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Venerdì nero, l'Europa brucia 186 mld

Male tutte le piazze europee. Milano maglia nera. Pesano il pil e i dati su disoccupazione negli Stati Uniti. Schizza spread Btp-Bund

Venerdì nero, l'Europa brucia 186 mld
La tempesta perfetta è passata? Nemmeno per idea. Il giorno successivo alla presentazione degli emendamenti alla manovra, la Borsa italiana - e con lei tutte le principali piazze europee - sprofondano. A Milano l'indice Ftse Mib ha perso il 3,71% a 15.060 punti, mentre l'All Share ha lasciato il 3,67 per cento. Per l'intera giornata i listini hanno veleggiato in territorio negativo, penalizzati dalle stime sul pil statunitense diffuse giovedì sera. Le perdite si sono acuite dopo la diffusione dei dati sulla disoccupazione negli Usa. A caratterizzare la seduta la pressione sugli istituti bancari, che come gli industriali hanno registrato perdite elevate. Schizza nuovamente lo spread tra i Btp italiani e il Bund tedesco, passato alla chiusura dei mercati europei a 324 punti (in mattinata il differenziale era a quota 310). Minore il differenziale tra buoni del Tesoro tedeschi e Bonos spagnoli, a 307 punti base. In tutto, le piazze del Vecchio Continente hanno bruciato qualcosa come 186 miliardi di euro.

Sprofonda Ubi Banca - Piazza Affari ha indossato la poco lusinghiera maglia nera d'Europa, ma anche gli altri listini non sono riusciti a contenere la flessione. Francoforte ha lasciato il 3,36%, Parigi il 3,59%, mentre tra i 'big' ha fatto meglio degli altri Londra, che ha limato il passivo a 2,34 punti percentuali. A Milano, tra gli istituti di credito in forte difficoltà Ubi Banca, che ha lasciato il 6,48% dopo il taglio del rating a lungo termine da parte di Moody's. Male anche Bpm che ha perso il 6,03 per cento. Perdono rispettivamente il 4,82% e il 5,33% i big Intesa Sanpaolo e Unicredit. Sempre nel comparto finanziario, le Generali hanno registrato un calo del 4,85%.   Debole l’energia: le vendite hanno colpito soprattutto Saipem, che ha chiuso in calo del 4,47% e Enel (-3,97%). Fra i cementizi scivolone di Buzzi Unicem (-6,47%), mentre nell’industria è una giornata da dimenticare per i titoli del Lingotto e per Pirelli. Exor ha perso il 6,38%, Fiat Auto il 4,98% e Fiat Industrial il 4,16%; il produttore di pneumatici, invece, ha perso il 5,47%. Crollo anche per Prysmian (-5,68%). Si difende Davide Campari (-0,35%) e riesce a chiudere in progresso Parmalat, salita del 1,14 per cento.

Casa Bianca: "Disoccupazione inaccettabile" - Nel corso del pomeriggio, come detto, hanno pesato i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti, che per la Casa Bianca resta "inaccettabilmente alta". Per la presidenza a stelle e strisce sono necessarie nuove misure per stimolare la crescita degli occupati: "Serve una crescita più veloce per rimpiazzare i posti di lavoro persi durante la recessione", ha dichiarato Katharine Abrahm, un'economista dello staff di Barack Obama, in una nota apparsa sul sito dell'amministrazione a stelle e strisce. Per quel che riguarda i dati, nel mese d'agosto la disoccupazione negli Stati Uniti è rimasta ferma al 9,1%, tasso identico a quello registrato a luglio. Le assunzioni sono rimaste invece ferme - non accadeva da settembre 2010 - dopo un aumento di 85 mila unità (dato rivisto al ribasso) nel mese precedente. Gli analisti si aspettavano 60 mila nuovi posti di lavoro. I dati sono stati diffusi dal dipartimento del Lavoro.

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Commenti all'articolo

  • bussirino

    05 Settembre 2011 - 16:04

    Si contunua parlare di miliardi bruciati il che non è vero. Quando la borsa è in rosso è perchè ci sono più venditori che compratori e quando sale è perchè si invertono i fattori. Ci sarà si chi ci perde, ma in compenso c'è che guadagna. Quindi, come disse Albert Einstein, nulla si distrugge ma tutto si trasforma e allora al bando alle ciance giornalistiche.

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  • dubhe2003

    03 Settembre 2011 - 16:04

    ...non mi è dato di leggere mai,che il mercato...capiva la manovra,come mai?Diventati tutti esperti di mercato borsistico off & on,E/O semplicemente esperti in provocazione partigiana tout cour? Un fatto alquanto peculiare,è quando si leggono i giornali,sulle pagg.del mercato borsistico:"La borsa ha bruciato tot..." Mentre non capita mai di leggere:"La borsa ha accumulato il tesoro di...",quando vi sono segni positivi...What on earth?

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  • nicolass

    03 Settembre 2011 - 09:09

    ...più che un presagio sembra stia diventando ormai quasi ineluttabile e non è detto che sia un male. Se salta l'Europa intesa come comunità europea salterà anche l'euro come moneta unica e allora forse gli Stati potranno riprendersi la sovranità monetaria e sconfiggere la balla del debito publico, creata ad arte da banchieri e finanzieri senza scrupoli, solo per minare le fondamenta delle democrazie occidentali e mettere in discussione i diritti dei lavoratori. Se l'Italia farà saltare il banco allora forse almeno questo merito potrà essere riconosciuto a Berlusconi che, nella sua lunga e nefasta carriera politica, ha portato il bel paese a finire sul lastrico.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    02 Settembre 2011 - 20:08

    Il problema molto serio riguarda le rispettive Presidenze che gestiscono gli esecutivi dei rispettivi Stati. Gli operatori economici delle grandi banche internazionali collegate aller olding delle maggiori imprenditorie di questo mondo, non vedono più di buon occhio sia Obama che Berlusconi, Sarkosì e la Merker perche, secondo le opinioni di grandi studiosi dei problemi sociali ed economici,costoro, partiti in un certo modo, strada facendo, si sono dimostrati di una capacità molto inferiore a ogni pessima immaginazione. Per cui, sino a che codesti personaggi, non mollano il potere, ci saranno ancora grossissime amare sorprese. L'imput per la crescita economica in tutto l'occidente si è fermato perchè,si è puntato solo a uno sfruttamento dei mercati su basi militari guerrafondai mentre, le imprenditorie vogliono investire non su le paure ma sulle comprensioni delle popolazioni per dare loro tutto quello che sinora hanno solo sognato. Cè da rifare un mondo nuovo.

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