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Come cambiano le pensioni nell'epoca del professor Mario

Allineamento dell'età, poi il governo ipotizza misure per abbattere i privilegi di alcune categorie

Come cambiano le pensioni nell'epoca del professor Mario
Mario Monti nel suo discorso in aula ha lasciato intendere senza troppi margini di incertezza che ci sarà a breve un intervento sulle pensioni. Il premier sostiene di voler rimuovere per questione di equità i privilegi: quelli generazionali. L'idea potrebbe essere quella di introdurre il sistema contributivo per tutti, più volte ipotizzato in precedenza dal nuovo ministro del Welfare, Elsa Fornero.

Pochi risparmi - La norma però permetterebbe di risparmiare poco più di 100 milioni di euro nel primo triennio, e una volta a regime non arriverebbe nemmeno dopo anni a un risparmio di un miliardo di euro ogni dodici mesi. E' plausibile che l'equità riguardi un riallineamento contributivo tra le categorie - deputati e senatori hanno un'aliquota dell'8%, gli psicologi del 10%, architetti, avvocati, commercianti e artigiani sono decisamente dei privilegiati rispetto ai alvoratori dipendenti. Nel piano di Monti ci sarebbe anche un allineamento dell'età pensionabile tra le diverse categorie di lavoratori, iniziando da ferrovieri, hostess e steward.

Le idee del ministro - Le idee del professore viaggiano di pari passo con quelle del neoministro al Welfare Elsa Fornero, che spinge per l'estensione a tutti del metodo contributivo pro rata e il ritorno all'età di pensionamento flessibile. Le pensioni dovrebbero essere calcolate sulla base dei contributi versati e non più con il metodo retributivo che le commisura sulla base delle buste paga. Il lavoratore non andrebbe in pensione secondo gli standard anagrafici fissi, ma deciderebbe la propria fascia in un'età inculsa tra i 63 e i 70 anni. In pratica, più lavori più la tua pensione aumenterà. Secondo la Fornero se il metodo contributivo fosse stato applicato dal 1996 l'Italia avrebbe risolto il nodo della previdenza. Il sistema retributivo, secondo la Fornero, fa sì che gli anziani godano di un trattamento privilegiato rispetto ai giovani.


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Commenti all'articolo

  • VFeltri

    20 Novembre 2011 - 14:02

    ma quando mai!!!! il prestigio dei dirigenti anziani ahahahahahhah ma smettiamolo per favore. Lei e' un ottimo barzellettiere con la camicia nera.

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  • ebreoerrante

    19 Novembre 2011 - 10:10

    Eventualmente la riforma della Fornero è valida per i dipendenti pubblici e privati? O solo per i privati?Qualcuno può risolvere questo dilemma?Si parla di pensioni in generale ,ma non viene specificato a chi sono destinati i nuovi provvedimenti. Grazie

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  • zelia

    19 Novembre 2011 - 10:10

    gedelta..se tu avessi un piccone o una zappa in mano..a 63 anni avresti mollato per mancanza di forze..se sei all p.a ci credo ..li potresti andare anche mai in pensione! mandria di poltronie sfaticati!

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  • grey18

    19 Novembre 2011 - 09:09

    E i sindacati dove sono? E' possibile sentire cosa ne pensano dell'ennesima riforma delle pensioni? Ma quante ne devono fare prima di farsi sentire? Non si è più sicuri di andare in pensione nemmeno il giorno prima di maturarla!

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