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La Borsa in picchiata, spread su Monti è ostaggio dei politici

Piazza Affari precipita e lascia il 4,74%. Finmeccanica malissimo. Differenziale a 480. Il governo non riesce a partire

La Borsa in picchiata, spread su Monti è ostaggio dei politici
Giornata nel segno dei ribassi per le piazze finanziarie europee che sin dalle prime battute si allineano alle chiusure in territorio negativo segnate dai listini asiatici. In attesa dei dati sull'economia Usa, gli analisti fanno i conti oltre che con la "testardaggine tedesca ed europea di non voler stampare moneta nè di creare una soluzione credibile per risolvere la situazione debitoria", come spiegano gli esperti di Cmc Markets Michael Hewson e Tim Waterer riferendosi alle politiche di Angela Merkel,  anche con "lo spettro di un ulteriore downgrade da parte di Moody's e Fitch qualora il comitato bipartisan non riesca a trovare nei prossimi  giorni un accordo tra le opposte richieste" (e qui, in primis, il riferimento è alla Francia di Nicolas Sarkozy). Per quel che riguarda la situazione italiana, inoltre, lo scacchiere politico del premier Mario Monti è bloccato. A Roma tiene banco la lotta per diventare vicepremier e sottosegretari, e il programma non decolla: una circostanza che certamente non aiuta i nostri listini.

Giù i listini continentali- A pagare il prezzo dello stallo complessivo sono i mercati. Piazza  Affari, dove la bacchetta magica di Mario Monti pare non aver sortito effetto, paga un prezzo altissimo: l'indice Frse Mib ha lasciato il 4,74%, mentre l'All Share il 4,57 per cento. Male anche le altre europee: Londra ha lasciato il 2,62%, Francoforte il 3,35%, Parigi il 3,41% e Madrid, nel giorno di Rayoj presidente, ha lasciato il 3,48 per cento.  In precedenza parole poco incoraggianti erano arrivate anche da Olli Rehn, il commissario europeo agli Affari economici e monetari: "Non facciamoci illusioni, la crisi sta colpendo il cuore dell'eurozona". In un discorso pronunciato a Bruxelles, Rehn ha sottolineato come lo stallo nella crescita economica finirù per rallentare i miglioramenti che i Paesi membri dell'area euro stanno cercando di apportare alle proprie finanze pubbliche. "Senza un'economia dinamica ed in crescita - ha lanciato il suo monito - l'Europa rischierebbe di diventare irrilevante sulla scena globale". Parole insomma pesantissime.

Tensione sui titoli di Stato - L'altro fronte dell'emergenza a cui siamo ormai abituati a rivolgere l'attenzione è quello dello spread, il differenzialte tra i titoli di Stato continentali e quello di riferimento, il Bund tedesco, e che misura il livello del rischio che i titoli non vegano mai ripagati. Lo spread italiano resta altissimo, e dopo aver veleggiato per tutta la giornata intorno ai 480 punti base - ha toccato anche i 487 - ha chiuso appena sotto quota 480. Lo spreda francese continua a flirtare con i record storici, intorno ai 180 punti base. Infine la Spagna, che resta sorvegliata super-speciale anche dopo la vittoria del Partito Popolare di Mariano Rojoy, con uno spread intorno ai 450 punti base.

Sprofonda Finmeccanica - Ritornando a Piazza Affari, per Finmeccanica è stata un'altra giornata drammatica: il titolo ha perso il 6,6%, complessivamente dall'inizio di novembre la capitalizzazione si è assottiliata del 40 per cento. Sull'andamento della società pesano le indagini che coinvolgono i manager del gruppo e il presidente Pier Francesco Guarguaglini, dato per dimissionario. Giornata di forti vendite anche sui bancari, con Popolare Milano che ha perso il 6,82%, Banco Popolare il 5,45%, Ubi Banca il 5,28% e Montepaschi il 4,94 per cento. Male anche Intesa Sanpaolo che sprofonda del 5,66%, alle prese con la successione dell'ex consigliere delegato, Corrado Passera, neo ministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture nel governo Monti. In rosso anche Unicredit che scivola del 2,99 per cento. Non si salva dalla pioggia di vendite nemmeno la galassia Agnelli che accentua il rosso dopo l'annuncio relativo alla disdetta degli accordi sindacali in atto: Fiat ha perso il 6,84%, Industrial il 5,12% e la cassaforte di famiglia, la Exor, è sprofondata di 7,23 punti percentuali.

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Commenti all'articolo

  • thorglobal

    21 Novembre 2011 - 23:11

    L'euro come moneta unica,anche se per entrarci ci è costato molto.La causa sono i politici tutti.Abbiamo in europa una montagna di politici insipienti,incapaci,buoni solo ad ingrassare le loro tasche.Basti pensare al lavoro faticoso e oppimente del parlamento europeo.Deve redigere leggi e scartoffie per dichiarare la lunghezza delle banane e la curvatura esatta delle zucchine(chissà se hanno assunto un matematico per fare i calcoli.Hanno aumentato il debito pubblico oltre ogni logica.Purtroppo dobbiamo pagare,e salato.Intanto andiamo a fondo.Ma affondo ci dovrebbero andare questi signori.

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  • dubhe2003

    21 Novembre 2011 - 23:11

    ...i saccenti manovali economisti, monetaristi da Nobel, ora che hanno accusato una topica del genere,non scrivono più provocazioni a pagamento?Suicidio di massa!?

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  • ceraso

    21 Novembre 2011 - 22:10

    Il governo del presidente comunista napolitano ha veramente dei risultati ottimi. Avanti così. L'italia dei compagni sovvertitori delle scelte popolari merita questo ed altro. Spero in un crollo strepitoso!

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  • vgrossi

    21 Novembre 2011 - 22:10

    in coda al post dicevo che "la ineffabile cancelliere potrebbe salvarsi la testa (se l' Euro cade, lei è morta; se la BCE stampa lei è morta) seguendo una idea brillantissima di B., che potrebbe salvarle, se non faccia, altra anatomia e farla sopravvivere.Ma ci vuole intelligenza, non furbizia" Lo strano è che ero, e sono, serissimo nell' affermarlo, e sono quasi certo che l' idea di B. offrirà alla Merkel una seria via d' uscita, spendibile, e bene, anche internamente. Il fatto è che l' idea di B. è stata veramente geniale, ed è l' idea di una testa molto ragionante, sorretta da un grande esperienza anche aziendale e da una eccellente comprensione delle persone e situazioni, un' idea, secondo me, a risultato sicuro. Ma quale è questa ideona ? Beh, è stata pubblicata ovunque, ed ha fatto dire al lucido Bersani che B. doveva fare, immaginate, "un passo indietro". Insomma, guardare e vedere sono due cose diverse. E qui mi taccio.

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