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Cannes, se il G20 sembra un festival: tanti vip, zero idee

Grecia fa marcia indietro sul referendum. In Francia litigano e perdono del tempo. Poi producono una bozza in sei punti

Cannes, se il G20 sembra un festival: tanti vip, zero idee
Qui Cannes. Niente cinema, ma summit dei grandi del pianeta Terra. Ma a tener banco è il Vecchio Continente, quell'Europa che complice la Grecia rischia di crollare. Quell'Europa in cui fino a prova contraria l'Italia rimane la terza potenza, oggi un po' zoppicante. Al vertice sono arrivati anche Silvio Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti. L'aereo dei coltelli. Cavaliere e superministro hanno viaggiato insieme - e pare, incredibile, che abbiano anche parlato - dopo gli scontri feroci degli ultimi giorni e delle ultime notti (oltre alle parole grossissime che si sarebbero scambiati, pare che i due siano stati a un punto dal mettersi le mani addosso). Tutti insieme - Berlusconi, Tremonti, primi ministri ed autorità dei 20 Paesi più sviluppati al mondo - sfilavano sul red carpet di Cannes. Tanti abbracci, sorrisi, parole ma come al solito poca sostanza: alla fine della giornata è stata elaborata una bozza in sei punti. Il solito vertice fuffa, almeno per ora. Che cosa ne è uscito per adesso? Sì, in effetti pare essersi sbloccata la tassa sulle transazioni (di cui si parla da un ventennio abbondante). E poi? E poi pare che dell'euro freghi poco un po' a tutti quanti: quello che si evince è che ai big del Vecchio Continente, della Grecia, non importi più tanto. "Aiuti sì, ma non siamo disposti a tutto". Ovvero via libera al referendum di Atene con buona pace dell'Europa.

Conferenza stampa annullata  - Il prevertice dell'Eurozona è terminato verso pranzo. Alla riunione erano presenti i leader di Italia, Germania, Francia, Spagna e la Lagarde, direttore dell'Fmi. La conferenza stampa del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy che avrebbe dovuto seguire il prevertice è stata annullata. Evidentemente c'era poco da dire perché, come troppo spesso è accaduto a causa dei veti incrociati dei Paesi (Francia e Germania su tutti), si conclude con un nulla di fatto.

Caos ellenico - Al centro c'è sempre la Grecia. Merkel e Sarkozy vogliono far uscire Atene dall'ambiguità: se referendum deve essere (per fortuna la Grecia ha fatto marcia indietro: il referendum non si farà), lo si faccia entro un mese, il 4 dicembre, spiegavano. Ma questo referendum, gli stessi Sarkò e Anglea, avrebbero dovuto osteggiarlo fin dall'inizio: se fosse passato avrebbe potuto significare la fine della moneta unica. Anche la Lagarde aveva preso una posizione attendista: "Non appena sarà completato il referendum e  saranno rimosse tutte le incertezze, faremo una raccomandazione al board del Fmi sulla sesta tranche del nostro prestito per sostenere il programma economico della Grecia". E poi Jean-Claude Juncker, il presidente dell'Eurogruppo: "E' auspicabile che la Grecia resti nell'euro, ma non a ogni costo". Insomma, si rimprovera - a ragione veduta - all'Italia di perdere tempo, mentre l'Europa può attendere senza patemi che la Grecia decida che fare con lo sventurato referendum, fortunatamente scongiurato.

Siparietto Sarkò-Obama - Ma ritorniamo al 'Festival' di Cannes. Come detto, Francia e Stati Uniti hanno comunicato di aver raggiunto un "punto comune" sull'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie che potrebbe essere inserito nel comunicato finale del G20. L'annuncio è stato dato dal presidente francese Sarkozy al termine di un bilaterale con il collega statunitense. Fino a qualche ora prima gli Usa si erano sempre detti contrari a questo tipo di balzello, per altro utile anche nel tentativo di frenare la speculazione. Felici per l'intesa raggiunta al 'Festival', Obama e Sarkò si lanciano nel siparietto. "Spero che la piccola Giulia non prenda da te, ma da Carlà", si complimenta Barack Obama per la nascita della piccola figlia presidenziale. Risponde Sarkò: "Se mi dici che è bello avere figlie femmine ti credo, visto che ne hai due...", risponde il transalpino.

La stretta di mano -Così, tra una chiacchiera e l'altra, il nostro Berlusconi e Angela Merkel trovano anche il tempo di stringersi la mano, il tempo per salutarsi cordailmente. Silvio ha incontrato Angela mentre lei usciva dalla sala per un bilaterale con Barack Obama. Quindi, dopo il faccia a faccia Angela-Brack, ha parlato lo stesso Obama. "La crisi del debito dell'eurozona è l'aspetto più importante in discussione al G20": incredibile scoperta. "Gli Stati Uniti - ha aggiunto - saranno alleati dell'Unione Europea". Poi sulla Merkel: "Senza di lei non avremmo avuto i progressi che abbiamo visto". Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere.

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Commenti all'articolo

  • KING KONG

    03 Novembre 2011 - 17:05

    hanno messo berlusconi a tavola col pres dell'unione africana e la presidente del brasile........RETROCESSO IN SERIE B

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  • vgrossi

    03 Novembre 2011 - 17:05

    ... è una cosa che riesce solo a Lei ed ai Suoi simili. Ora, non tutti possono essere intelligenti (la natura mette molto di suo, ma non tutto, in questo aspetto) ma tutti possono essere, se non educati, almeno civili, basta avere RISPETTO per i propri simili. Questo per Lei è negato a priori, si direbbe. Ma ora mi spieghi, se non ha un barlume di rispetto per i suoi simili, come può pretendere, per tanghero che sia, di apparire autorevole ? e se sa di esserne l' opposto, perchè continua a scrivere immondizia neppure differenziata ? risolva la questione, ci sveli il Suo intimo io, profondo quanto un foglio di mylar...

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  • blu521

    03 Novembre 2011 - 16:04

    C'è il nano. Poteva essere altrimenti?

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  • Dieguz99

    03 Novembre 2011 - 14:02

    Mi chiedo, se fosse stato Berlusconi ad aver raggiunto un "punto comune" con Obama sull'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie e se poi lo stesso Obama avesse detto al nostro premier: "Senza di lei non avremmo avuto i progressi che abbiamo visto", quale sarebbe stato il suo commento, anonimo giornalista? Forse sempre: chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere? O lo avrebbe “leggermente” modificato?

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