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Niente Cda, Diego lascia Mediobanca

Della Valle esce dal patto di sindacato per "scalare" la banca: "Voglio le mani libere per non sottostare a limiti di crescita"

Niente Cda, Diego lascia Mediobanca
Che intenzioni ha Diego Della Valle? Nel giro di 48 ore, l’industriale italiano   prima ha  preso a bordate i politici, con un attacco pubblicato su alcuni giornali. E poi ha sbattuto la porta in faccia al salotto buono della finanza tricolore, annunciando l’uscita dal patto di sindacato di Mediobanca. E mentre ci si interroga ancora sulle ragioni che hanno spinto il patron delle Tod’s a dichiarare   guerra ai partiti, sembrano più chiare le motivazioni dello strappo a Piazzetta Cuccia, legate al «no» per un posto nel cda. La disdetta di Della Valle è quella destinata a suscitare maggiore clamore tra quelle giunte in Piazzetta Cuccia   e si aggiunge a quelle già note di Santusa-Santander (1,87%), Commerzbank (1,70%)e Sal Oppenheim (1,70%), oltre a quella della Sofist della famiglia Ratti (0,20%). Frattanto, è salita la finanziaria che  fa capo a Vincent Bollorè salita  dal 5,18% al 5,59%.  Della Valle era interessato a entrare nel board, ma  nel rispetto degli altri attuali amministratori. Di fronte all’indisponibilità  degli altri rappresentanti dei soci industriali a farsi da parte ha deciso di desistere. E di uscire dal patto «per non essere soggetti ai limiti di crescita». Mediobanca è un’ottima azienda - si legge in una nota  della Dorint Holding - e quindi si preferisce poter valutare senza restrizioni possibili, futuri investimenti nella medesima».

Diversi componenti giocavano in realtà per un suo ingresso   in cda, su cui si registrava anche il favore dei vertici di Mediobanca. L’imprenditore marchigiano, come  accennato, si era recentemente portato all’1,9% della merchant bank. Una fase frenetica nella quale aveva  svolto un ruolo di primo piano  nella partita sulla governance delle Generali, che  ha portato in primavera all’uscita di Cesare Geronzi.

Anche se alcuni soci industriali avevano un po’ frenato per i modi a volte sopra le righe avuti da Della Valle negli ultimi mesi, il suo ingresso pareva in realtà rafforzare anche il peso degli stessi azionisti del gruppo B, preoccupati che le posizioni di Jonella Ligresti in cda venissero attratte nell’orbita Unicredit (gruppo A e primo azionista), dopo il ruolo assunto da Piazza Cordusio nel riassetto Fonsai.

La faccenda si intreccia con  l’avviso a pagamento  pubblicato sabato. Con il quale   Della Valle, oltre a criticare la classe politica, ha avuto parole dure  per «una parte del mondo economico del Paese (intendo quella che non vive di mercato e di concorrenza)». Una parte che, secondo l’imprenditore, «ha gravi responsabilità della condizione in cui ci troviamo ora: per troppo tempo  ha avuto rapporti con tutta la politica (in base a opportunità e  convenienze del momento) sostenendola in tanti modi, senza mai richiamarli al senso del dovere e nell’interesse dell’Italia». Della Valle non ha specificato a chi si riferisse.

di Francesco De Dominicis

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