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De Benedetti Jr. allontana La7 "Non useremo i soldi del Lodo"

Il figlio di Carlo, Rodolfo: "Sentenza non politica. I 560 milioni non ci cambiano la vita, non faremo nuovi investimenti"

De Benedetti Jr. allontana La7 "Non useremo i soldi del Lodo"
Altro capitolo per il caso Mondadori. Chi pensava che la vicenda fosse conclusa almeno per questa estate si sbagliava di grosso. Il pagamento del maxi risarcimento di Fininvest alla Cir di De Benedetti (560 milioni di euro versati martedì scorso) non allenta le tensioni e dopo tre giorni è il figlio del'ingegnere Rodolfo De Benedetti a dire la sua. La vicenda legata al Lodo Mondadori "si riferisce a fatti accaduti vent'anni fa e dunque non ha nulla a che vedere con l'attualità politica".

La7? Nessun nuovo investimento - Presentando i risultati semestrali della società agli analisti finanziari, l'ad della Cir ha poi chiarito che "non sono previste operazioni straordinarie", nonostante la portata della sentenza. Addio quindi all'acquisto di La7, almeno per ora. Ma a prescindere dalla piazza televisiva, De Benedetti fa intendere che quel mezzo miliardo cambia poco o nulla nelle casse del gruppo.  "Cir era un’azienda particolarmente liquida già prima - ha sottolineato l'ad - . L'arrivo di ulteriore liquidità al momento non cambia le nostre strategie". 

Sentenza non politica - De Benedetti, quindi, incassa e tira dritto per la sua strada. E come dargli torto. Ma la vittoria di una battaglia giudiziaria non significa aver vinto la guerra. Segrate ha già annunciato il ricorso nella convinzione che quei 560 milioni di euro ritornino alla Mondadori. "Siamo consapevoli di dover affrontare un ulteriore grado di giudizio - ha detto l’amministratore delegato della Cir - ma anche pienamente fiduciosi che le buone ragioni della società, già riconosciute da una sentenza penale passata in giudicato e da due gradi di giudizio civile, troveranno in tale sede ulteriore e definitivo riconoscimento. Cir ha avviato questa causa civile a tutela degli interessi dell’azienda e dei propri azionisti - ha aggiunto De Benedetti - rivendicando l’esistenza di un danno provocato da un episodio accertato di corruzione e il diritto a un risarcimento".

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Commenti all'articolo

  • swiller

    06 Agosto 2011 - 08:08

    Che come Marchionne aspetta la sinistra al governo per incassare.

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  • ulisse di bartolomei

    30 Luglio 2011 - 12:12

    La saga debenedettiana mi ricorda le agevolazioni che la Chiesa cattolica e lo stato italiano, concessero agli ebrei nell'acquisizione di aziende o piccole attività come il prestito su pegno, in risarcimento per l'"olocausto". Furono tanti gli ebrei a cui l'antisemitismo portò la ricchezza nel dopoguerra. Niente da obiettare, ci mancherebbe! Stona il percorso di Carlo De Benedetti che mentre i suoi correligionari crescevano aziende floride e utili alla comunità, lui si è specializzato nel farsi premiare con aziende a costo politico, che rivendeva o frammentava appena poteva, con guadagni enormi e senza un briciolo di vergogna. A volte sono i silenzi a parlare e mi chiedo se dietro un incomprensibile e gigantesco travaso finanziario da un imprenditore cristiano ad uno ebreo ci stiano ancora motivi per indennizzi particolari. Non sono interrogativi campati in aria, quando si spostano le montagne, questi vengono.

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  • bisnonna!

    30 Luglio 2011 - 11:11

    Ampli il suo sapere su De Benedetti, leggendo Cir e Novartis: gli affari svizzeri... Ecco come questo grande ed integerrimo impresario accumula denaro: anche con il vaccino della suina:la grande bufala!

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  • imahfu

    30 Luglio 2011 - 11:11

    Chi ammise i titoli di B: alla quotazione borsistica ? Erano società ormai in fallimento. Si chiamava Pazzi, se non erro. Un programma... in 4 giorni da fallito a quarto uomo piu' ricco in Europa.

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