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Berlusconi su Bankitalia: "Domani saprete il nome"

Papabile Lorenzo Bini Smaghi, in lizza anche il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni

Berlusconi su Bankitalia: "Domani saprete il nome"
Silvio Berlusconi ha annunciato che domani, giovedì 20 ottobre, "invierò la lettera per l'avvio della pratica, ma sul nome devo mantenere il più stretto riserbo". Il tema è la succesione al vertice di Bankitalia: chi sarà l'erede di Mario Draghi. Secondo i bookmaker il favorito è Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, favorito a quota 1.50. Il nome di Grilli è quello caldeggiato anche da Umberto Bossi, che mercoledì sera ha ribadito: "E' ancora il mio favorito per la nomina di governatore". Intanto, il segretario del Pd, Pier Luigi bersani, e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, hanno dichiarato: "Auspichiamo che il presidente del Consiglio, dopo mesi di incomprensibili esitazioni, preceda alla nomina del nuovo Governatore della Banca d'Italia rispettando l'autonomia dell'istituto e valorizzandone le competenze interne". E in serata, nella rosa dei nomi - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Agi - sarebbe spuntato anche quello di Anna Maria Tarantola, a palazzo Koch dal 1971 e attuale vice direttore Generale di Bankitalia (dal 20 gennaio 2009). Un nome, quello della Tarantola, che potrebbe trovare ampio consenso sia a livello istituzionale sia a livello politico, e che non andrebbe a intaccare i delicati equilibri di governo. Si tratterebbe inoltre di una soluzione gradita anche dal Colle.


Leggi l'articolo di Francesco De Dominicis

Il tempo è quasi scaduto. E a questo punto, per Banca d’Italia, l’ipotesi dell’incarico ad interim non è da scartare. Il governo non riesce a mettersi d’accordo sul sucessore di Mario Draghi e per  il nome del nuovo governatore c’è il rischio di dover attendere ancora a lungo.  Ad ammettere i ritardi sulla tabella di marcia, ieri, è stato lo stesso premier, Silvio Berlusconi: «Ci sono ancora dei problemi da risolvere. Ne stiamo parlando» ha spiegato a Montecitorio.

Niente accordo nell’esecutivo, dunque. Anche se in mattinata il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, aveva ostentato fiducia: «Credo che non ci sarà ancora da aspettare molto». Tuttavia le  parole della Carfagna sono state corrette poco più tardi da Berlusconi. Il dossier, del resto, viaggia su altri lidi: prima è stato frenato dal duello tra il Cavaliere e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti; e poi si è arenato attorno alle dimissioni dal board della Bce di Lorenzo Bini Smaghi. Il quale, per ora, anche grazie alle sue resistenze, ha ottenuto un risultato: il premier, infatti, lo ha   formalmente inserito nella rosa dei candidati per Bankitalia. L’economista fiorentino se la giocherà soprattutto con il direttore di via Nazionale. A  Fabrizio Saccomanni, peraltro,   potrebbe toccare la “reggenza” se la faccenda andasse oltre il primo novembre, data in cui Draghi prenderà il posto del francese Jean Claude Trichet alla guida della Bce.
In campo resta pure   il dg del Tesoro, Vittorio Grilli. E dalla sua parte c’è sempre Umberto Bossi: «Dopo tanti romani mettiamo un milanese» ha detto il leader della Lega Nord, puntando sempre sul territorio. Dalla rosa non sono ancora stati cancellati i due vicedg di via Nazionale, Ignazio Visco e Annamaria Tarantola, né Giuliano Amato e Domenico Siniscalco.

 Una corsa a sette che non piace nemmeno un po’ alle opposizioni. Al punto che Francesco Rutelli -  leader di Alleanza per l’Italia e capogruppo del terzo polo a Palazzo Madama - ha chiesto che Berlusconi «riferisca in Parlamento». Stefano Fassina del Partito democratico si è spinto oltre, parlando addirittura di «governo-zombie.». Fatto sta che lo stallo continua a preoccupare il Quirinale. E ieri pure gli industriali sono usciti allo scoperto con il dg di Confindustria, Giampaolo Galli: «Questi rinvii creano danni».

di Francesco de Dominicis

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    19 Ottobre 2011 - 21:09

    L'unico modo é che ci sia un elemento che viene dall'interno dell'Istituto, cioé Saccomanni, noto e stimato. Ma Bini Smaghi mette a posto una promessa a Sarko' di B. (male a promettere anzi tempo); Grilli é per Lega e Tremonti (é milanese come se la città natale facesse premio); ecc... E' la dimnostrazione che quando il Premier dice di non avere potere é perché é soggetto a troppi ricatti: le donzelle, Lavitola, Tarantini, La Lega, peggio: il suo modo di non riflettere prima di parlare e last but not least, la sua mancata conoscenza di economia che rientra nella sua ideologia liberista ormai morta e sepolta. Così, non tocca i patrimoni, unica arma possibile per la giustizia sociale e per le nostre deficitarie finanze.

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  • valerio5

    19 Ottobre 2011 - 18:06

    queste le parole del più grande presidente degli ultimi 150!!!! allora mi spiegate perchè ha tanta paura che vada a governare la sinistra?? se lui non ha potere senza cambiare nulla il prosimo presidente del consiglio potere noin avrà o NO!!!!!!!!!!!!

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  • valerio5

    19 Ottobre 2011 - 18:06

    queste le parole del più grande presidente degli ultimi 150!!!! allora mi spiegate perchè ha tanta paura che vada a governare la sinistra?? se lui non ha potere senza cambiare nulla il prosimo presidente del consiglio potere noin avrà o NO!!!!!!!!!!!!

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  • Gabor Bonifazi

    19 Ottobre 2011 - 18:06

    Anch'io, come Barone del Carretto, mi vergogno che circoli ancora il nome di Giuliano Amato.

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