Cerca

Debito Usa, Obama ottimista Piazza Affari meno: -0,67%

Le incertezza su Spagna e Washington pesano sulla Borsa. Finmeccanica ancora giù. Barack: "Possiamo farcela, ma subito"

Debito Usa, Obama ottimista Piazza Affari meno: -0,67%
Piazza Affari si illude, tocca il segno positivo a pochi minuti dalla chiusura prima che una raffica di vendite le piazze ancora una volta il segno meno davanti. Alla fine, la Borsa milanese chiude a -0,67%, con l'indice Ftse Mib a 18.433 punti. Nuova seduta difficile per Finmeccanica: dopo il crollo della vigilia causato soprattutto dalla revisione degli obiettivi 2011, il titolo ha chiuso in calo del 6,94% a 5,36 euro. Durante la giornata il titolo è stato anche brevemente posto in asta di volatilità: sono passate di mano 14 milioni di azioni, contro una media quotidiana dell'ultimo mese di Borsa di 2,4 milioni di 'pezzi'.

Spagna e Usa - Sul clima incerto di Piazza Affari pesano notevolmente due situazioni internazionali. Da un lato quella spagnola, con il premier Zapatero che ha annunciato le proprie dimissioni e il voto anticipato al 20 novembre (anzichè nella primavera 2012) per "guadagnare stabilità". Dall'altro le incognite degli Stati Uniti, con il presidente Barack Obama che ha ancora una volta lanciato un appello ai repubblicani: "E' urgente fare sforzi per evitare il default". Il tempo sta per scadere: l'accordo deve arrivare entro martedì 2 luglio, altrimenti, ha sottolineato Obama, il downgrade del rating Usa, attualmente Aaa, da parte delle agenzie di rating sarà scontato. Il presidente, però, si dimostra ottimista: "Ho fiducia, risolveremo il problema". "Ora" è il momento per trovare un compromesso per aumentare il tetto del debito, "dobbiamo agire per aiutare la fragile economia". A nulla serve il piano attualmente al vaglio della Camera, "che la maggioranza dei Repubblicani e dei Democratici in Senato hanno detto che respingeranno". "Un piano che non risolve il problema e che non ha nessuna chance di divenire legge", ribadisce Obama. "Chiedo ai Repubblicani e ai Democratici in Senato di trovare un terreno comune su un piano che tutti e due i partiti possono appoggiare e che io possa firmare entro martedì: non è una situazione in cui le due parti sono così lontane". La missione, insomma, non è impossibile. Anche perché "ci sono molte crisi al mondo che non possiamo prevedere o evitare: uragani, terremoti, tornado e attacchi terroristici. Questa non è una di queste crisi: il potere di risolverla è nelle nostre mani".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • imahfu

    30 Luglio 2011 - 23:11

    Era un libro-analisi di Trissino, se ben ricordo. Comunque avendo lavorato anche in Borsa, posso dire che ormai muovono i fondi ma non c'é nulla di nuovo. Nessun aumento di capitale, nessun risveglio economico, poca domanda (per carenza fondi e scottate recenti), tale da giustificare aumenti. Chi vi ha investito aspetti una ventina d'anni per recuperare; gli altri ''giuocano''. Ricordo quando ci fu un crollo perché era morto Kruscev che invece stava tranquillamente parlando alla televisione. Ecco, diffondere voci al giusto livello é sufficiente a provocare scossoni. Non parliamo poi quando si hanno finanziarie all'estero e si conosce in anticipo un provvedimento statale che sara' preso (toh, é il caso del Premier.. ma lui non ha conflitti di interessi, solo guerre)

    Report

    Rispondi

blog