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Il Corriere "licenzia" Emma per lanciare il partito Fiat

Nell'editoriale di prima pagina ieri Francesco Giavazzi spara a zero contro Confindustria definendola "uno dei mille interessi che impedisocno le riforme"

Il Corriere "licenzia" Emma per lanciare il partito Fiat
Il «Corriere della Sera» licenzia Emma Marcegaglia per lanciare il partito Fiat, quello nato  a fine agosto al Meeting di Comunione e Liberazione. Nell’editoriale di prima pagina Francesco Giavazzi spara a zero contro Confindustria, definendola «uno dei mille interessi particolari che da decenni impediscono le riforme». Un’associazione come quella di Viale dell’Astronomia «non esiste negli Stati Uniti» e «nemmeno in Inghilterra». Il problema è che «finché Confindustria parteciperà al tavolo della concertazione, giustamente i sindacati nazionali reclameranno il diritto di sedersi anch’essi a quel tavolo. E le politiche continueranno a essere concentrate - spiega il docente della Bocconi - non per il bene dei cittadini, ma dei gruppi di interesse che Confindustria e sindacati rappresentano». C’è quindi un grosso problema di «credibilità», secondo Giavazzi. E la tesi  è più che condivisibile: l’uscita di Sergio Marchionne lo certifica.

La domanda però è un’altra: perché il «Corriere della Sera» (che nasconde la parola Confindustria dalla titolazione dell’editoriale) dà addosso alla povera Marcegaglia? Cosa bolle in pentola fra i poteri forti? Giavazzi sarà fra qualche giorno eletto, come consigliere indipendente, nel consiglio d’amministrazione di Mediobanca. La stessa Mediobanca che è primo azionista della Rcs, casa editrice dello stesso «Corriere della Sera». La banca d’affari fondata da Enrico Cuccia sta tornando il salotto buono della grande finanza, sotto  la regia di Alberto Nagel: come al solito la caratteristica principale di Piazzetta Cuccia è l’indipendenza. Che vuol dire: i destini del Paese devono passare da qua.

Ed ecco quindi che l’attacco di Giavazzi, storico uomo vicino a Mediobanca (il suocero era   Francesco Cingano, presidente per tre lustri della banca d’affari milanese), può essere forse letto come un assist a Montezemolo. Non che Giavazzi sia telecomandato, ma  la sua  vicinanza a un certo mondo è indiscutibile. Il presidente della Ferrari sta scalpitando per entrare (non si sa come) in politica. Il suo terreno di battaglia (se mai ci sarà) ovviamente sarà il Centro. Solo che lì, a metà Parlamento, c’è Pier Ferdinando Casini e il suo Terzo Polo che, negli ultimi cinque anni, ha faticosamente salvato dalla potenza berlusconiana e ora che il tempo del raccolto sembra vicino c’è il pericolo che un uomo dei poteri forti - Luca Cordero appunto - possa rubargli la scena. Il piano del leader dell’Udc è abbastanza chiaro: diventare presidente della Repubblica. Solo che per diventare protagonista assoluto della scena politica gli servirebbe un capo del governo non ingombrante. Tradotto: no Montezemolo, troppo accentratore di flash. Sarebbe meglio una Marcegaglia. Quella Emma che Giavazzi, sul «Corriere», ha letteralmente demolito. L’intreccio politica-finanza è spesso. Dietro i nastri di partenza ci sono due cavalli: Casini e Montezemolo. La Chiesa col primo, Mediobanca per il secondo. Come dire: il dopo Berlusconi ricorda molto la prima Repubblica...
di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • cedrak

    06 Dicembre 2014 - 16:04

    La Confindustria è l'unica associazione che fa di tutto CONTRO i propri associati.

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  • nickmari

    19 Ottobre 2011 - 20:08

    Prima di commentare devo chiarire che non voto la sinistra. L'articolo che in questo caso cerca di discreditare il signor Montezemolo difendendo una signora Marcegaglia che a sua volta a chiesto ad alta voce l'attuazione di riforme strutturali, attaccando anche in modo diretto il Governo, mi sembra che voglia solo difendere gli interessi del proprio Padrone. Nonstante io viva da 40 anni in Germania non ho mai smesso di informarmi sulla politica italiana della quale da qualche tempo non posso esserne fiero. Il mio sapere non viene solo dai Media italiani, ma anche tedeschi, inglesi e americani. La mia sensazione é che la redazione di Libero é solo concentrata a discreditare ogni individuo che potrebbe essere un concorrente per il proprio padrone. Mi scuso per il mio italiano.

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