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L'Europa ci detta le regole: v'aiutiamo se obbedite

L'Ue: "All'Italia non serve salvataggio, ma riforme subito." La Bce: "Compriamo vostri Btp solo con risanamento"

L'Europa ci detta le regole: v'aiutiamo se obbedite
L'Italia e la Spagna non avranno bisogno di piani di salvataggio. Questo il contenuto sostanziale della conferenza stampa convocata d'emergenza dal commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, in conseguenza delle forti tensioni dei mercati europei di questi ultimi giorni. "Questi cambiamenti drammatici sui mercati sono incomprensibili" ha denunciato il commissario, sottolineando come "i fondamentali dell'economia spagnola o di quella italiana non sono cambiati in una notte". Entrambi i Paesi, ha ricordato Rehn, "si sono impegnati a misure ambiziose per raggiungere il consolidamento di bilancio e per rimettere sul percorso giusto le loro economie". Parole di conforto, parole che sembrano rassicuranti ma anche parole che suonano stonate rispetto al coro che l'Europa ha cantato all'Italia negli ultimi mesi. Le critiche, i richiami e le pressioni sulla situazione economica del nostro paese sono state all'ordine del giorno e hanno avuto la meglio su una strategia di sostegno reale verso la ripresa economica.

Oltre il danno la beffa -
E dopo un po' di acqua zuccherata di nuovo la bastonata. "Il governo italiano deve accelerare il piano di riforme per il consolidamento dei conti affinchè abbia un impatto già sul bilancio dell'anno prossimo", ha detto Rehn. Della serie 'oltre il danno la beffa', non ti aiuto, fai da sola e muoviti anche. Poi continua il commissario Rehn: "Entrambi i Paesi - Italia e Spagna - stanno attuando queste misure: è essenziale che lo facciano e che perseguano riforme strutturali a sostegno della crescita". La Commissione inoltre, dice il commissario, "sostiene anche l'intenzione di fissare un limite di bilancio nella Costituzione, in modo da rispettare pienamente e in modo permanente gli impgni presi con il Patto di stabilità".

Bce: acquisto titoli italiani -
Intanto giungono indiscrezioni secondo cui la Bce è disponibile ad acquistare titoli di Stato italiani e spagnoli ma solo se verranno annunciate e portate avanti in tempi stretti le riforme strutturali che sono necessarie. Questa sarebbe la posizione dell'Eurotower, secondo alcune fonti interpellate da Reuters. "Se l'Italia - hanno rilevato le fonti - annuncia riforme presto, molto presto, questo aiuterebbe un intervento della Bce che è l'unica cosa che stabilizzerebbe ora il mercato. Non vedo come potremmo sopravvivere ad un'altra settimana come questa". La Bce però non fa pervenire alcun commento sull'indiscerzione.

Fondo 'salva stati' -
Sarebbe stato "fantastico", ha ammesso lo stesso Rehn, se l'accordo del 21 luglio tra i capi di stato e di governo dell'eurozona fosse stato "pienamente operativo già dall'indomani, il 22 luglio", ma questo è stato "ovviamente impossibile" in quanto si tratta del "legittimo prezzo da pagare della democrazia", in cui i 17 paesi dell'euro devono seguire le proprie procedure nazionali per procedere alla ratifica e poi applicazione. Ma questo non vuol dire che a Bruxelles i lavori siano fermi, anzi, "i nostri esperti insieme a quelli della Bce, dell'Efsf e degli stati membri stanno lavorando giorno e notte per definire i dettagli e finalizzare l'insieme delle misure" decise a luglio, ha assicurato il commissario Ue, affermando che teleconferenze e incontri avvengono quasi quotidiamente e che continueranno allo stesso modo nei giorni a venire. "Stiamo parlando qui di settimane, non di mesi", ha sottolineato Rehn, spiegando che "al fine di mettere un termine all'incertezza, il processo tecnico e politico dovrà essere finalizzato entro inizio settembre". Anche se, ha ammesso il responsabile di Bruxelles, i due processi sono "interrelati". Da qui l'appello lanciato dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso ieri ai leader dei paesi dell'eurozona, e ribadito oggi da Rehn, per velocizzare le procedure di ratificazione a livello nazionale.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    07 Agosto 2011 - 16:04

