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Paura per il crac di Atene. Borse giù

Male le piazze Europee. A Milano crolla Finmeccanica. Tensione sui titoli di Stato. Attesa per il vertice sulla Grecia

Paura per il crac di Atene. Borse giù
Con le Borse in profondo rosso e la Grecia a un passo dal default, il cancelliere tedesco Angela Merkel lancia un allarme per tutto il Vecchio continente: "La disgregazione dell'euro porterà alla disgregazione dell'Europa". Da Berlino, il giorno dopo la sconfitta elettorale, la Merkel pensa soprattutto alla situazione dell'Unione. In questa fase, ogni segnale può danneggiare i mercati. Anche per questo il cancelliere ha chiesto ai suoi ministri di "pesare molto attentamente le parole per non innervosire i mercati" dell'eurozona. Ma in parallelo alle parole della Merkel i mercati hanno peggiorato un passivo già pesante. Intorno alle 15.30 Milano lasciava 3,11 punti percentuali, Francoforte il 3,29%, Parigi il 3,22% e Londra il 2,26 per cento. A fine giornata, dopo l'apertura negativa di Wall Street che ha accentuato le perdite anche nel Vecchio Continente, Milano ha indossato la poco lusinghiera maglia nera d'Europa, chiudendo in ribasso del 3,17% a 14.086 punti. Male tutte le altre piazze: Francoforte ha perso il 2,83%, Parigi il 3%, Londra il 2,03% e Madrid l'1,98 per cento.

Crollo Finmeccanica - Nella giornata di Piazza Affari, mentre i bancari tengono, una forte ondata di vendite si è abbattuta su Finmeccanica, su cui grava lo spettro della vicenda giudiziaria che ne ha coinvolto diversi dirigenti. Il ribasso superava gli 8 punti percentuali, e il titolo è stato anche sospeso per eccesso di volatilità. Venerdì si è dimesso Salvatore Metrangolo, consigliere d'amministrazione della Seicos e presidente della Sistemi di software integrati (Ssi) del gruppo Finmeccanica, dopo essere rimasto coinvolto nell'indagine di Bari sul giro di escort legato a Silvio Berlusconi. Le dimissioni di Metrangolo sono giunte solo 24 ore dopo quelle del diretto commerciale del gurppo, Paolo Pozzessere.

Atene sull'orlo del baratro - Sui mercati pesa l'ansia del vertice di lunedì pomeriggio, in cui le autorità di Atene incontreranno la cosiddetta Troika dell'Unione europea e gli ispettori del Fondo monetario internazionale. Gli emissari chiederanno alla Grecia un'ulterirore accelerazione sulle misure di austerità, pena la mancata emissione della nuova tranche di aiuti da 8 miliardi di euro. Atene deve approvarà in tempo minimo il congelamento degli stipendi e delle pensioni sul pubblico impiego: misure solo annunciate che hanno già scatenato le rivolte di piazza. Il problema è che secondo i mercati il default ellenico ormai è inevitabile: è altissimo il rischio contagio per Spagna, Portogallo e anche italia.

Titoli di Stato - Le conseguenze dell'instabilità dei mercati si vedono sui titoli di Stato italiani: lunedì mattina il rendimento delle cedole a dieci anni è arrivato a 382 punti base rispetto al Bund tedesco, in netta crescita rispetto ai 363 punti di venerdì. Il rendimento del decennale di Roma è balzato al 5,63%, in rialzo rispetto al precedente 5,52% e molto vicino alla quota critica del 6 per cento.



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  • beylerbey

    19 Settembre 2011 - 17:05

    Cosa possiamo aspettarci? Beh.direi nulla di positivo.La Grecia,alla fine,verrà lasciata andare al suo destino:non crederà che Parigi e Berlino arriveranno mai ad impegnarsi ancora x cercare di salvarla,vero?Senza considerare che le banche francesi e tedesche hanno nella pancia molto del debito pubblico greco ed hanno già subito un declassamento (x quanto possa valere).No,la Grecia è destinata,secondo me,al tracollo.E poi vedremo a chi toccherà:di sicuro l'Italia,se mai fosse entrata nell'area euro,avrebbe mantenuto la discrezionalità sulla possibilità di svalutare la propria moneta.Ma il punto resta:o paghi o salti. E credo che,stante il panorama che si prospetta,la seconda opzione sia quella che ha maggiori possibilità di avverarsi (ma non è detto che tutto il male venga x nuocere....chissà). Cordialmente.

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  • Gigliese

    Gigliese

    19 Settembre 2011 - 15:03

    Concordo pienamente con beylerbey, l'europa l'hanno fatta cominciando dal tetto e non dalle fondamenta.

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  • vgrossi

    19 Settembre 2011 - 15:03

    a mio avviso la cosa peggiore in assoluto (che temo sarà poi quella che capiterà) è il procrastinare la situazione, sfogliando la margherita impediamo-non impediamo-impediamo (sottointeso il fallimento greco, e quindi dell' Euro), e sfogliando questa margherita far qualcosa di assolutamente idiota come una serie di inasprimenti fiscali, che fermano l' economia e sono una bella aspirina data ad un paziente con polmonite bilatera estesa. Non credo che lo morte dell' Euro quale lo conosciamo sarà una cosa terrificante, è (vero, beyrlebey ?) un cadavere dall' atto stesso della nascita, e quindi liberarsene è, comunque, un profitto. Credo però che la agonia eterna possa costare all' Europa anni ed anni di PIL negativo. I debiti o si pagano o si fa bancarotta, non c'è alternativa. Cercare di pagare sapendo a priori che non è possibile è peggio della bancarotta: ma penso che aspetteremo di vedere in Grecia cosa significa affrontare questa missione impossibile.

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  • tibbs

    19 Settembre 2011 - 13:01

    Temo che l'unica strada percorribile per la Grecia (e per l'euro) sia ormai un fallimento "pilotato". Prima ci arriviamo, meglio - anzi meno peggio - sarà per tutti.

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