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Tremonti contro il premier: "Se si vota si va meglio"

"Spread spagnoli vanno bene per Zapatero". Riferimento a Berlusconi? "Ho detto così per dire". L'allarme: "La crisi coinvolge anche le banche"

Tremonti contro il premier: "Se si vota si va meglio"
Una buccia di banana su un terreno di per sé già troppo scivoloso. Giulio Tremonti partecipa al vertice Ecofin in un momento delicatissimo per Italia e Vecchio continente e ai giornalisti che gli chiedono perché lo spread dei titoli di stato spagnoli con i bund tedeschi sia minore di quello dei Bot italiani il ministro dell'Economia risponde svelto: "Nel caso della Spagna potrebbe dipendere dall'annuncio di elezioni anticipate e dalle prospettive di un nuovo governo". I più maliziosi leggono queste parole come un invito al premier Silvio Berlusconi ad imitare il collega Zapatero, che ha annunciato qualche mese fa il ritorno alle urne. Di fronte a questa ipotesi, Tremonti ha fatto un sorrisino: "Ho detto così per dire".

La smentita - Successivamente lo stesso Tremonti ha provato a gettare ulteriore acqua sul fuoco della polemica che si è nel frattempo accesa: il ministro vuole andare ad elezioni anticipate? "Ero in Lussemburgo e non stavo parlando di politica interna italiana - ha scritto in una nota -. Ogni Paese ha la sua particolare situazione. L'italia ha appena fatto il pareggio di bilancio e sta facendo la legge di stabilità. Ogni riferimento alla politica italiana è di conseguenza totalmente infondato e strumentale".

Banche a rischio - Di sicuro, al di là delle questioni interne, dall'Ecofin in Lussemburgo Tremonti lancia un grido d'allarme globale: "La crisi ha orami epicentro in Europa, gira intorno ai rischi sovrani e da ultimo si vede anche nelle banche". "Tutti gli sforzi" dei Paesi europei - ha aggiunto il ministro dell'Economia, sono "tesi a evitare il default della Grecia". Così Tremonti ha risposto a chi gli chiedeva se nel vertice fosse stata affrontata l'ipotesi di un default di Atene. "Questa - ha rimarcato - è la posizione dei capi di Stato e di governo dell'Europa".

Eurobond - Giulio è poi tornato su uno dei temi a lui più cari, quelli dei titoli di debito continentali. "Se vogliamo gli eurobond dobbiamo avere un livello maggiore di governance nell'Unione Europea. La discussione fra ministeri e anche in politica - ha proseguito -, ad esempio nel partito popolare, è che serve una governance più forte un'architettura istituzionale più forte. Certo occorre modificare il trattato - ha aggiunto -. Con maggiore disciplina, controlli e sanzioni in contropoartita ci può essere consolidamento fiscale".

Avanzo primario - Per quel che riguarda i conti del Belpaese, Tremonti ha sottolineato che "l'Italia è uno, forse l'unico Paese al mondo che ha l'avanzo primario. Noi siamo in controtendenza e questo contribuisce alla discesa del debito pubblico, siamo sulla strada giusta, altri meno. Confesso - ha chiosato Giulio - che preferirei non avere un avanzo primario, magari avere anche il deficit ma con un debito più piccolo". Per l'Italia "avere un avanzo primario è necessario". In ogni caso, "con il pareggio di bilancio noi abbiamo la tenuta dei conti pubblici anche in assenza di crescita".

Pensioni - Poi una battuta sul sistema previdenziale italiano. "In Europa - ha continuato il titolare di via XX Settembre - noi abbiamo una valutazione sul nostro sistema di pensioni molto buona in merito a solidità e stabilità, e io mi riconosco in quel giudizio. Il resto - ha concluso rispondendo a chi gli chiedeva ipotesi sull'innalzamento dell'età pensionistica - sono considerazioni politiche nazionali che si fanno a Roma".