    Fuori dall'UE siamo persi. Concorrenti: Germania, Francia, Cina (1.5 miliardi di abitanti), India (1.2 miliardi). Mercati che non ci appartengono piu' , produzioni sorpassate e piccoli imprenditori con piccole produzioni. Le svalutazioni della le conosciamo. Saremmo ad una svalutatione al giorno. Buon viso a cattiva sorte: occorreva contare di piu' con una fiducia che ci siamo giuocati anche sul letto di Putin. La BCE se compra i nostri BTP ci salviamo...forse. Se non li compra, alla prima emissione di titoli (per sanare i molti buchi di blancio), non li compra nessuno e come si paga parte del terzo debito pubblico pi' alto nel mondo? Siamo al servizio altrui, accontentiamoci. L'alternativa é la bancarotta. Ditelo al Cav. che ci ha portati sin qui con il suo ottimismo mal riposto e le sue gag mondiali.

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  • imahfu

    06 Agosto 2011 - 19:07

    Chi dice 'fuori dall'Europa' sappia come si combatte contro economie di 1.5 miliardi di persone (Cina) o 1.2 miliardi (india) che producono piu' e meglio di tutto. Si ricordino le svalutazioni della lira. Il fatto é che se si é in comunità, occorre rispettare le regole,cosa che B. non ama. Di piu' la sua vita privata (un uomo pubblico ne ha poca) é stata un macello (foto all'appoggio?). La stampa internazionale ha irriso il Premier da anni e c'era di che. Quindi chi é in difficoltà e vuole fiducia deve meritarsela. Non é il caso del Premier che é stato commissariato. Gli errori e le 'sbandate' si pagano e, purtroppo, le paghiamo anche noi. Percio' per l'Italia, se se ne andasse sarebbe meglio. Ma anche l'opposiziione preferisce che si beva il calice amaro fino in fondo e il tempo gijuoca contro il Premier: sempre piu' in basso. Ora è all'incirca al 20%. Dopo le misure,sara'ancor meno.

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  • blues188

    06 Agosto 2011 - 09:09

    Ma cos dite!! Sono secoli che la gente non vuol stare in Europa, eppure tutti i nostri politici VOGLIONO starci dentro, forse perché è un'occasione per guadagnare di più (l'unica motivazione vera) a danno di coloro che in Italy li votano. E poi loro, i politici, non contano neppure come il due di bastoni

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  • Al-dente

    06 Agosto 2011 - 02:02

    L’Ue è come l’Onu, come l’Unesco, un’organizzazione internazionale (come tale giustamente figura nelle enciclopedie geografiche, non fra gli Stati) e farebbe davvero ridere l’Onu, per esempio, se pretendesse di emettere una moneta valida per tutti gli Stati che vi appartengono. L’euro è perciò una moneta “finta” e non regge alla prova dei fatti in quanto nessuno può garantirla. Pur non avendo minimamente alluso a questo problema, ce n’era però una testimonianza nel discorso fatto da Berlusconi per rassicurare i cittadini e le parti sociali di fronte alle perdite segnate dalla Borsa quando ha ricordato che “la metà dei titoli di Stato italiani sono nelle tasche degli Italiani”, ossia sono gli Italiani che li comprano. Fanno bene, dunque, quegli Stati (come per esempio la Cina) che riservano i titoli di Stato e le azioni delle imprese più importanti alla borsa nazionale e ai propri cittadini, impedendo così che, anche prescindendo dalla speculazione, ne possano diventare proprietari gli stranieri.

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