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Ecco le nuove pensioni Lavoreremo più di 40 anni

Allo studio l'innalzamento della soglia minima di 40 anni di contributi necessari per uscire dal lavoro indipendentemente dall'età

Ecco le nuove pensioni Lavoreremo più di 40 anni

Cominciano a filtrare le prime corpose indiscrezioni relative alla riforma delle pensioni che hanno in cantiere il premier Mario Monti e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. La più significativa riguarda il possibile aumento della soglia minima dei 40 anni di contributi necessari per le pensioni di anzianità, indipendentemente dall'età anagrafica: secondo quanto si è appreso l'innalzamento sarà tra i 41 e i 43 anni. Novità anche sui vitalizi dei parlamentari, destinati a una stretta con il passaggio al sistema contributivo, che sarà applicato anche agli onorevoli (che godranno comunque di condizioni molto più favorevoli rispetto a quelle di un 'normale' lavoratore).

Passaggio al contributivo - Tra le altre novità, il passaggio al sistema pensionistico contributivo potrebbe avvenire già nel 2012: questa una delle misure del pacchetto che il governo dovrà varare per affrontare l'emergenza e rispondere alle nuove richieste della Commissione europea: per l'Italia è in arrivo una stangata da 20 miliardi di euro. Tra le altre norme sarebbe prevista anche l'anticipazione dell’adeguamento dell’età pensionistica delle donne che lavorano nel settore privato a quella degli uomini. Al momento l’inizio del percorso è fissato per il 2014 con conclusione nel 2026.

Requisiti di emergenza - Potrebbero arrivare anche un giro di vite per le pensioni anticipate e lo stop all’adeguamento degli assegni pensionistici all’andamento dell’inflazione, così come chiede la Commissione europea. Problemi creati dalla Ragioneria dello Stato sembrerebbero invece avere suggerito una pausa di riflessione sul pensionamento flessibile, la possibilità di scegliere a quale età andare in pensione con condizioni diverse. Certo è che le prime misure sulle pensioni ad essere varate saranno quelle che risponderanno ai requisiti d’emergenza.  

Proroga al sostegno del reddito - Martedì 29 novembre il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha prorogato per decreto il sostegno al reddito per quei lavoratori in attesa della pensione e che non rientrano nel contingente delle 10mila unità salvaguardate dalla disciplina delle finestre mobili. Il provvedimento verrà inviato ora alla controriforma del ministro dell'Economia.

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Commenti all'articolo

  • doctorm2

    30 Novembre 2011 - 07:07

    Non è accettabile in alcun modo che esistano cittadini di serie A, con privilegi, prebende, onorificenze e quant'altro e cittadini di serie B che hanno lavorato una vita (tra cui il sottoscritto) e non possono avere quello che gli spetta per diritto. NESSUNA LEGGE PUO' AVERE EFFETTO RETROATTIVO è uno dei pilastri del diritto, calpestato e insultato da questi criminali che chiamate "tecnici". si vule fare questo ? bene, valga per chi inizia a lavorare DOMANI, ma che ha iniziato alavorare 40 anni fa aveva un contratto con lo stato e ora lo stato lo butta alle ortiche, per cui lo stato diventa non solo inadempiente, ma pure ladro e criminale, Se questo fosse fatto da una azienda o un privato, finirebbe in galera. Vorrei solo avere un fucile mitragliatore per andare a Roma e cominciare a fare giustizia sommaria chi pensa e agisce così merita di essere fucilato .

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  • venaria

    29 Novembre 2011 - 23:11

    Evviva.col professore al comando dei rivoluzionari bolscevichi si sta portando L'Italia alla guerra civile.Quella della riforma della pensione oltre i 40 di contributi è una vera porcheria. i parassiti, non onorevoli deputati, per loro basta solo una vergognosa legislatura ,vergogna al professore, alla Fornero e al presidente comunista Napolitano .

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  • gmario52

    29 Novembre 2011 - 23:11

    Fanno e disfano con le pensioni come se darle fosse un gesto di beneficenza e non il diritto acquisito di chi ha pagato per anni i contributi. Possibile che tutti i governanti che abbiamo avuto siano intervenuti sulle pensioni senza pensare realmente allo sviluppo di questo paese con stimoli ai consumi e al lavoro dei giovani ?Se i vecchi non vanno più in pensione e la crescita e' zero ,quando incominceranno a lavorare sti giovani? Comunque vada , se non pensano a ridurre veramente gli sprechi e le spese inutili , a questa stretta ne seguiranno altre e altre ancora sino a quando saremo tutti in miseria. Togliere potere d'acquisto con le tasse significa bloccare i consumi e accrescere la disoccupazione , ma questo anche i nostri tecnici governanti non lo capiscono ? Forse sin troppo bene , ma a loro cosa importa , dietro la maschera di chi sta lavorando per il nostro bene si celano gruppi di potere finanziario che hanno tutto da guadagnare dal disastro che questi provocheranno .

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  • graziella

    29 Novembre 2011 - 21:09

    grazie, mille grazie, non chiedevamo di meglio che lavorare sino allo stremo, ma non solo per 40, 41, 43, chi offre di più, dateci l'incentivo( una stampella, un'imbragatura che ci tenga in piedi) e arriveremo sino ai 55 anni, di lavoro ecchè sarà mai, siamo qua, braghe calate e calci in c... e via andare, loro battono cassa con pensioni milionarie anche con meno di una legislatura, noi invece dobbiamo sudarcele le quattro palanche che ci spettano , noi lavoratori autonomi poi ce le siamo versate di tasca nostra e hai voglia di ore che abbiamo macinato, di risparmi ed investimenti, di mutui e prestiti sudati per riuscire ad andare avanti, notti insonni per le scadenze delle rate..ma tanto stiamo parlando ai sordi, loro sono la mente e noi siamo le braccia, loro i professori e noi le bestie da soma, ..e intanto Cicciolina è andata in pensione con 3.000,00 euro, poverina ha compiuto sessantanni ! e ha lavorato una vita a fare ciò che tutti sappiamo...viva l'ITALIA che lavora veramente

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