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Commenti all'articolo

  • giluca

    08 Dicembre 2011 - 11:11

    ........ha ragione!!!! Basta che il PDL e LEGA non votino alla camera le mozioni di Monti, il governo cade e si andrebbe a elezioni anticipate PUNTO, è inutile parlare basta fare i fatti!!!

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  • Grisalho

    09 Ottobre 2011 - 17:05

    E' logico che Tremonti sottolinei il fatto che solo all' idea di nuove elezioni la Spagna va meglio: lì si tratta di liberarsi delle sinistre e quindi di un fatto oggettivamente positivo per tutti i mercati, che si riflette altrettanto positivamente sull' economia. Nel caso di eventuali elezioni in Italia si tratterebbe esattamente del cammino opposto ovvero di un effetto estremamente negativo, dunque Giulio ha ragione : laddove si possono eliminare politicamente le sinistre è positivo, dove al contrario si dovesse concedere una chance è negativo. Cosa ci possa essere di autolesionistico in questa affermazione non lo capisco...

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  • albericolombardi

    05 Ottobre 2011 - 15:03

    Credo che se l' italia raggiungerà i suoi obiettivi entro il 2013, lo dovrà essenzialmente alla sua capacità professionale nonchè alla sua proverbiale caparbietà di non farsi coinvolgere dalla truppa di ministri, segretari e sottosegretari per le loro bramosie di fare leggi sì, ma con l' occhio alle stime dei consensi dei propri elettori. Ebbene Tremonti, di questo se n' è sempre fregato, ed ha fatto bene. Nel caso contrario saremmo sì come e peggio dei Greci, i quali ora non solo dovranno sudare le classiche sette camicie per poter restituire i quattrini alla banca centrale Europea, ma dovranno sopratutto vedersela con il popolo bue; il quale è sempre tenuto allo scuro che la produttività è una cosa mentre gli stipendi, sopratutto quelli improduttivi, sono considerati in un bilancio economico che si rispetti, solo ed unicamente spese fisse e non costi variabili. Tremonti e forse Berlusconi lo hanno sempre saputo ed hano tenuto botta alle mille richieste dei propri colleghi.

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  • paolo44

    05 Ottobre 2011 - 08:08

    Nuove armi in mano a Equitalia: sessanta giorni o scatta l'ipoteca sugli immobili. L’Agenzia delle Entrate, guidata da Attilio Befera (foto), ha offerto uno strumento di grande impatto alla società incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Secondo le nuove disposizioni gli avvisi di accertamento (relativi a imposte sul reddito e Iva), per i periodi d’imposta dal 2007 in avanti, dovranno contenere l’intimazione al pagamento delle somme entro 60 giorni dalla notifica. Trascorsi i 60 giorni o il contribuente paga l'intera somma o contesta pagandone un terzo, altrimenti Equitalia potrà procedere ad esecuzione forzata sui beni per recuperare il debito. Potrà iscrivere ipoteca sull'artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi e far partire le ganasce fiscali. Nel caso di un ricorso, per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un'auto. Se invece c’è “fondato pericolo” di perdere il credito sarà possibile sequestrare una pensione o mandare un bene all'asta immobiliare. Se si dimostrerà di avere problemi di liquidità si potrà chiedere al giudice tributario una sospensiva per fermare l'azione per 150 - 180 giorni, oppure aderire a un concordato. Quindi, per semplificare e velocizzare la riscossione, entra per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico l'accertamento esecutivo e non dovrà più essere istruita una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell'eventuale debito entro 15-18 mesi. “La richiesta da parte di Equitalia del pagamento - dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum - comporterà una moltiplicazione del debito dei contribuenti, a causa degli interessi di mora, delle provvigioni e delle sanzioni con tassi prossimi all’usura applicati dall’Ente di riscossione”. “Una situazione non sostenibile da parte delle famiglie - continua Giordano - che va a vanificare le misure introdotte a favore dei contribuenti”.

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