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2011: Fuga dalla Confindustria di Emma

Con la gestione Marcegaglia l'associazione ha perso pezzi e consensi: da Fiat ad Ansaldo fino a Fincantieri. Emma sgambetta Bombassei

2011: Fuga dalla Confindustria di Emma
Per essere un presidente in scadenza Emma Marcegaglia si agita senza risparmio. Fra una stoccata al governo e un ammiccamento con il sindacato si prepara al futuro. Non tanto a quello personale (l’ingresso in politica sembra ormai escluso) quanto quello dell’Associazione. Il suo candidato è Giorgio Squinzi. Una maniera per restituire il favore visto che quattro anni fa il patron della Mapei era stato uno degli sponsor della signora mantovana.

L’investitura di Squinzi serve a tagliare la strada all’altra candidatura forte. Si tratta di Alberto Bombassei che, in quanto capo di Brembo, è molto sensibile ai suggerimenti che arrivano dal mondo dell’auto. Una simpatia che, dopo gli ultimi sviluppi, la Marcegaglia non apprezza di certo.  Non a caso Bombassei gode del “padrinaggio” di Montezemolo che, dopo l’iniziale  sintonia è diventato uno degli organizzatori della fronda all’attuale vertice di Confindustria.
Il programma di Bombassei è lontano da quello della Marcegaglia. Come obiettivo quello di ricucire lo strappo con Torino.

Una gestione molto accentrata quella della Marcegaglia. Molto più attenta a intervenire nel dibattito politico che non a tutelare gli interessi degli associati. Non ha dato spazio alla pluralità delle vice presidenze tanto è vero che Bombassei, pur avendo una delega importante come quella delle relazioni sindacali, ha fatto un passo indietro per non entrare in conflitto con la presidentissima. Altri sono andati via. Alcuni in maniera felpata come le multinazionali Ibm e Fuijitsu. Altre, più di recente in maniera più rumorosa. E passi per le Cartiere Pigna che non ha condiviso la deriva anti-governativa della Marcegaglia tenuto conto che il presidente e amministratore delegato, Giorgio Jannone è un berlusconiano della prima ora. Ma le altre aziende che hanno condiviso lo strappo di Marchionne hanno voluto marcare la loro distanza da una gestione ritenuta troppo poco attenta alle reali esigenze delle imprese. Dalla Fincantieri uscita da Confindustria Genova perché lasciata da sola a fronteggiare i problemi di una sanguinosa ristrutturazione, ad Ansaldo Sts. Da La Doria di Napoli (conserve alimentari) al Gruppo Gallozzi: due aziende salernitane che con la loro uscita hanno voluto sottolineare la confusione che regna nell’associazione locale.
Non sarà semplice il compito del prossimo presidente. Dovrà totalmente ribaltare le priorità: tanto la Marcegaglia era attenta a quello che accadeva nei palazzi della politica quanto il successore dovrà prestare attenzione a quello che accade dentro il palazzone di viale dell’Astronomia. Per non parlare dei conti.
di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • gosel

    31 Ottobre 2011 - 18:06

    Sarebbe proprio ora che la Marcegalia andasse a fare danni da un`altra parte, speriamo che vada in politica che così i danni andrebbe a farli a sinistra.

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  • imahfu

    31 Ottobre 2011 - 12:12

    Non ho idea su Squinzi, ma Bombassei mi sembra 'deboluccio'. Persona onesta, simpatica, sensata ma non é certo quello che puo' rimettere ordine in Confindustria. Non ha polso.

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