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Il giullare Sarkò non ride più Banche a secco, Parigi trema

Francia, spread da record e voci di declassamento. E per Siano (Etf Securities) "ora il problema è il Gallo, non i Piigs"

Il giullare Sarkò non ride più Banche a secco, Parigi trema
Il presidente Nicolas Sarkozy si affanna sempre più a rilasciare dichiarazioni sullo stato di salute dell’Italia. Sulla presunta  follia e depressione di George Papandreu. Poi toccherà all’economia spagnola. E così via. Tutti diversivi per tenere lontana l’attenzione dei mercati dallo spread francese. Tecniche di comunicazione che di giorno in giorno perdono efficacia. Già ieri il differenziale tra i titoli di Stato di Parigi e il bund tedesco ha toccato lo storico livello di 170 punti base. Pensare che meno di un anno fa la quota non superava i 50 punti. D’altronde nel periodo compreso tra la fine di giugno e l’11 ottobre scorso gli istituti francesi hanno aumentato i finanziamenti ricevuti dalla Bce di 67 miliardi portando il totale a quota 86,7 miliardi. Un incremento superiore ai 30 miliardi  chiesti dagli sportelli spagnoli e all’aumento di 63 miliardi fatto registrare dalle banche italiane. Per non parlare della folle esposizione dei francesi verso il debito greco.

Lo stesso principio che ha di fatto imposto la nazionalizzazione di Dexia potrebbe riservare pessime sorprese alle tre principali banche d’oltralpe. Ma la paura folle di Sarkozy si chiama downgrade e se una mattina Parigi si svegliasse anche solo con una A in meno, rischierebbe un effetto a spirale. La liquidità del mercato si sposterebbe quasi automaticamente verso i bond olandesi o di altri Paesi a tripla A. Con il risultato che le banche francesi dovrebbero mettersi a comprare bond della patria. Ma non sarebbero in grado. Si troverebbero nella condizione di non poter sostenere le emissioni e al tempo stesso di dire addio alle ricapitalizzazioni. «Il mercato sa bene che le banche francesi sono appese a un filo e che a differenza dell’Italia (+2,6%) sui conti parigini pesa un disavanzo primario di - 2,1%», spiega a «Libero» Massimo Siano head office per l’Italia di Etf Securities, «Senza contare che il principale istituto, SocGen, di fatto si sta trasformando in un hedge fund con grossi problemi di capitalizzazione».  La crescita esponenziale dei Credit Default Swap (assicurazione sul rischio di fallimento) dei tre principali istituti è infatti illuminante. E più di un analista comincia a parlare di possibili fallimenti. «Situazioni estreme che avrebbero un impatto drammatico su tutta la Francia», conclude Siano, «basti pensare che se saltasse il banco di SocGen, gli attivi gestiti dall’istituto sono più o meno la metà del Pil d’oltralpe.

Il che significa che da ora il problema dell’Unione europea è il Gallo e non i Piigs». Scenari a parte, ci sono anche i diktat di Bruxelles a destare più di un sospetto, tanto che in molti pensano che ieri l’errore di S&P relativo al falso downgrade di Parigi fosse praticamente un lapsus freudiano. Non a caso  «per ridurre il deficit nel 2013 in Francia saranno necessarie nuove misure», ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn. La Commissione stima infatti il rapporto deficit/Pil della Francia al 5,8% nel 2011, al 5,3% nel 2012 e ancora al 5,1% nel 2013. C’è poco da fare gli arroganti. Vale soprattutto per Valerie Pecresse, il portavoce di Sarkozy che ieri invece di pensare al proprio Pil ha dichiarato a Canal+ «L’Italia deve adottare misure credibili per ridurre il suo deficit rapidamente, e ciò penso che significhi un nuovo governo». Vedremo a dicembre chi e come commenterà la crescita degli spread.

di Claudio Antonelli

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  • angelo.Mandara

    21 Novembre 2011 - 14:02

    "Questo non è un momento per le elezioni ma il momento per le azioni...Chi vi da il diritto di dire questo al popolo italiano?..."In tutta obiettività, l'Euro è un fallimento...non voglio vivere in un'Europa dominata dalla Germania...Dopo Papandreu e Berlusconi, come in un romanzo, cerchiamo di stabilire quale persona sarà ora liquidata...?". A loro volta i Tedeschi della Merkel si lamentano a non voler essere essi, con le loro passate rinunce, a doversi accollare i problemi e debiti di Italiani e Greci. Mentre il New York Times, contrari alle lagnanze della Merkel, sostiene che l'attivo commerciale tedesco, con l'Euro, ha rialzato gli utili. Venga finalmente illuminata la scena europea con regole (se pur parametrate) che prendano a spunto gli USA ? Quale sarà, poi, lo scopo della prossima missione del Prof. Monti a Bruxelles ? Saluti. Angelo Mandara

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  • angelo.Mandara

    21 Novembre 2011 - 14:02

    Ecco un argomento che non verrà accantonato tanto presto, perchè ricco di primario interesse e base per prossime considerazioni nel poter pensare di instaurare uno Statuto europeo più a misura di accettabile convivenza di Paesi sovrani.Il recente discorso dell'Eurodeputato inglese Nigel Farrage potrebbe svegliare nell' U.E.,il bisogno di rivedere i rapporti economo-politici esistenti in Europa.Come escludere e non far proprie le accuse che muove l'On.Farrage al Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, di aver instaurato in Grecia e Italia dei Governi non votati dai singoli popoli : "Voi siete un uomo non eletto,siete andato in Italia e avete detto : "Questo non è un momento per le elezioni ma il momento per le azioni..." (segue) Angelo Mandara

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  • fabiotorino

    18 Novembre 2011 - 18:06

    allora va meglio. zapatero oramai sabato sara' ufficialmente defenestrato, poi tocchera' pure ad altri

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  • fabiotorino

    18 Novembre 2011 - 18:06

    la grecia e questo come tutti i piigs , digerendo male la crisi in arrivo dall'america, abbiano messo in definitiva crisi un'europa gia progettata ,male con un BCE non qutorizzata a stampare moneta ed essere la banca di ultima istanza. se drammatizzare , direi che noi dobbiamo senz'altro ridere di meno di francia e germania

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