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Balzo di Piazza Affari: +3,32% Bce apre su taglio dei tassi

Il piano del G20 non convince i mercati in apertura, poi il cambio di rotta: salgono tutti i listini. Asiatiche a picco. Cede anche l'euro

Balzo di Piazza Affari: +3,32% Bce apre su taglio dei tassi
Il piano da 3mila miliardi elaborato dal G20 per combattere la crisi del debito, in apertura delle contrattazioni, non era riuscito a rassicurare i mercati. Ma in seguito alle prime fasi di incertezza, Piazza Affari aveva accelerato, trascinata dalle banche, distanziando gli altri listini del Vecchio Continente. Dopo aver sfiorato un rialzo pari a 5 punti percentuali, intorno alle 15.30 aveva limato i guadagni al 2,9 per cento. A fine giornata Piazza Affari ha chiuso in maglia rosa, con un balzo in avanti del 3,32%, tornando sopra quota 14mila punti (14.1178). Bene anche gli altri listini: Francoforte è salito del 2,87%, Londra - 'fuori' dal piano steso dal G20, di cui sente in minor misura gli effetti benefici - ha preso lo 0,45%, Parigi è cresciuta di 1,75 punte e Madrid del 2,6 per cento. In una giornata positiva per i mercati, dalla Bce è arrivata un'apertura in grado di fornire ulteriori sicurezze all'economia del Vecchio Continente: se il quadro dell'Eurozona dovesse deteriorarsi ulteriormente, l'Eurotower potrebbe prendere in considerazione un nuovo taglio ai tassi di interesse.

Bce pensa a ritocco dei tassi - L'apertura della Bce sul costo del denaro è stata riferita dall'esponente del consiglio direttivo Ewald Nowotny in un'intervista a Market News Internationl, dopo che negli ultimi giorni si erano fatte più intense le voci su una revisione della politica monetaria. "Tutto dipende dai prossimi sviluppi", ha spiegato Nowotny. Ma lo stesso esponente del consiglio direttivo, in una seconda intervista pubblicata dall'edizione online del quotidiano tedesco Der Standard, si mostra più prudente, sottolineando come le misure anti-crisi già assunte siano "sufficienti: c'è sempre il pericolo di commettere l'errore europeo di fare troppo poco e troppo tardi", poiché si tratta di prendere "decisioni politiche". Quindi Nowotny critica la "tendenza protezionista" della Germania, e aggiunge che atteggiamenti come quelli di Berlino sono una delle cause alla base della dilatazione dei tempi decisionali in Europa.

Corrono i bancari - A Piazza Affari corrono le banche. Intesa, dopo un passaggio in asta di volatilità per eccesso di rialzo, arrivava a guadagnare anche il 12%, Unicredit prendeva 9 punti. Valori ribaltati rispetto a quelli registrati in apertura, quando i timori legati alla crisi del debito, ad Atene e alla paura di contagio ipotizzata anche dal segretario al Tesoro Usa, Tim Geithner, avevano trascinato i listini al ribasso: il paniere principale di Milano, dopo la prima manciata di minuti di contrattazioni, lasciava l'1,67 per cento. Tra gli altri titoli in evidenza, gli assicurativi: Fonsai saliva di 6 punti, Generali del 5,16 per cento. Tra gli industriali bene la galassia Fiat (il titolo principale saliva del 2,25% e la cassaforte Exor del 2,7%); su Enel (3,8%) ed Eni, più contenuta, in progresso di circa 1,2 punti percentuali.

Crollano le asiatiche - Nella notte chiusura negativa per le Borse asiatiche. Tokyo è precipitata in chisura: a fine contrattazioni l'indice Nikkei segnava un passivo di 2,17 punti planando ai minimi degli ultimi 30 mesi. Medesimo trend per Shanghai ed Hong Kong, rispettivamente in caduta di 1,64 punti e dell'1,48 per cento. Crolla anche la Borsa thailandese perdendo 8 punti: lo Stock Exchange of Tahiland è arrivata al livello più basso da oltre dodici mesi a questa parte.

Spread, euro e oro - All'apertura dei mercati europei cresceva il differenziale tra i titoli di Stato italiani e il Bund tedesco: sui titoli decennali era tornato a flirtare con la preoccupante quota di 400 punti base. Successivamente lo spread si è assottiliato tornando intorno a 380 punti base. Intorno alle 14 il differenziale era a 384 punti; in termini di rendimento, il tasso dei buoni del tesoro italiano era al 5,63%, una quota sostenibile seppur troppo vicina al 'fatidico' 6%, rendimento che secondo gli analisti non sarebbe sostenibile per il Berlpaese. Continua anche il corso ribassista dell'euro rispetto al dollaro: la divisa unica è scesa a 1,3363 sul dollaro. In parallelo, dopo mesi di crescita sfrenata, prosegue anche il livellamento del corso dell'oro, scivolato ai minimi da 2 mesi a 1.535 dollari l'oncia.

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Commenti all'articolo

  • jack1

    26 Settembre 2011 - 15:03

    A Sartorì non sarà mica colpa del Silvio - ops scusi intendevo Franco

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