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L'eurosuicidio di Bruxelles: rifiutare i bond comuni

Germanizzazione dell'Europa. Il presidente Ue smentisce Rehn e promuove la Tobin Tax. Per i mercati è soltanto confusione

L'eurosuicidio di Bruxelles: rifiutare i bond comuni
La torta Sarkel ha effetti bizzarri, finendo direttamente sulla faccia dei pasticceri. I quali hanno cercato di collaborare fra di loro, mettendo assieme la forza del sistema produttivo tedesco con il peso francese nella politica estera, nel tentativo di far credere ai propri elettori che qualcosa hanno in testa e, quindi, nella speranza di cavarsela entrambe alle elezioni. Purtroppo è riuscita male, e se al primo boccone si sente l’inutile asprezza dei miti germanici, già al secondo il palato si torce nel gusto libico di una grandeur senza grandezza. La regola era chiara ai fondatori, comprendendo fra questi quelli che hanno dato vita all’euro e favorito (pagando) la riunificazione tedesca: ciascun Paese si sarebbe dovuto sentire europeo, senza che l’Europa divenisse dominio di nessuno di essi. I discendenti odierni, compresi Sarkozy e Merkel, i pasticceri Sarkel, non lo ricordano, o non lo sanno. Comunque non lo capiscono.

Ai due tortaroli s’aggiunge il capo sala, quel Van Rompuy che corre ad allinearsi alla cucina, nel mentre allaccia la farfalla di servizio, smentendo un commissario europeo che aveva saggiamente aperto agli eurobond (Idem per la Tobin Tax). Così dimostrando che anche senza elezioni e senza partiti comunque si riesce ad avere le idee confuse e contraddittorie. Proprio mentre servirebbe autonomia e mano ferma il capo del presunto governo europeo caracolla con sul vassoio la birra e il pastis che debordano.

Questo gli hanno ordinato, per valorizzare la Sarkel. E sì che la realtà impartisce lezioni chiare: i francesi hanno un debito pubblico nettamente al di sopra del consentito e un deficit più alto del nostro, hanno bruciato palate di quattrini per salvare le loro banche, il cui valore è drasticamente diminuito; i tedeschi hanno numeri più presentabili, ma un debito aggregato pari al nostro, un sistema produttivo che rallenta e si ferma, e banche terribilmente esposte con i debiti pubblici di quegli stessi Paesi che l’egoismo elettorale impedisce di federalizzare. Esposizione che, sia chiaro, non è frutto della generosità teutonica, ma della sana avidità che ha spinto ad acquistare titoli non meno sicuri dei tedeschi, ma assai più remunerativi. Ecco perché, giunti al bivio, la signora cancelliere s’è opposta al default greco, che avrebbe avuto il pregio della chiarezza e il difetto di spezzare le gambe alle sue banche, ma s’è opposta anche a salvataggi stabili, per non dare l’impressione ad Hans di star pagando la feta di Alekos, mentre, in realtà, è Alekos, con i suoi figli, che, per molti anni, dovrebbe contribuire a comprare i crauti di Hans. Se non fosse che Alekos produce poco e spende un sacco, quindi non ci crede nessuno e non ci credono i mercati, che prendono le parole della premiata ditta Sarkel come refolo d’inutilità.

Oltre tutto i due, che sono più candidati che non già presidenti e cancellieri, cadono anche in contraddizione. Al termine del loro incontro dissero che si doveva trovare il modo di dare stabilità al governo europeo, ma non appena un commissario ha detto quel che pare ovvio a chiunque ragioni, ovvero che si devono emettere eurobond e federalizzare il debito, si sono premurati di dargli addosso, scatenando il caposala e dimostrando quel che volevano effettivamente dire: lavoriamo all’Europa francotedesca. Non si può, non si farà e non funzionerà. L’Europa germanizzata e francesizzata non esiste. Scoppia. Si dissolve. Al contrario una Francia e una Germania europee restano due nazioni potenti e capaci di guidare l’Unione. Non è affatto la stessa cosa.

In tempi di tempesta torna vero quel che abbiamo scritto qualche centinaio di volte, ma in tempi di tale bonaccia da indurre l’equipaggio alla pennica: non può esistere una moneta comune senza una politica comune, che non si riesce ad avere senza un Parlamento e un governo espressione della volontà popolare. L’Ue non è in crisi di troppa politica, ma di troppo poca democrazia reale. Difetto cui non si rimedia con le tecnocrazie, neanche bancarie. La Bce non sarà mai un ministero dell’economia, perché al massimo potrà essere quello del fisco. E vi lascio immaginare che fine fa un governo esattore e non governante.

