Cerca

In arrivo la quarta manovra: adesso tassano la casa

Il Pil crescerà meno del previsto, si torna a parlare di misure correttive per 10 miliardi. Stangate per i proprietari di immobili?

In arrivo la quarta manovra: adesso tassano la casa
Ci risiamo. A pochi giorni dall’approvazione della manovra bis di ferragosto da 54 miliardi già spunta all’orizzonte un’altra stangata. Il ministero dell’Economia, per ora, smentisce, ma l’ipotesi circola con insistenza. E, visti i balletti che hanno caratterizzato le correzioni del bilancio nelle ultime settimane (con la manovra schizzata senza colpo ferire da 45,5 a 54,2 miliardi), nulla può essere escluso con certezza. La versione ufficiale arrivata in serata da Via XX Settembre è che la «manovra è pienamente sufficiente per il pareggio nel 2013».

Le attenzioni sono concentrate tutte sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che sarà portata questa mattina sul tavolo del Consiglio dei ministri convocato per le 9. È lì che sono contenute le revisioni al ribasso della crescita, con un taglio robusto delle stime sul Pil nel 2011 dall’1,1% allo 0,7% che non promette nulla di buono per i conti pubblici. Rispetto ai precedenti calcoli, infatti, mancherebbero tra i 7 e gli 8 miliardi (ma secondo alcuni la forbice esatta è 10-15 miliardi, se si considerano anche le risorse necessario al decreto sviluppo). Alcune fonti del Tesoro, malgrado le rassicurazioni del ministro, hanno rivelato ieri che i tecnici sono comunque al lavoro su un ventaglio di possibili ulteriori interventi da inserire nella Legge di stabilità, che dovrebbe vedere la luce entro il 15 ottobre.

Sul tavolo ci sono tutti i grandi capitoli accantonati durante l’elaborazione della manovra bis. Ipotesi su cui già si è discusso molto all’interno della maggioranza, come la stretta sulle pensioni di anzianità e la patrimoniale per i super ricchi. Non si escludono anche accelerazioni sulla riforma fiscale e sulle dismissioni, due provvedimenti già messi ufficialmente in cantiere. Ma alle proposte già note si aggiungono anche idee nuove che, inutile dirlo, puntano dritte dritte alle tasche dei contribuenti. Tra queste, gli esperti di Via XX Settembre stanno valutando anche l’ipotesi di tartassare i proprietari di casa attraverso un adeguamento delle rendite catastali. Le cifre complessive che ruotano intorno alla tassazione se di dovessero allineare drasticamente i valori a quelli di mercato rappresentano un bottino di oltre 60 miliardi. Allo studio, però, ci sarebbero misure più soft, si fa per dire, che permetterebbero alle Finanze di raggranellare, principalmente attraverso un maggiore prelievo Irpef, fino a 20 miliardi. Un salasso che andrebbe a colpire una fascia di contribuenti già pesantemente penalizzati dal fisco (senza contare che un’eventuale patrimoniale colpirebbe principalmente i proprietari di immobili). Secondo i dati diffusi ieri da Confedilizia - che tra l’altro sottolinea di non aver mai partecipato, nell’ambito del gruppo di lavoro sulla riforma delle imposte guidato da Vieri Ceriani, alla stesura della tabella che include le rendite catastali tra le agevolazioni fiscali - l’Italia è già adesso il Paese con il più alto rapporto tra tasse sugli immobili e prodotto interno lordo. Nel 2009, gli ultimi dati disponibili, i proprietari di case hanno subito un prelievo tributario del 2,7% del Pil, mentre la medie di tutti i Paesi Ocse è ferma all’1,8% e quella dell’Unione europea all’1,6%, con un picco verso il basso della locomotiva tedesca dello 0,8%.

Stando a quanto sostiene il Tesoro, comunque, gli italiani non correrebbero rischi di ulteriori stangate. L’aggiornamento al Def, si legge in una nota del ministero dell’Economia, «incorpora stime di crescita aggiornate ad oggi e, pur a fronte di una minore crescita cumulata sull’orizzonte previsto, prevede sul 2013 il raggiungimento del doppio obiettivo del pareggio di bilancio e di un ampio avanzo primario idoneo a porre il debito su uno stabile sentiero discendente». A coprire eventuali buchi, secondo fonti del Tesoro, sarà sufficiente «il gettito derivante dall’incremento dell’Iva», prima non contabilizzato.

di Sandro Iacometti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • SGis

    13 Dicembre 2011 - 10:10

    Ieri sera ho rivisto, nella trasmissione di B. Vespa, che i politici hanno ancora il coraggio di parlare, dare suggerimenti o fantomatiche soluzioni. Ma questi "signori" non sono quelli che hanno abdicato in favore del governo Tecnico perchè non erano e non sono in grado di dare una soluzione alla crisi ed anzi sono stati loro ad aggravarla con politiche sbagliate, furti di vario genere etc... CHI MI SA DIRE SE ESISTE UN MODO, PER ES. UN REFERENDUM, PER POTERLI MANDARE A CASA MA SENZA AGGIRARSI PIU' NEI MEANDRI DEL PALAZZO. Una volta mio nonno mi diceva che bisognava andare a Roma e buttare giù il parlamento con tutti i deputati dentro. Poi rifarne un'altro...per almeno 40 anni saremmo stati apposto. Comunque le profezie si sono avverate...una delle piaghe bibliche sono i parlamentari e le piaghe si estirpano.

    Report

    Rispondi

  • libero

    25 Settembre 2011 - 15:03

    se ti riferisci al mio commento,se vuoi per cortesia essere piu' chiaro ed esplicito,forse riusciro' a capirne ilnesso- grazie.

    Report

    Rispondi

  • zib1934

    24 Settembre 2011 - 18:06

    modestamente mi permetto di ritornare su una mia idea fissa.Molte grandi industrie oltre lo stipendio danno azioni (royalties ?) ai lavoratori dagli operai ( es.Volkwagen ) ai grandi manager.Prendendo come spunto questa iniziativa, suggerirei fare lo stesso per i dipendenti statali. Lasciando una parte degli stipendi in contanti e PROPORZIONALMENTE per la differenza all'ammontare dello stipendio BUONI QUINQUENNALI DEL TESORO. Si eviterebbe una consistente uscita di contanti con collocazione dei titoli. Se esaminiamo l'interessenza di alcuni dipendenti statali nella riscossione di vari tributi ,questa iniziativa limitata nel tempo, ha anche la possibilità ,in caso di necessità,di realizzare contanti ponendo i titoli in vendita alle banche o a privati. Gradirei un commento .Per il mio modesto giudizio è ragionevole più che affittare il governo, come suggerito sarcasticamente dal simpatico Mughini.

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    24 Settembre 2011 - 11:11

    L'economia é diventata la parte del giornale web per salvare il Premier, abbattere gli avversari, cercare disperatamente i colpevoli. Ti capisco : se l'analisi fosse seria e più estesa, dovresti chiedere l'allontanamento immediato del Premier quindi la caduta del giornale.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog