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Piazza Affari chiude ancora in rosso

Martedi di passione per l'indice Ftze Mib che precipita a -2,63% poi risale: -2%. Spread Btp-Bund sull'altalena: da 378 a 365 punti

Piazza Affari chiude ancora in rosso
Dopo il lunedì nero la paura continua anche martedì. A Piazza Affari non riesce l'operazione rimbalzo e chiude a -1,98% sulla scia negativa di Wall Street. Qualche sospiro di sollievo arriva dal differenziale sui titoli di Stato, con lo spread Btp-Bund che dopo aver varcato la soglia dei 378 punti scende e si mantiene stabile sui 365. Di fatto, mercati e titoli di Stato non hanno subito scossoni dopo l'annuncio delle modifiche alla manovra.

Giornata sull'altalena - L'indice Ftse Mib rimane sull'altalena a lungo per poi precipitare bruscamente nel corso della giornata. Dopo un'apertura in negativo (-0,82%) e un piccolo  rimbalzo appena accennato in mattina, ancora caduta libera per il listino milanese che al giro di boa segna un passivo pesante: Ftse Mib -2,63% a 13.958 punti. E' la prima volta che l'indice scende sotto la soglia dei 14 mila punti da marzo 2009, quando in conseguenza della crisi finanziaria post fallimento di Lehman Brothers, aveva toccato quota 12.500. Poi si risale leggermente, ma il clima è molto nervoso. Exor e Fiat Industrial hanno segnato i maggiori ribassi concludendo in calo del 6,52 e del 5,4 per cento. Male anche Fiat Spa (-3,87%). Tremano ancora le banche, legate a doppio filo dal destino dei titoli di Stato. Unicredit ha lasciato sul terreno un altro 4,45%. Male anche Mps (-4,33%) e Bpm (-3,74%).

Male anche Europa e Wall Street - Se Milano soffre, la situazione non è migliore per le altre piazze del Vecchio Continente. Borse europee e futures su Wall Street in rosso in scia ai timori che la crisi del debito europeo possa peggiorare. Parigi chiude a -1,13%, Francoforte ha perso l'1 per cento. In controtendenza Londra (+1,06%)  e Zurigo (+4,36%). Nonostante le aspettative apre in territorio negativo anche Wall Street. Il Dow Jons perde l'1,84% a 10.979,73 punti, il Nasdaq cede il 2,49% a 2.418,60 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,71% a 1.153,88 punti.


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Commenti all'articolo

  • imahfu

    06 Settembre 2011 - 17:05

    CGIL - Compagnia Generale Industriale Lavitola. Tarantini? E chi é? Ah sì, quelli di Taranto! Ma diciamoci la verità una volta anche su come ha fatto soldi il Premier.

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  • nicki

    06 Settembre 2011 - 17:05

    che bevono tutto quello che gli propina il governo senza battere ciglio !

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  • giofin

    06 Settembre 2011 - 17:05

    ..ancora se questo governo di incapaci, corrotti, evasori, mafiosi, capitanati da un "criminale abituale" deve sloggiare o no?. Oggi si dava addirittura colpa al sindacato perchè scioperava. E' vero, è troppo poco, ci vogliono i pomodori, la "m.r.a" e, se non bastano, i forconi per cacciarli. Governo di tecnici, riscrittura della costituzione, sequestro di tutto a tutti i condonati degli ultimi 30 anni, ministero delle risorse umane con stipendio minimo e obbligo di lavorare per i privati o il pubblico anche dopo la pensione, per opere sociali e assistenziali, limitazione del massimo della ricchezza per ogni singolo, separazione dei comparti economici e divieto delle compartecipazioni, chiusura delle borse ai privati, istruzione oggbligatoria fino a 18 anni ma selettiva, obbligo di abbandonare ogni attività per fare politica, carriera politica obbligatoria partendo dal basso, riduzione a 7 regioni eliminazione delle provincie e raggruppamento dei comuni. Per iniziare.

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  • a.trunfio

    06 Settembre 2011 - 17:05

    Fino a circa un'anno fa, tutti i soloni della politica, delle parti sociali azzardavano ipotesi di riprese, ripresine, di ritorni alla crescita, e cosi via. Ognuno con la sua parola magica e la sua sfera di cristallo. Io che solone non sono e non ho studiato economia alla Bocconi e non vanto master o MBA, ma soltanto ingegneria, so che le leggi della fisica non si possono contraddire, si possono truccare anche a lungo con magie, incantesimi e giochi di prestigio. E' quello in cui sono specializzati i suddetti soloni, molti dei quali mai hanno lavorato, mai hanno cercato un cliente, emesso una fattura, studiato di notte per il giorno dopo. Quello che accade è ampiamente previsto, quando i trucchi non bastano più, il gioco è finito e presenta il conto : GAME OVER. Il dramma non è questo. E' dover constatare che dal Quirinale in giù si affannano con le ricette e le soluzioni. Essi stessi che sono la radice del male, i responsabili al 100 % di quanto accade oggi. FERMIAMOLI PER SEMPRE.

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