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Berlusconi va da Napolitano Colle: "Consolidare l'euro"

Barroso: "Democrazie lente, mercati impazienti". Il premier accelera e incontra Napolitano. Bankitalia: "Debito a 1.911 mld"

Berlusconi va da Napolitano Colle: "Consolidare l'euro"
Barroso chiama, Berlusconi risponde. Il premier alle 12.30 è salito al Colle per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Naturalmente all'ordine del giorno c'è la manovra, che entro la serata dovrebbe ottenere il via libera definitiva dalla Camera. C'è poi l'allarme lanciato da Bankitalia, che ha reso noto come il debito pubblico italiano a luglio sia salito al livello record di 1.911,807 miliardi di euro, oltre 10 miliardi in più rispetto a giugno quando per la prima volta aveva superato la barriera dei 1.900 miliardi. Il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla finanza pubblica evidenzia poi come rispetto a fine 2010 il debito pubblico sia cresciuto del 3,7%, mentre rispetto all'anno precedente (luglio 2010), lo stock di debito è aumentato del 3,9 per cento. Il Quirinale, dal canto suo, ha dato l'indicazione: "E' fondamentale consolidare l'euro".

Sì agli eurobond - Non c'è tempo da perdere, insomma. E anche per questo, salendo al Quirinale, il premier ha di fatto raccolto l'appello del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che davanti al Parlamento europeo ha chiesto ai governi di "fare in fretta" sulla crisi, perché "la democrazia è lenta mentre i mercati sono impazienti". "Sono d'accordo con Berlusconi - ha detto in mattinata Barroso -, il mondo si aspetta una Ue più integrata, anche a livello di G20", per "dimostrare di poter battere la crisi". Anche perché, aggiunge Barroso, "i nosti partner non ne sono ancora convinti". Barroso ha poi aperto la strada agli eurobond: "Confermo che la Commissione presenterà le sue opzioni per la loro introduzione, ma non sono una panacea". La Ue, inoltre, proporrà "l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie", la cosiddetta Tobin Tax.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    16 Settembre 2011 - 14:02

    Non ripeto (come Paganini). Ormai non c'é più alcuna logica tra il chi mi porti e la culona; c'é solo da attendere la fine, che tarda perché nessuno vuol prendersi un'Italia piena di macerie, non sol0 economiche. Preferisco prendere in giro i berluscones e il loro fanatismo.

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  • vgrossi

    15 Settembre 2011 - 08:08

    Non posso credere che uno come te, dirigente, come tu stesso hai dichiarato, di una Istituzione Finanziaria a livello Internazionale, non abbia compreso la metafora dell' incipit dell' articolo. Barroso è il presidente della Commissione Esecutiva della UE. Berlusconi è l' omologo di Barroso di uno STATO della UE. Fin qui mi capisci ? non è difficle. Dunque se Barroso, nella sua veste ufficiale, "chiama" un suo omologo non significa, NEL CONTESTO, che gli fa una telefonata e neppure che suona al citofono, ma che lancia un messaggio INERENTE alla sua posizione. E Berlusconi "risponde" non alzando la cornetta o premendo il pulsante del cancello, ma ALLINEANDOSI, ossia assicurando che si conforma nella propria azione POLITICA, al MESSAGGIO ricevuto.Infatti si dice che "il premier ha di fatto raccolto l'appello del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso,"Mi stupisce il fatto che tu, direttore eccetera, non capisca NULLA dei rapporti formali della politica, e scriva IDIOZIE

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  • imahfu

    14 Settembre 2011 - 19:07

    Barroso non ha chiamato nessuno. Berlusconi ha chiamato e ci ha fatto una magra figura perché quello che ha detto lo si sapeva già (c'é il telelfono e il telefonino). Doveva spiegare che scappava dai giudici pur non essendo indagato. Se tutti dovessere fare così, 23 Premier si darebbero il camcio e il lavoro di Barroso sarebbe bloccato. ''2 minuti!'' ecco come gli si é detto che scocciava. D'accordo che bisogna far presto. Ma il ritardo é del governo italiano

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