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Nessuno compra più i bund Ora sparano sulla Merkel

L'asta dei titoli di Stato tedeschi un clamoroso fallimento: il 39% resta invenduto. La crisi del debito si espande. La Cancelliera è avvertita

Nessuno compra più i bund Ora sparano sulla Merkel
Crolla anche il muro di Berlino. Incredibile all'asta dei titoli di Stato tedeschi, che è tecnicamente fallita: la Germania ha collocato 3,889 miliardi di Bund a 10 anni ad un tasso inferiore al 2%, ma la notizia sta nel fatto che la domanda è stata la peggiore mai registrata nella storia del Paese. Soltanto il 61% dei titoli di Stato hanno trovato un contraente. Un segnale pesantissimo per Angela Merkel, gli operatori sono rimasti letteralmente sbalordinti: la crisi inizia a contagiare anche la locomotiva tedesca. Per intendersi, al tempo della nuova grande crisi, non era mai avvenuto che titoli di Stato italiani o spagnoli, per una fetta pari al 39%, restassero invenduti nell'asta indetta dal rispettivo Tesoro. I mercati hanno ovviamente reagito in maniera negativa all'asta di Berlino: il prezzo del Bund ha subuito un brusco calo, mentre i Cds a cinque anni - i contratti per assicurarsi per 5 anni contro il default del debito tedesco - sono schizzati di 9 punti a quota 110. Il contagio della crisi del debito si è così propagato al cuore dell'Eurozona, a quella Germania che continua a negare o a frenare sulle misure che servirebbero per la tenuta della zona euro.

Gli investitori istituzionali - Il crollo nell'asta dei titoli di Stato tedeschi è dovuto, certo alla tensione dei mercati, almeno così riferisce l'agenzia di Berlino di debito. Gli investitori istituzionali, inoltre, continuano a soffrire la crisi di liquidità che si è espansa a livello planetario: anche l'investimento teoricamente meno rischioso, il Bund tedescho, diventa un rischio alla luce di rendimenti relativamente bassi. Il sospetto, però, è che gli stessi investitori istituzionali e i grandi fondi, primi acquirenti alle aste dei titoli di Stato, abbiano anche voluto lanciare un messaggio ad Angela Merkel: deve mollare la morsa in cui tiene l'eurozona per salvare il Vecchio Continente. L'instabilità di eurolandia, oggi, resta l'unica certezza: vacilla anche la locomotiva tedesca, le casse della Bundesbank sono costrette a tenersi i Bond, il debito fatica ad essere rifinanziato. Un tasso di ritenzione pari al 39%, per la Germania, è un risultato orribile e che fa paura.


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Commenti all'articolo

  • angelo.Mandara

    24 Novembre 2011 - 16:04

    Che altro ci doveva capitare, pur di entrare in Europa? Solo obblighi? Cui prodest? L'Italia accettando la moneta unica ha delegato la sua sovranità monetaria alla B.C.E., ma non altrettanto la sua sovranità di politica economica...nemmeno la BCE, avrebbe il diritto di dirci cosa dobbiamo fare (Inoltre, dopo la notizia che la Germania avrebbe più debiti di Italia e Grecia?). E qui verrebbe da aggiungerci : sarà mai lecito sottostare a normative comunitarie in cui si debba rinunciare ai nostrani "sapori" di formaggi , cioccolato (come li mangiavano i nostri padri), di vini fatti...senza uva, di pazzesche "quote latte" da dover produrre, del cosìdetto olio extra vergine deodorato e taroccato sotto legale normativa o di lunghezza delle banane...insopportabile. Possibile che questi capricci e uniformità di prodotti alimentari potessero essere prioritari, rispetto a normative economico-finanziarie? Venire, da ultimo, tartassati dai "bund". Angelo Mandara

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  • angelo.Mandara

    24 Novembre 2011 - 15:03

    Ma quale medico comunitario potrebbe mai "ordinarci" tutto questo? Quando l'Italia può essere considerata la cucina d'Europa...con la sua raccomandata dieta mediterranea? E' più corretto correre dietro agli euro o ai nostrani "timballi"? Ma ci vogliamo così male? Se non altro, dovessimo fallire con l'Euro(pa)...ci potremmo riprendere i nostri tradizionali sapori...questo è certo !! Se la Germania pensa a difendere la propria economia imponendo i propri sistemi finanziari (eurobond No...eurobond Sì?), allora vuol dire che o si abbandona tutto, tornando al "quo ante", oppure, accelerando, si passa alla fase successiva, più consona ed omogenea con la creazione di un'Europa anche politica federalistica sull'esempio USA, esistendone le premesse. Ce la faranno gli eredi di Adenauer, Schuman, Spinelli a continuare l'opera unitaria? Angelo Mandara

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  • piccioncino

    24 Novembre 2011 - 07:07

    Nonostante tutti gli italici piagnistei,..nessuno si domanda del vero perchè l'Europa è nei guai..Presto detto (..è chiaro anche ai bambini..ed era chiarissimo sin dall'inizio..)!..Anche in questo caso siamo noi..popolo magliaro..ad incasinare tutti quelli che..stupidamente..si affidano amorevolmente alle nostre chiacchiere piagnone..E' evidente che il tarlo europeo ..è l'Italia di Pulcinella..(cialtrona, massimalista, irresponsabile, logorroica, approssimativa, messianica ecc..)..La Germania..ha commesso un doppio errore di valutazione..Quello iniziale..quando ha creduto in una nostra improbabile ..redenzione.. Quello attuale,..quando ritiene di potersi irrigidire..allo spasimo..con la recondita speranza di poter tornare indietro..Ormai l'unica strada percorribile..è, invece solo, quella di andare avanti.. sino in fondo con l'unificazione politica,...ma mettendo l'Italia e..altri (Spagna, Grecia, Portogallo ecc..)..con le spalle al muro..Senza rimpianti, pietà, infingimenti..

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  • vgrossi

    23 Novembre 2011 - 22:10

    "The German government could, for example, be forced to come up with something in return for a tightening of the euro Stability Pact," Insomma, anche la cancelliere sta accettando, piano piano, di inghiottire la fidejussione illimitata, con il sistema Berlusconi del controllo eterno. Ricordate, 9 dicembre

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