Da ultimo, per metterci una pezza, si sono inventati la necessità d’inserire nelle costituzioni nazionali l’obbligo del pareggio di bilancio. Grottesco: non essendo riusciti a fare la Costituzione europea si decide di violentare quelle nazionali. Paradossale: come se non fosse stata istruttiva la scena statunitense, con un governo che ha rischiato il default sol perché una norma impedisce di far crescere il debito, salvo scamparlo non per le riforme, ma per un voto che autorizza a spendere.

Come se il problema dei debiti sovrani si risolvesse con la tecnica di Ulisse: marinai con le orecchie tappate e capitano legato al palo, sicché le sirene possono cantare inoffensive. Spendere in deficit è oggi pericolosissimo, lo si è fatto troppo ed in modo dissennato, ma può essere utile. Costituzionalizzare la sua incostituzionalità non serve a un piffero.
L’Europa si riprenderà, ne sono sicuro. Le sfide della storia sono dolorose, ma salutari. Un giorno, spero il più presto possibile, scopriremo che una classe dirigente alternativa c’era, in Europa e in Italia. So dove non ha senso cercarla: fra i politici preoccupati solo di vincere le elezioni e fra i banchieri che guidano loro la mano, essendo di loro ancor più ciechi.

di Davide Giacalone

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    22 Agosto 2011 - 22:10

    La Germ. (e la Francia) non volevano l'Italia nell'euro perché troppo indebitata. La Germania aveva una moneta fortissima, che poteva (e in parte ha costituito) moneta di riserva di parecchie banche centrali. Quindi il suo interesse era scarso. Tuttavia, forte che fosse la sua economia, ha ragionato: Cina 1.4 milioni di abit, India 1.2 milioni... Se l'Europa non si riunisce (e la moneta unica é basilare), si sparisce. Da qui l'estensione dell'UE a paesi non del tutto ''in linea''.Le alte cariche sono a rotazione. Poi, non dimentichiamo che Trichet é francese e, ora, Draghi é italiano, a capo della Banca Centrale Europea che decide quantità di moneta in circolazione, tassi di interesse ecc..L'Italia ai margini? Non era così con Prodi. Lo é -logicamente- con la Minetti, la nipote di Mubarack, le barzellette , un antieuropeismo malcelato, gaffes e tentativi di assi: Spagna di Aznar-Bush e Silvio, poi altro asse. Finché l'asse é caduto in testa. Ovvio:ci sono molte cose da aggiustare.

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  • beylerbey

    22 Agosto 2011 - 16:04

    L'Europa,così come è stata concepita e come ha funzionato fino ad oggi,non ha senso di esistere. All'unità monetaria doveva necessariamente essere affiancata l'unità politica,cosa che non è stata fatta e che,secondo me,mai avverrà: e se mai ciò dovesse invece avverarsi,sarà comunque con colpevole e notevole ritardo ma c'è da capire soprattutto su che basi e in virtù di quali assetti politici. In sostanza,CHI comanderà cosa,CHI controllerà che le politiche economiche vengano realmente stabilite per l'interesse dell'euro-zona. E,soprattutto,chi saranno i controllori. Insomma,non se ne farà nulla. Cordialmente.

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  • imahfu

    22 Agosto 2011 - 14:02

    Emettere Eurobond nella situazione attuale non ha alcun senso. Mirare agli eurobond é altra cosa e sia Sarkozy che la Merkel sono d'accordo. Occorre misurare l'esatto debito pubblico di ogni paese. Noi non sappiamo il nostro poiché l'inventiva economica (corretta anni fa quattro volte dall'UE e che porto' alla defenestrazione di Tremonti per volere del VP del Consiglio Fini pe avere fatto '''carte false''') ha spostato e nascosto. I debiti delle autonomie locali (sono dello Sato)? E quelli delle aziende pubbliche Occorre percio' un controllo e un controllore super partes; una politica di bilancio che non permetta deficit. Occorre un'economia diretta da un ente/uomo/gruppo in modo armonico (ad evitare furberie, tipo quelle fatte dalla Grecia e non solo); occorre una politica di tassi di interessi ecc.. Insomma occorre un lavoro preliminare, poi gli eurobond.

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  • boss1

    boss1

    22 Agosto 2011 - 11:11

    è da tanto tempo che lo dico la germania con l'euro ha fatto i @@zzi suoi ammazzando tutti gli altri staterelli venditori di olive che la bce è sinonimo di bundesbank. strano solo adesso lo capiscono chi lo lo avrebbe dovuto capire 12 anni fa.

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