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Crollo dei titoli di Stato: cosa fare

Vademecum per orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct. Il consiglio: meglio un titolo di Stato che scade nel novembre 2013 che uno decennale

Crollo dei titoli di Stato: cosa fare
Un vademecum anticrisi, una bussola per orientarsi tra tassi in rialzo di Bot e Ccct.  "Oggi è come se il mercato fosse a un bivio, indeciso se prendere la strada disastrosa della Grecia, oppure quella della virtuosa Germania", dice Antonino De Gaetani, gestore obbligazionario di Bnp Paribas al Corriere della Sera . "Non si può avere un portafoglio imbottito di Btp, ma nemmeno pensare che andremo in default", scrive il quotidiano di via Solferino. In questo momento, secondo gli esperiti, Investire in un titolo di Stato che scade nel novembre del 2013 rende più che impegnarsi con un titolo decennale.

Parola d'ordine: diversificare Ma anche in questo caso, come in altri ambiti, la giusta misura è ricetta migliore: serve la diversificazione che preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli). "Chi acquista ai prezzi correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare troppo a lungo. Ma si possono anche comprare in ottica positivamente speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel caso di un miglioramento delle quotazioni", si legge.  Stesso discorso anche per i titoli comprati dalla Bce quando partono le missioni di salvataggio sui mercati che crollano. Q"uanto ai Cct nell'indifferenza generale sono saliti sopra il 10%. Non li guarda nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero straordinarie rimonte in conto capitale".

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    26 Novembre 2011 - 15:03

    qui l' argomento è il prezzo di ASTA, non il mark-to-market, che viene sul mercato secondario. La BCE, ricordalo, NON OPERA sulle aste (non può finanziare i governi DIRETTAMENTE) ma sul secondario (appunto). Ora sul secondario può succedere qualsiasi cosa (non credere, ancora oggi, di acquistare Bund al di sotto del tasso denaro ...). E, permettimi, non è una "regoletta maledetta" è la normalità del mercato. Quello cui tu ti riferisci è, penso, il fatto che se non è una AAA un bond non è considerato risc free (BASILEA III), e quindi A BILANCIO della banca (il privato faccia quel che crede) non è ulteriormente iscritto al nominale, ma al valore di mercato (mark-to-market, appunto) il che produce uno sconqueasso, ad esempio, quando un Paese perde la AAA nelle banche che ne hanno il debito, anche se lo sconquasso VERO ... adda venì.Lo stesso vale per i grossi Fondi. La regoletta è idiota, ma non il mark-to-market in sè, la applicazione burocratica lo è, e provoca vendite assurde....

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  • boss1

    boss1

    26 Novembre 2011 - 13:01

    mi sembra strano che uno come te non parli di MTM cioè di quella regoletta che valuta il valore di un titolo no sulla scadenza ma del valore dato a quel titolo o prodotto finanziario al momento , è quello che sta succedendo oggi ai titoli decennali nei confronti dei titoli semestrali in pratica sono svenduti da chi li possiede perchè al momento valgono quello che decide il mercato (speculazione) .questa regoletta maledetta ha causato danni enormi vedi anche prodotti derivati il peggio è che la inventata o introdotta un italiota al vertice della EBA.

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  • castellamonte

    26 Novembre 2011 - 10:10

    Premetto che non voglio entrare in un discorso politico. Una sola analisi asettica dei fatti da ragione ad un giornale straniero ( letto qualche anno addietro) che vedeva l' Italia come uno che nuota e l'altro attaccato alle sue gambe : o chi nuota si libera del fardello od affondano entrambi. Come fardello mi sembrava di capire che fossero le realtà non produttive del paese ( il sud ) che stanno aggrappate come l'edera allo stato assistenziale. Stiamo iniziando ad affondare.

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  • vgrossi

    26 Novembre 2011 - 10:10

    sembra il mondo alla rovescia, no ? Un titolo lungo deve rendere di più perchè, è ovvio, ha maggior rischio di uno a breve, insomma il futuro non è prevedibile, ed il rischio deve essere remunerato. La regola è ferrea e semplice, il rischio deve essere remunerato. E funziona in modo impeccabile anche quando un BOT ad un anno rende di più di uno a 10. Il motivo è semplice: si pensa che il BOT a breve possa cadere nella convulsione del mercato che ormai è sulle nostre teste (uscita dall' Euro o svalutazione dell' Euro), mentre un decennale sarà salvato dalla ripresa che seguirà alla breve convulsione. In altre parole, l' Italia è una grossa potenza industriale, può, come tutte, passare brutti periodi, ma è grossa e non appena raggiunto il nuovo equilibrio ripartirà. Ma a breve, soprattutto a brevissimo, ci sarà lo scossone, e lì il panico potrebbe fare di tutto. Panico, non ragionamento. Questo è vero internamente, ma è ferreo per chi vende la PROPRIA valuta per comprare Euro, USA, UK...

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