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Le mosse per evitare il fallimento

Tra debito e crescita zero, sfida decisiva per Berlusconi: cambiare il modello economico in profondità. Basta misure tampone

Le mosse per evitare il fallimento
Questa volta l’Italia dovrà cambiare modello economico sul serio. Vediamo in dettaglio perché. Tremonti, qualche settimana fa, ha fatto un errore nel tentare di garantire il pareggio di bilancio entro il 2013 solo con tagli e  aumenti di  tasse. Il mercato ha subito calcolato che il rigore sarà a scapito della crescita. Ciò ridurrà il gettito e quindi renderà impossibile il pareggio o richiederà tasse crescenti per raggiungerlo, avviando una spirale depressiva che alla fine renderà insostenibile il debito. Per tale motivo - combinato con la scelta della Germania di rendere parziali e non totali le eurogaranzie sugli eurodebiti  - il mercato ha preteso un premio maggiore per comprare titoli italiani. Se il premio crescerà ancora l’Italia dovrà dichiarare l’insolvenza,  pur in grado di gestire il debito entro costi normali. Per calmierare tale premio, cercando di mantenerlo sotto il 6% (e sotto il 4% il differenziale con i titoli tedeschi) la Bce è intervenuta negli ultimi tre mesi sul mercato secondario. Ma è una misura tampone che non può risolvere il problema. Per questo   la Ue ha imposto all’Italia, con massima priorità,  di cambiare modello in pochi mesi per invertire la profezia del mercato sull’Italia, cioè per convincerlo che la crescita futura renderà sostenibile e ripagabile il debito.

La Ue non ha esagerato.  L’Italia è davvero il ventre molle dell’Eurozona a causa di un debito superiore alla capacità della crescita del Pil di sostenerlo e dell’intero eurosistema di garantirlo. Meglio è dire che lo potrebbe garantire facendo stampare moneta alla Bce. Ma la Germania lo vieta per il conseguente incremento dell’inflazione.  Il problema è amplificato dal contesto globale. Il mercato teme l’insolvenza non solo degli eurodebiti, ma anche di quelli nipponico, mostruoso perché oltre il 200% del Pil, e statunitense, attorno al 120% del Pil,  che vale circa 15 trilioni di dollari se calcolati anche i debiti pubblici locali. Cifre enormi. Una sola insolvenza non ben gestita sarebbe il segnale di fuga dai titoli di debito, molti Stati dovrebbero dichiarare bancarotta, il sistema bancario globale collasserebbe, l’euro forse si dissolverebbe, certamente America ed Europa cadrebbero in una depressione duratura che si estenderebbe alla Cina ed altri emergenti, oltre al Giappone, dipendenti dall’export. Tale rischio è reale, ma i modi per ridurlo ci sono. Tuttavia, questa volta tali modi non possono essere solo iniezioni di liquidità per salvataggio, ma comportano modifiche dei modelli economici delle nazioni fonti di contagio.

Questa analisi serve a far capire perché tutto il mondo  premerà sull’Italia affinché cambi modello economico. La buona notizia è che l’Italia può farlo in quanto la sua forza industriale è sufficiente per trasformare ogni riduzione di vincoli al mercato in maggiore crescita. E i vincoli da rimuovere devono essere quelli che più bloccano il sistema: rigidità del mercato del lavoro che limita gli investimenti nelle imprese, concorrenza insufficiente a causa delle troppe aree di mercato protetto, eccesso di burocrazia e terrorismo fiscale. Sindacati ed interessi colpiti faranno rumore. Invito governo e maggioranza a non spaventarsi, a cercare mediazioni intelligenti se possibile, ma se impossibile ad andare giù durissimi. Questo governo ha cambiato natura da qualche settimana: ha una missione in nome della Ue e del sistema globale per rimettere l’Italia a posto e per tale motivo sarà sostenuto dall’esterno per restare in carica fino a fine mandato. Lo capiscano opposizione e inquieti. Finisca entro la maggioranza qualsiasi polemica, tutti facciano  il loro lavoro. Se così,   ce la faremo.

di Carlo Pelanda

www.carlopelanda.com               

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Commenti all'articolo

  • libero

    01 Novembre 2011 - 20:08

    senza offesa,ma purtroppo c'e' una parte di opinione pubblica che veramente pensa poco e male;non e' colpaloro perche' da nni sono bersaglio estrumento oso dire cieco di certa peopaganda e di certo operare che continua a gabbare e a prendere per ilnaso proprio coloro che come dice lei hanno grosse difficolta'a pensare perche'per pensare bisogna liberare la mente.osservare con logica e razionalita' intellettualmente onesta,confrontare le varie tesi e poi,almeno con il beneficio deldubbio,formulare giudizi.per questo invito cortesemente a visitare il sito MOVIMENTO LIBERTARIO dove a partire dall'Elogio dell'evasore fiscale,ci si apre su una visione del mondo mondo,opposta a quella a cui siamo stati abituati ad assuefarci (erratamente) saluti

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  • xindicativo

    01 Novembre 2011 - 20:08

    In tempo di guerra si amputa l'arto del soldato per evitargli la morte , senza mediazioni , senza consulti....il tempo delle mezze misure è terminato, è già iniziato il tempo delle conseguenze.....poi i tagli non sono dolorosi se fatti ai papponi di stato, dolorosi lo sono ai padri di famiglia lavoratori , alle persone prestigiose e valenti che ora affondano di disperazione causa mafia ingiustizia parassitismo......Silvio deve picchiare durissimo tanto anche se fosse un santo lo svillaneggeranno comunque......se salvasse l'italia non otterrebbe nessun ringraziamento......ma come si può credere all'intervento salvifico di Napolitano se in qualche modo assieme a tanti rappresenta il problema da superare , non la soluzione!

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  • marcolelli3000

    01 Novembre 2011 - 20:08

    siete voi che avete in mano il futuro del Paese: svegliatevi, il posto fisso a vita non c'e' piu'. Iniziate ora, subito ad organizzarvi con attivita' in proprio. Ma fatelo! Date l'esempio ,l 'ingegno Italiano non ha pari al mondo. Non vi preoccupate delle bastonate di tasse e commercialisti e stupidaggini del genere: iniziate le vostre attivita' private, sarete l'orgoglio del Paese e vedrete he nessuno si azzardera' a dire una sola parola: gli statali devono scomparire, ridotti al minimo indispensabile e pagati pochissimo. Se voi vi muovete invece di protestare e basta allora vedrete che i parassiti delle generazioni precedenti si nasconderanno e si vergogneranno: sara' piu' facile scoprirli e prendere i soldi indietro. E non date mai piu' il voto ai politici che dicono di voler cambiare: non lo faranno mai: date il voto ai politici che prometteranno di fare solo le cose semplici senza interferire mai con le regole dei mercati. I giovani hanno l'Italia nelle loro mani.

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  • vgrossi

    01 Novembre 2011 - 19:07

    scrivi "Non pensa che sia ora di tagliare le tasse in un paese dove tutti,compreso lei,paghiamo piu'del 70% del nostro reddito ". Ti rispondo io : no, non pensa e basta. In sezione gli hanno detto che patrimoniale è bello, quindi non c'è bisogno di pensare, è così e basta. Pensare affatica.

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