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La Saab va in mano ai cinesi Affare da 100 milioni di euro

La storica azienda automobilistica svedese ceduta a Pang Da e Youngman: finisce un'agonia lunga dieci anni

La Saab va in mano ai cinesi Affare da 100 milioni di euro
Cento milioni di euro. Tanto è costato alla rampante Cina mettere le mani su un pezzo di storia dell'automobile europea. L'ultimo tassello della scalata di Pechino è la svedese Saab, venduta ai due gruppi cinesi Pang Da e Youngman. "Swedish Automobile N.V. (Swan) ha annunciato di aver siglato un protocollo d'intesa con Pang Da e Youngman per la cessione del 100% delle azioni di Saab Automobile AB (Saab) e Saab Great Britain (Saab GB) a fronte di un corrispettivo di 100 milioni di euro", si legge in una nota della società. "L'accordo finale tra le parti porterà ad un contratto definitivo tra Swan, Pang Da e Youngman, che prevederà alcune condizioni inclusa l'approvazione da parte delle autorità preposte, degli azionisti di Swan e di alcune altre parti. Swan ha deciso di accettare la transazione a fronte dell'impegno di Pang Da e Youngman di fornire finanziamenti a lungo termine che garantiscano lo sviluppo futuro di Saab", continua la nota. "Guy Lofalk, amministratore in pectore di Saab nominato dalla Corte Distrettuale, ha ritirato la sua richiesta di fermare la procedura di riorganizzazione. Il protocollo d'intesa è valido fino al 15 novembre 2011, a condizione che Saab continui la riorganizzazione", conclude Saab.

Lenta agonia - Si conclude così, forse, un'agonia che dura da almeno dieci anni. Nata nel 1937 come industria specializzata nella produzione di aeroplani e passata alle automobili dieci anni dopo, la Saab ha vissuto un boom tra anni Settanta e Ottanta con modelli sportivi. Poi la crisi. Nel 1990 viene acquisita dalla General Motors, nel 2009 dopo la grande crisi del settore la trattativa con la Koenigsegg e il passaggio definitivo all'olandese Spyker, poi diventata Swedish Automobile NV. La scorsa primavera l'accordo con i cinesi di Pang Qinghua una prima boccata d'ossigeno, non definitiva. I dipendenti non avevano ricevuto lo stipendio di giugno ed era stato raggiunto un accordo per vendere e poi riaffittare lo stabilimento di Trollhättan.

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