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Confindustria perde pezzi Montezemolo gode

Mentre viale dell'Astronomia, continua a ricevere disdette Luca organizza cene pre-elettorali e prepara il dopo-Emma

Confindustria perde pezzi Montezemolo gode
Mai come questa volta la partita per il futuro presidente di Confindustria si intreccia con la politica. Ieri è arrivata pure la bocciatura da Carlo De Benedetti («ha costi spropositati»), ma il più attivo è Montezemolo che unisce la campagna elettorale per il successore di Emma Marcegaglia con la costruzione di ItaliaFutura, il movimento attraverso il quale spera di dare vita ad un partito. Le cene (già celebre quella con alessandro Benetton) e gli incontri che servono per radicare la sua creatura politica sono utili anche a spianare la strada ad Alberto Bombassei. I grandi elettori, molto spesso, finiscono per coincidere con i responsabili territoriali di Italia Futura. Per esempio Andrea Mondello, ex presidente degli industriali del Lazio oppure Ettore Artioli, ex vicepresidente con la delega del Mezzogiorno a Palermo. La campagna elettorale di Montezemolo si scontra con quella di Andrea Riello, candidato dagli industriali veneti. Sullo sfondo, per il momento senza molte possibilità c’è Aurelio Regina, presidente degli industriali di Roma. Più defilato Giorgio Squinzi, gran capo della Mapei.
La nomina del prossimo presidente di Confindustria  avrà un peso importante nella distribuzione degli equilibri tra i poteri forti. Il fatto che Montezemolo si stia spendendo in prima persona lo conferma.

 L’ultimo tempo della Marcegaglia è stata segnato dallo scontro con il governo e dal patto con la Camusso. Fino a che punto questa linea è condivisa dalla base imprenditoriale? L’uscita della Fiat dall’associazione ha aperto la diga. L’hanno seguita Pigna, Nero Giardini, il gruppo Gallozzi a Salerno. Adesso il baricentro dell’associazione si è spostato dall’industria pubblica. E’ vero che non ci sono più i vecchi boiardi di Stato che facevano da cinghia di trasmissione fra partiti ed economia. Resta il fatto che i grandi manager pubblici sono di nomina governativa. Nel votare il successore della Marcegaglia, ovviamente, non potranno dimenticare  la matrice. In questo senso la benedizione di Montezemolo potrebbe risultare un handicap per Bombassei.  A meno di non immaginare terremoti politici da qui al 24 maggio, quando verrà proclamato il nuovo presidente. Prende così quota la candidatura di Riello. Come nomina fuori dai giochi. Come espressione della piccola impresa. La stessa che nel 2000 era riuscita a portare Antonio D’Amato in viale dell’Astronomia battendo Carlo Callieri, candidato della Fiat. Un successo mai più ripetuto. Al giro successivo Nicola Tognana era stato sconfitto in modo rovinoso dallo stesso Montezemolo riportando lo scettro sul trono Fiat. Nel 2008 la Marcegaglia aveva vinto con un risultato bulgaro. Ma forse in tanti si devono essere pentiti di quel voto. Ora riparte la corsa che rimbalza fra Palazzo Chigi e il palazzone nero di Viale dell’Astronomia.
di Nino Sunseri

 

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