vice ministro alle Finanze Vincenzo Visco che in un articolo sul quotidiano di Confindustria  ha fatto barba e baffi ai sostenitori della storpiatura da una tantum.
«Ma è proprio necessario pensare a interventi straordinari? Certo, se la situazione precipitasse potrebbe diventare inevitabile ricorrere a questo o anche altri strumenti, come già avvenuto in passato. Ma se si fosse in grado di intervenire per tempo, il ricorso a strumenti ordinari sarebbe preferibile», suggerisce sempre Visco.  Sentenziando: sarebbe più semplice cercare di ottenere tale risultato mediante una riduzione della spesa pubblica, il recupero dell’evasione e, se necessario, con la introduzione di una imposta ordinaria sul patrimonio valutato ai prezzi di mercato.
Ci sono Paesi che sono riusciti ad abbattere il rapporto debito/Pil fino all’80%.
Il Belgio ha mantenuto per un decennio un surplus primario delle dimensioni di quello che l'Italia aveva nel 2000, grazie a una pressione fiscale più elevata di quella media europea di due punti di Pil. Cosa che non è nemmeno immaginabile in questo momento di crisi. Per sbaglio nelle pieghe di un articolo apparso sul  Sole  lo stesso amato sembra recepire le ragioni di Visco e quelle delle crescita. Salvo poi  proseguire nell’intento di bastonare una volta per tutte. D’altronde lui dichiara quasi 30 mila euro al mese. Lordi ovviamente.

di Claudio Antonelli

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Commenti all'articolo

  • lallo1045

    21 Ottobre 2011 - 10:10

    Ancora una volta si dà spazio ad una persona che, nottetempo, ci ha trafugato i ns. risparmi in banca con un PRELIEVO SOCIALE, per non definirlo quale è: un furto. E lo teniamo ancora al fianco del Presidente Napolitano e nei meandri della politica? Ciò dimosdtra che la politica ed il potere politico marciano a braccetto con la criminalità. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!!!!!!!!!!

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  • swiller

    06 Agosto 2011 - 08:08

    Vediamo uno dei responsabili della rovina del paese, ed è ancora li con pensione d'oro e vitalizi e privilegi, senza pudore ne vergogna. Credo sia giunto il tempo di rispolverare le ghigliottine, purtroppo è l'unica soluzione ormai nemmeno il voto ci garantisce più i diritti.

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  • nordest

    05 Agosto 2011 - 17:05

    Un'idea così idiota non poteva venira che da un idiota e non vale la pena perdere tempo a commentarla

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  • dubhe2003

    02 Agosto 2011 - 22:10

    ...senza più rossore in volto,che percepiscono una pensione,pari alla somma di quella di 30 comuni cittadini che hanno versato contributi per ca.40 anni di lavoro,dovrebbero soltanto nascondersi dalla società umana.Invece,avanzano il tempo di fare pure proposte vergognose.Viene spontanea una domanda:"Che si sentano unti dal Signore?"

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