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Bankitalia, è corsa a cinque

Aperta la successione di Draghi. Il Pdl punta su Saccomanni, cresce l'opotesi Ignazio Visco, poi Grilli, Tarantola, Bini Smaghi

Bankitalia, è corsa a cinque
Più che un totonomine è diventato uno (spiacevole) calciomercato. Nel giro di pochi giorni, dal testa-a-testa fra due candidati si è passati a una griglia di cinque concorrenti (per ora). Così  la discussione sul nuovo governatore della Banca d’Italia, invece di restare a porte chiuse, corre il rischio di trasformarsi nell’ennesimo oggetto di scambio all’interno della maggioranza e del governo.

Si va avanti da giugno, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, però,  non sono ancora riusciti a mettersi d’accordo sul successore di Mario Draghi, che tra un mese approderà alla  Banca centrale europea. Il premier continua a indicare l’attuale direttore generale di via Nazionale, Fabrizio Saccomanni. Mentre il ministro dell’Economia fa da sempre il tifo per Vittorio Grilli, dg del Tesoro.     

I tempi si stringono.  Berlusconi potrebbe portare al prossimo consiglio dei ministri una terna di nomi. Il terzo candidato  sarebbe Lorenzo Bini Smaghi, ora membro del board della Bce. Incarico che lascerà quando Draghi arriverà a Francoforte, permantenere intatti gli equilibri fra i Paesi dell’area euro  e far spazio alla Francia. Tuttavia la rosa, come accennato, si è già  allargata ad altri due alti dirigenti di Bankitalia, cioè i vicedg Ignazio Visco e Annamaria Tarantola. Insomma, ma faccenda  è decisamente aperta. Occhio, dunque, agli outsider. Bini Smaghi troverebbe subito le resistenze di Tremonti. Senza dimenticare che, al pari di Grilli, è un esterno, caratteristica non apprezzata dalla struttura. Ecco perché sono stati buttati nella mischia  i due vicedirettori. E - mentre la Tarantola non ha molte chance   - Visco, che ha nel suo curriculum una ampia esperienza internazionale, ha conquistato parecchi punti. 

Saccomanni, in ogni caso, rimane il favorito. Del resto, dalla sua parte si sono già schierati il consiglio superiore di via Nazionale e lo stesso Draghi, che ne ha parlato più volte con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E l’ipotesi pare aver trovato il gradimento dell’inquilino del Quirinale, cui spetta l’ok finale dopo la delibera del governo.

Secondo gli addetti ai lavori,  però, l’estenuante duello con Grilli potrebbe penalizzare il numero due di palazzo Koch. Di sicuro, se Berlusconi intendesse ottenere il via libera su Saccomanni potrebbe far leva sulla maggioranza dei ministri pidiellini in cdm. Una scelta  democratica, sulla quale neanche Tremonti e la Lega potrebbero opporsi. Tutto si risolverà nel vertice di maggioranza convocato per la prossima settimana. Una scelta politica che, fra gli addetti ai lavori, non pare appropriata a una nomina squisitamente istituzionale. 
 
di Francesco De Dominicis

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  • imahfu

    30 Settembre 2011 - 22:10

    C'é un Saccomanni

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  • imahfu

    30 Settembre 2011 - 22:10

    Vince GRILLI....lui salta....

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  • imahfu

    30 Settembre 2011 - 22:10

    Ma questi ormai é incapace di dire come si chiama. Suggeriamoglielo: Silvio Berluskoni. Il terrore di scontentare la Lega, di scontentare Tremonti, di scontentare se stesso. Indagato, Silvio, sei indagato a Bari, domani o dopodomani. ''Se nge n'ama sci', sciamaninne, si n'genamasci', nun ce ne scim scenne. ) (se dobbiamo andare, andiamo, se non dobbiamo andare, non andiamoci) . E' giusto, galletti? Est-ce vrai, les petits coq

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