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Risikato Il Cavaliere schiera le armate russe per respingere l'attacco di Heil Merkel

La Germania mette sotto pressione l'area Euro per poterla dominare. La contromossa del Cav: chiedere aiuto all'amico Putin

Risikato Il Cavaliere schiera le armate russe per respingere l'attacco di Heil Merkel
La crisi che sta terremotando i mercati di tutto il mondo in queste ore è al fondo una crisi di liquidità dei grandi fondi americani. Non hanno risorse per pagare le pensioni, e stanno vendendo tutto ciò che hanno in portafoglio. I titoli sono in vendita, e nessuno li compra. Se i mercati finanziari scendono, il motivo è questo. L'ondata di vendite americane ha messo in moto il panico. E in una situazione simile la speculazione ha buon gioco. Attacca i punti deboli del sistema perché l’unica difesa è alzare i rendimenti.
È quel che sta accadendo nell'area dell'euro. I titoli di Stato sono le prede più facili, perché sono il ventre molle dei Paesi coinvolti. Messi sotto pressione quelli di Grecia, Spagna e Portogallo nei mesi scorsi, l’attacco ha messo nel mirino quelli italiani (il debito pubblico è il tallone di Achille di Roma), ma fra ieri e l’altro ieri anche quelli francesi. Fa un po’ sorridere immaginare che questa tempesta potesse essere calmata o rinfocolata da attese o delusioni venute dal discorso di  Berlusconi   alle Camere. L’origine di quel che accade non è nelle singole politiche economiche e tanto meno nell’assetto politico-istituzionale di questo o quel Paese. Anche se l’Italia domattina raddoppiasse le tasse a tutti, inserisse una patrimoniale, aumentasse l’età pensionabile, non fermerebbe i mercati.
Berlusconi ha fatto bene ad incontrare le parti sociali e immaginare con loro un piano di riforma. Si possono sentire anche le piccole e grandi richieste di Marcegaglia, Camusso, Bonanni, Angeletti, coop, artigiani, commercianti. Si possono condividere o respingere le proposte delle parti sociali, ma bisogna avere una certezza: rispetto alla navigazione del Paese quelle non sono e non possono essere la risposta.  La strada battuta in queste ore da Berlusconi e dal suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, era l’unica percorribile. Il premier ha cercato,  insieme ai  colleghi europei,  alleati per dare una risposta alla crisi di liquidità: con i fondi americani che vendono a piene mani, bisogna trovare qualcuno che compri a questi prezzi. Ci si è rivolti alla Cina, che ha la potenza di fuoco necessaria, e Berlusconi ha lanciato l’sos al suo amico Vladimir Putin, perché la Russia è fra i pochi Paesi del mondo che può lanciare quel salvagente. C’è stata un’amara sorpresa: è scesa in campo anche la Germania di Angela Merkel. Non per dare una mano ai generosi difensori, ma sul fronte opposto: all’attacco. I tedeschi si sono messi a vendere vanificando gran parte della manovra difensiva. Qualcosa si era intuito già giovedì, quando all’interno della Bce il rappresentante tedesco è stato l’unico a votare contro la decisione di immettere liquidità nel sistema sostenendo i titoli di Stato dei Paesi europei più deboli: al momento Irlanda e Spagna. Ma si pensava che questa ritrosia fosse nel solco della tradizionale prudenza della Germania, stufa di cavare le castagne dal fuoco. E invece sembra che la Merkel stia facendo di tutto per piegare l’area dell’euro, forse allo scopo di farla saltare, forse per soggiogarla definitivamente.
Questo è il tema su cui è al lavoro Tremonti: cercare di ricostituire un’alleanza europea, trascinando o meno la Germania nella trincea in cui bisognerà resistere nei prossimi giorni. È evidente a tutti che l’Unione monetaria europea non esiste: fosse reale, sarebbe impossibile a chiunque attaccare i singoli Paesi dell’area, come è accaduto con Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e ora con l’Italia lambendo perfino la Francia. Fosse un’Unione, avrebbe unito oltre le monete anche i Pil e i debiti pubblici (in quella percentuale del 60% del Pil stabilita dal trattato di Maastricht) che oggi sarebbero garantiti da assai meno fragili titoli di Stato europei, quegli Eurobond che sono l’unica soluzione possibile.
Non ci sono molte ore per cercare di mettere una pezza a quel castello europeo che si sta sgretolando. I governi sono allertati, perché è attesa una massiccia ondata di vendite sui mercati e con essa un attacco micidiale della speculazione fra l’11 e il 12 agosto. Bisogna tirare su le difese, mettere argini nei punti più deboli, se è il caso isolare la Germania e metterla di fronte alle scelte di campo subito.  I conti pubblici italiani in questo campo di battaglia sono solo un piccolo argine da alzare alla bisogna. Se l’attacco dovesse concentrarsi più massiccio in quel punto, si potranno alzare. Come? O anticipando l’obiettivo del pareggio di bilancio (come ha fatto ieri il premier) e con esso la manovra già conosciuta, o utilizzando una leva dolorosa, ma efficacissima sui mercati finanziari internazionali (perché comprensibile a tutti): quella della riduzione della spesa previdenziale bloccando le uscite pensionistiche ed elevando l’età pensionabile. Per le donne, ma anche per gli uomini. Ieri è morta a Verona la nonna d’Italia. Si chiamava Venere Pizzinato, e aveva 114 anni: era la donna più anziana di Europa. Nata il 23 novembre 1896, passando attraverso mille guai, era diventata prima cassiera e poi amministratrice di un bar a Milano, in Galleria. Nel 1947 è andata in pensione, all’età di 50 anni. Ha ricevuto la pensione fino a questo mese di agosto: per 64 anni. La sua è una storia limite, certo. Ma dimostra che le attese di vita si sono innalzate, e di molto. E che l’età pensionabile delle donne può essere innalzata in un battibaleno, senza fare alcuna ingiustizia sociale.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • l'oriundo di Massicelle

    11 Agosto 2011 - 10:10

    Dove si vive meglio lo decide il libero cittadino e non la Germania di Merkel. Ho dei dubbi, per questo preferisco i positivi di Roma e non i negativi di birra. Io non sono tifoso del Bologna e Lei è del Milan?

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  • imahfu

    08 Agosto 2011 - 13:01

    Senza la quale, oggi avremmo messo ilcartello '' Brlusconi, chiuso peer fallimento''

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  • walter112

    08 Agosto 2011 - 13:01

    Secondo lei si vive meglio nella Germania della MERKEL o nell'Italia di Berlusconi??? Lei ha dei dubbi? io non ne ho. Lei ha delle partivolari simpatie per i Buffoni che abbiamo a Roma?? Io non sono tifoso del Milan e Lei?

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  • Borgofosco

    07 Agosto 2011 - 09:09

    Non saprei se gli europeisti tedeschi possano condividere l'attuale politica della Merkel ed in particolare della Bundesbank. Ma sono certo che Adenauer, Churchill, De Gasperi e Schuman sarebbero molto dispiaciuti d'assistere al lento declino del sogno europeo. Per il resto concordo, come al solito, con Franco. L'Europa ha perduto un'occasione nel non ascoltare Giulio Tremonti sulla emissione di Bund europei. Avessero ascoltato il Ministro delle Finanze italiano, ora potremmo difenderci meglio dalla speculazione internazionale.

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