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Lo sfregio di Trichet: manovra, tutto il merito è del Quirinale

Il numero uno dell'Eurotower si coccola Napolitano. Il Colle: "Italiani cambino testa, non siamo più agli anni '70"

Lo sfregio di Trichet: manovra, tutto il merito è del Quirinale
La direzione è quella giusta, ma per essere sicuri che la barra venga mantenuta dritta Jean-Claude Trichet ha preferito rivolgersi direttamente al Colle. Che il pressing sul governo da parte del presidente Giorgio Napolitano durante la stesura della manovra bis sia stato serrato e costante, non è un mistero. E ieri, accanto alle parole di cauto apprezzamento per il lavoro del governo, il presidente uscente della Bce ha voluto sottolineare in maniera un po’ inusuale il ruolo svolto dal Quirinale, facendo capire non troppo velatamente che sarà lui l’interlocutore di Francoforte. «Le misure prese confermano una cosa che era molto importante per il consiglio direttivo della Bce», ha detto Trichet, «e cioè un primo impegno del governo italiano».

Ma ora la messa in pratica sarà di «estrema importanza». Per questo, ha aggiunto, «ho parlato recentemente anche con il presidente Napolitano e ho avuto rassicurazioni. Occorre mantenere le promesse per riportare credibilità e fiducia sui mercati». Compito a cui il capo dello Stato non si sottrae. Anzi. Alla prima occasione buona, come il confronto pubblico che si è tenuto ieri all’università di Palermo, Napolitano si è subito lanciato in una solenne europredica sostenendo che «tutto spinge ad una maggiore integrazione» e che «per restare in Europa è necessario un esame di coscienza collettivo che deve riguardare anche i comportamenti individuali di molti italiani di ogni parte politica e sociale».

Il presidente della Bce ha poi cercato di smentire qualsiasi tentativo di commissariamento dell’esecutivo. «Non abbiamo dettato», ha spiegato, «alcun programma di riforme, ma solo inviato messaggi e comunicazioni». Resta da capire quando queste comunicazioni cesseranno, visto che anche ieri sera il futuro numero uno della Bce, Mario Draghi, si è presentato a Palazzo Chigi per incontrare Silvio Berlusconi.

Lo sgambetto al premier e al suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (fino a ieri considerato garante della tenuta finanziaria dell’Italia) è arrivato durante una conferenza stampa in cui il presidente della Bce ha comunque espresso un giudizio positivo sulla manovra: «Dopo alcune esitazioni, alcune complessità, alla fine si è visto qualcosa che va nella direzione dell’impegno iniziale». Ma dal numero uno dell’Eurotower tutti si aspettavano soprattutto notizie rassicuranti in merito alla prosecuzione del sostegno della Bce sui nostri titoli di Stato. E invece, dopo aver sottolineato che si tratta di interventi «temporanei», è arrivata pure la minaccia di nuove correzioni di bilancio. «L’Italia», ha detto, deve prevedere i trend e se ci sono nuove misure da assumere bisognerà assumerle».

Il quadro internazionale tracciato da Trichet è fosco. Nell’area euro «l’incertezza è particolarmente alta» e sulla crescita «prevalgono i rischi». Stiamo attraversando, ha spiegato, «la peggior crisi dalla seconda guerra mondiale». Per il 2011 è atteso un aumento compreso fra l’1,4% e l’1,8%, mentre per il 2012 la forchetta è tra 0,4% e 2,2%. In questo scenario sono ovviamente cambiate le prospettive sul costo del denaro. I rischi inflazionistici sono ora «bilanciati». In altre parole, nessun rialzo dei tassi in vista dopo quello all’1,5% dello scorso luglio. Non è mancata, infine, una frecciata verso Berlino. La Bce «sta facendo il suo lavoro» e ha «mantenuto la stabilità dei prezzi per quasi 13 anni» e in Germania «l’abbiamo assicurata meglio di quanto sia stato fatto nei precedenti 50 anni», ha detto Trichet in risposta alle critiche di alcuni economisti tedeschi che hanno definito l’Eurotower una “bad bank”. L’allarme di Trichet ha fatto ballare i listini europei, ma alla fine le Borse hanno chiuso in terreno positivo. Piazza Affari ha consolidato il rialzo terminando la seduta con un +0,69%. Resta alto, a 340 punti, lo spread Btp-bund.

di Sandro Iacometti

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    11 Settembre 2011 - 09:09

    invito a leggere il "Dizionario della Lingua Italiana", Niccolò Tommaseo,vol. 8, pag.54 della edizione "Dizionari Classici", Rizzoli 1977. Detto questo non posso che catalogare il suo post nella categoria "nondum matura est", con un certo rincrescimento (non scrive malissimo, cosa abbastanza rara), ma poco stupore. Del resto è fatale: gli "indignados ai bucatini", ammaliati da un unico bersaglio non possono sostenere logicamente un argomento nei casi ove proprio la logica, ed il banale senso delle dimensioni, evidenzino che il bersaglio onnicomprensivo non c'è. Quindi, esauriti i soliti luoghi comuni e le abituali magniloquenze, se hanno uso della lingua italiana, o le invettive, nel caso contrario ben più frequente, "non continuano la sterile polemica" e buonanotte. Questo procedimento mentale ( salvo l' ultima parte ,impossibile ex officio) è della opposizione tutta: ma perchè l' opposizione ha rinunciato ad avere una sua politica e si è rinchiusa nel ghetto antiB. ? suicidio ? mah.

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  • imahfu

    10 Settembre 2011 - 22:10

    vada a vedere il significato di 'evidenza'. Le sue sono opinioni di parte, senza base . senza riscontri. Ma poi come glielo devo dire che non voglio rispondere a polemiche, fanatismi e chiacchiere al vento? Chiuso, capito?

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  • vgrossi

    10 Settembre 2011 - 13:01

    ... è un metodo ben noto, tipico della Frattocchie. Strano che nelle istituzioni finanziarie a livello internazionale la dirigenza indulgesse a questi sistemi, ma, pensandoci bene, comprensibile, visti i risultati di molte. Una sola annotaziome: sapido e divertente quel disperato suo "Sono carta a futura memoria.":già, si lascia "a futura memoria" un coacervo illeggibile di pasticciate contrastanti, dato che neppure il prodigioso PD può mettere insieme in modo sensato ed organico 1500 o più lucide proposte percorribili in materia economica, non dico in due giorni, ma neppure in venti anni,ed oltrettutto senza renderne pubblica nemmeno una. Quanto a Trichet, se un consigliere di amministrazione nella sua istituzione finanziaria internaz. avesse fatto una roba del genere, usando in cda una telefonata ( quindi personale per definizione) con il presidente della istituzione stessa o era nel contesto di dimissioni con sbattimento la porta, o sarebbe stato defenestrato ... fisicamente,no ?

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  • imahfu

    10 Settembre 2011 - 12:12

    Perché c'é il voto di fiducia. Sono carta a futura memoria. Non lo sapeva? Ho già detto che la polemica per la polemica non mi piace. Percio, non rispondero' piu' a queste polemiche senza costrutto e senza fondamento. Come la ritualità che Lei pretende da Trichet e che non cambia la sostanza dei suoi interventi verbali, visto che hanno valore le decisioni formali.Se ha attribuito meriti al nostro P. della Repubblica, sono solo espressioni di cortesia per l'intervento (anche questo non vincolante) presso il nostro Esecutivo dormiente (la manovra é tuttora per giovedi prossimo, sempre con la fiducia e sempre senza possibilità di intralci dall'opposizione). Così stanno le cose e non altrimenti.

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